Tanti volti nuovi tra i convocati dell’Italia di Silvio Balbdini e dell’U21 di Carmine Nunziata, ma sono anche quelli giusti? Scorrendo i due elenchi, infatti, ci si accorge che mancano alcuni dei talenti più promettenti del calcio nazionale, da Issa Doumbia a Michael Kayode, passando per Mattia Liberali.
- Italia e U21, i convocati di Baldini e Nunziata
- Kayode e Doumbia fuori dai convocati
- Il caso Tresoldi
- Liberali e Comotto, promesse in B
Italia e U21, i convocati di Baldini e Nunziata
Il c.t. ad interim Silvio Baldini ha scelto di puntare su un gruppo composto per lo più da giovani – alcuni provenienti dall’U21 – per le amichevoli di giugno contro Lussemburgo e Grecia. E Carmine Nunziata, tecnico dell’U20 promosso a tempo determinato all’U21 proprio per sostituire Baldini, ha dovuto immettere nuovi giocatori nella lista degli azzurrini che lunedì 8 giugno affronterà l’Albania in un test in programma a Fontanafredda, in provincia di Pordenone.
Sommando i nomi nelle due liste si arriva a un totale di 47 giocatori che costituiscono, in teoria, il meglio che il calcio italiano possa offrire a livello di giovani promesse. Eppure tra i convocati di Baldini e Nunziata mancano nomi importanti, di giocatori già oggi spendibili nelle due squadre di vertice della Figc.
Kayode e Doumbia fuori dai convocati
Per un movimento che lamenta mancanza di talento, è davvero così normale lasciare fuori dalla Nazionale un giocatore come Michael Kayode, laterale difensivo risultato tra i migliori giovani della Premier League col Brentford: dopo essere stato snobbato dall’ex c.t. Rino Gattuso in occasione dei playoff mondiali ci si aspettava che l’ex Fiorentina facesse parte della Nazionale maggiore che oggi si riunirà a Coverciano, anche perché a marzo lo stesso Baldini lo aveva utilizzato in due gare su due nelle qualificazioni agli Europei U21.
E abbastanza inspiegabile risulta l’assenza dai convocati della Nazionale A e dell’U21 anche di Issa Doumbia, MVP della serie B appena venduto dal Venezia allo Sporting per 25 milioni di euro in un’operazione che ha rievocato la cessione di Marco Verratti dal Pescara al Psg: possibile che un talento del genere non meriti di entrare nell’Italia sperimentale di Baldini? E neanche nell’U21 di Nunziata?
Il caso Tresoldi
Piuttosto clamorosa, inoltre, è l’assenza dalla lista di Baldini del miglior cannoniere italiano nei massimi campionati d’Europa: parliamo di Nicolò Tresoldi, 21enne centravanti autore di 23 gol con la maglia del Bruges (3 dei quali in Champions League). Figlio dell’ex difensore Emanuele Tresoldi, l’attaccante classe 2004 è cresciuto in Germania, compiendo tutta la trafila nelle nazionali giovanili tedesche, ma ha anche ripetutamente lanciato messaggi piuttosto espliciti all’Italia, facendo capire di aspettare una convocazione per poter cambiare nazionalità sportiva.
La sua chiamata, oltre che per ragioni di merito, sarebbe stata giustificata anche da motivi di opportunità: sia l’Argentina (paese d’origine della madre) che la Germania potrebbero soffiare Tresoldi all’Italia, anzi il c.t. tedesco Nagelsmann ci è già andato vicino, avendo ammesso di aver pensato all’attaccante del Bruges anche per i Mondiali 2026.
Liberali e Comotto, promesse in B
Probabilmente ancora acerbi per la Nazionale maggiore ma meritevoli almeno di una chiamata in U21 sono poi altri due giovani talenti messisi in luce nel campionato cadetto, entrambi di scuola Milan. Mattia Liberali, fantasista classe 2007, ha faticato in avvio di stagione a trovare spazio nel Catanzaro – i calabresi l’hanno preso la scorsa estate a titolo gratuito, col 50% della futura rivendita a favore dei rossoneri – ma nell’arco della stagione è diventato un punto fermo della squadra di Alberto Aquilani: a una gara dalla fine della stagione (domani contro il Monza il ritorno della finale promozione) il mancino vanta complessivamente 4 gol e 4 assist, tutti firmati tra febbraio e maggio.
E fuori dai convocati di Nunziata è rimasto anche Christian Comotto, 18enne centrocampista che ha mostrato ottime qualità nell’annata in prestito allo Spezia. Sicuri che sia troppo presto per vederli – almeno – tra gli azzurrini?
