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Doualla da impazzire: domina la finale dei 100 metri agli Europei U18 e firma il suo nuovo personale in 11"14

Prestazione sublime della velocista azzurra, che ritocca il suo primato personale sui 100 metri dominando la finale agli Europei U18: un anno dopo l'oro agli Europei U20, un'altra prova di spessore

4 min di lettura

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Devastante dallo start, implacabile dal primo passo, imprendibile per qualunque rivale: Kelly Doualla a Rieti ha deciso di strafare, conquistando la medaglia d’oro nella finale dei 100 metri femminili agli Europei Under 18, migliorando di 7 centesimi il proprio primato personale e di 8 centesimi quello che lo scorso anno gli valse l’oro agli Europei Under 20. Il tempo di 11”14 è qualcosa davvero di notevole: a livello U20 quest’anno nessuno ha corso veloce come Doualla (neppure le americane), che se ce ne fosse stato ancora bisogno ha ribadito al mondo intero di avere davanti a sé un futuro decisamente interessante. Non che il presente sia da meno.

Kelly s’è tenuta la cartuccia buona per quando contava

L’Italia aspettava con ansia la gara di Kelly, convinta che da lì potesse arrivare la prima medaglia d’oro, e così è stato. Ma è come è arrivata che ha lasciato tutti a bocca aperta: perfetta nel tempo di reazione, la 16enne lombarda ha messo subito a ferro e fuoco le avversarie, distanziandole già nei primi 30 metri e poi andando a progredire ulteriormente, senza dare segnali di cedimento.

Alla fine il cronometro ha fatto segnare un tempo che nessuno in Europa ha mai corso a livello Under 18, nonché uno dei migliori 10 tempi all time della categoria (peraltro con appena 0,6 m/s di vento a favore), meritandosi l’ovazione del “Guidubaldi”.

Doualla a 16 anni, 7 mesi e 27 giorni ha eguagliato il primato personale in carriera di Manuela Levorato, seconda migliore italiana di sempre sulla distanza, dietro soltanto alla primatista Zaynab Dosso (11”01). Sul podio con lei sono finite la greca Apostolia Antonatou (11”46) e la britannica Celine Obinna-Alo (11”50).

“La prima a essere stupita del tempo sono io”

L’atleta della Cus Pro Patria Milano a fine gara è sembrata quasi stupita della prestazione mandata a referto. “Avevo un obiettivo ben preciso, quello di correre nella maniera più spensierata possibile, e questo è ciò che ho fatto. L’ho capito strada facendo nel corso della stagione: se fossi arrivata all’appuntamento con un po’ di ansia addosso, allora non avrei combinato nulla.

Me ne sono stata tranquilla, ascoltando musica durante il riscaldamento e ridendo e scherzano col mio allenatore Walter Monti. La pista di Rieti la conoscevo alla perfezione, volevo venire qui e fare bella figura. I miei compagni erano tutti dall’atra parte della posta ma sono voluta andare a salutarli dopo la finale, anche perché anche i miei familiari erano in quella parte della tribuna”.

Kelly racconta tutto con grande semplicità, come se davvero tutto gli fosse venuto naturale. “Ci tenevo a far bene. Ho fatto tutto per gradi, batteria dopo batteria. In finale avevo la mia corsia preferita, la numero 5, e sebbene avessi accanto avversarie fortissime, quell’ansietta che avvertivo era comunque sopportabile. In fondo sono arrivata qui senza essere la numero 1 stagionale, e questo mi ha tolto un po’ di pressione. Alla fine è venuto fuori un tempo davvero notevole: non me l’aspettavo, non potevo chiedere di meglio”.

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