Come spesso avviene la pioggia può cambiare le carte in tavola nel motorsport, e così è stato nella Sprint di Jerez: Marc Marquez ha vinto la sua seconda gara veloce quest’anno, e alle sue spalle si è posizionato il compagno di squadra Francesco Bagnaia. La Ducati, insomma, è tornata a dominare rispetto alle Aprilia.
- La manovra corretta ma pur sempre al limite di Marquez
- Marquez: "Sono stato molto fortunato"
- Bagnaia: "Ho sperato piovesse più forte per cambiare la moto"
La manovra corretta ma pur sempre al limite di Marquez
Anche perché il podio è stato completato dalla Desmosedici schierata dal team VR46 e con in sella Franco Morbidelli, terzo dopo essere partito dalla 18esima posizione, e nella top 5 dietro al quarto posto di Brad Binder in quota KTM si è posizionato Fabio Di Giannantonio, compagno di team di Morbidelli e ducatista più costante nei risultati in questo avvio di 2026.
Ma torniamo a Marc Marquez, vittorioso nonostante la scivolata all’altezza della curva 13 che è stata la sua provvida sventura: il campione del mondo regnante ha avuto la prontezza di capire come uscire dall’angolo in cui si era cacciato, tornando subito ai box per cambiare la moto (quella da bagnato) e così conquistare il successo nella Sprint. Come sia avvenuto tutto ciò, passando per il prato non appena tutto il gruppo era transitato e attraversando la linea esterna, è materia di infinite discussioni sull’interpretazione disinvolta di un regolamento che comunque non è stato infranto, come hanno ravvisato a fine Sprint i commissari di gara (abbiamo approfondito la spinosa questione qui).
Marquez insomma ha vissuto un sabato perfetto: ha raddrizzato le sorti di una corsa che sembrava perduta e lo ha pure fatto sfruttando al meglio le pieghe dei regolamenti e senza causare pericolo agli altri, da vecchio volpone della MotoGP quale è. Poi, come ha fatto Davide Brivio di Trackhouse, si può filosofeggiare sul fatto che il pilota abbia fatto tutto a modo, ma ottenendo comunque un vantaggio che si può opinare se sia leale o sleale a seconda del punto di vista.
Marquez: “Sono stato molto fortunato”
Sottigliezze. Certo, lo stesso Marquez ha ringraziato a Sky Sport i santi in paradiso, oggi che è San Marco, per l’aiuto insperato: “Sono stato molto fortunato perché la moto non si è spenta, perciò ho lasciato passare gli altri e ho deciso di tornare ai box per il cambio della moto. Rientrando sul rettilineo mi hanno segnalato che ero terzo, poi sono diventato primo perché Binder è scivolato e ho infilato Bagnaia”.
La svolta della sua gara è stata frutto dell’istinto, come ha riconosciuto il pilota Ducati, con una decisione maturata sull’ordine dei “millesimi di secondo”. D’altronde il genio, come diceva il Melandri in Amici Miei Atto II, è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione: un po’ tutto quello che ci ha messo Marquez oggi, aggiungendo ovviamente quella esperienza che ti infonde maggiore sicurezza nelle tue decisioni, anche quelle al limite.
“Ma non ho pensato di aver fatto una manovra vietata: la mia moto non poteva più proseguire, ma almeno poteva essere condotta ai box giacché non avevo mancato nessuna curva e non ho messo nessuno a rischio”, ha proseguito lo spagnolo. “Poi magari metteranno mano al regolamento e una manovra così non si potrà più fare, ma per il momento non è vietato”.
Bagnaia: “Ho sperato piovesse più forte per cambiare la moto”
Anche Bagnaia, per una volta tanto, è stato graziato dalla buona sorte. E anche in questo caso è stata la pioggia a servire un assist importante a Pecco: pure lui ha cambiato la moto per affrontare meglio le condizioni da bagnato, sfruttando in maniera pressoché tempestiva il momento ideale per dare la svolta alla sua corsa. Corsa partita non benissimo, come ha riconosciuto il piemontese a Sky Sport: non appena iniziata la pioggia ha capito di non avere alcun grip, “e ho sperato piovesse più forte in modo tale da poter cambiare la moto” (il cambio del mezzo “flag to flag” è consentito in caso di pioggia improvvisa o se le condizioni volgono all’asciutto. Può essere consentito dalla Direzione Gara esponendo la bandiera bianca, oppure individualmente ogni pilota può decidere quando cambiare, ovviamente nell’alveo di ciò che consentito dal regolamento).
“Io forse ho cambiato in ritardo di un giro, forse facendolo prima sarebbe stato meglio perché così la gomma sarebbe andata più in fretta in temperatura, ma va bene così”, ha proseguito Pecco, che ha ammesso di aver provato a tenere Marquez il più possibile sino a quando non ha capito che il feeling del compagno di squadra sul bagnato era migliore. Perciò Bagnaia ha evitato saggiamente rischi inutili anche perché ha avuto difficoltà nel penultimo giro con la gomma posteriore (“All’ultimo giro non ho spinto, ma Marc avrebbe vinto comunque”) chiudendo sulla piazza d’onore a tre secondi dallo spagnolo.
E sulla GP26 Pecco ha infine spiegato che le modifiche apportate oggi lo hanno aiutato con la confidenza con la moto, ma non sono mancati i problemi in uscita delle curve “dove mi mancava il grip”. “Ma comunque sono cose su cui possiamo lavorare per domani”, ha concluso.
