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Ecco perché Marotta non sarà a Torino per Juve-Inter

Il primo “derby” per il dirigente rinviato al girone di ritorno

“Vediamo”, aveva detto qualche giorno fa in Lega alla domanda se sarebbe andato allo stadio per assistere a Juventus-Inter venerdì. Beppe Marotta però non sarà sugli spalti dell’Allianz per la classicissima tra la sua ex squadra e il suo nuovo club. L’ufficializzazione dell’incarico di Marotta in nerazzurro, che sarà dg e ad – lo stesso ruolo che aveva a Torino – avverrà solo dopo la sfida di Champions di martedì col Psv. Marotta di fatto debutterà da dirigente dell’Inter nella gara successiva di campionato, contro l’Udinese. Niente vietava però al neo-plenipotenziario interista di assistere alla partita venerdì. Perchè non ci sarà? Il motivo non è legato a possibili contestazioni da parte della sua vecchia tifoseria. La stragrande maggioranza di fan bianconeri è riconoscente e glielo ha fatto anche sapere pubblicamente con un applauso durante la partita con lo Young Boys, quando si era da poco saputo del suo addio. Certo, non si sapeva che sarebbe andato proprio all’Inter – storica rivale dei bianconeri – ma la destinazione (poco gradita) non ha avuto la meglio sull’affetto nei confronti dell’uomo che ha contribuito a far vincere tanto la Juve in questi anni. E’ possibile che dagli spalti qualche gruppo sparuto lo avrebbe accolto con ironia, così come qualche striscione per la scelta interista potrebbe apparire ma Marotta sa che il popolo bianconero non lo avrebbe contestato.

I MOTIVI – Non sarà allo stadio solo per ragioni di opportunità: l’Allianz lo sente ancora suo, anche se non è più un dipendente della Juve. Andare lì a tifare Inter contro quelli che sono ancora “i suoi ragazzi”, senza neanche una carica ufficiale non sarebbe stato bello. Il suo personalissimo “derby” tra passato e presente ci sarà solo nel girone di ritorno, a San Siro. Questo ha pensato Marotta che spiegherà tutto la prossima settimana, quando verrà presentato ufficialmente nella sua nuova veste. Nedved ha fatto sapere che lo avrebbe accolto con piacere, Allegri l’ha buttata sul ridere (“l’importante è che non giochi”) ma alla fine salvo clamorosi ripensamenti l’ombra di Marotta non graverà sul big-match di venerdì. Cosa farà all’Inter lo dirà a Milano, quando presumibilmente ribadirà l’importanza del lavoro di squadra, già chiave del suo successo alla Juve. In bianconero c’era Paratici a fargli da braccio destro, all’Inter troverà Ausilio.

LUI E AUSILIO – L’attuale ds nerazzurro ha le stesse competenze tecniche di Paratici alla Juve in merito alla scelta dei giocatori. Quindi, tecnicamente, continuerà ad individuarli Ausilio. Lui e i suoi collaboratori, tra cui Dario Baccin e tutto il reparto scouting. Marotta è anche quello del “gol finale”: l’assist era di Paratici e adesso sarà quello di Ausilio. Marotta è l’uomo dei rapporti internazionali, della diplomazia, del buonsenso, quello che riesce sempre a trovare una soluzione positiva anche quando le operazioni non vanno per il verso giusto. E non ha la presunzione di voler scegliere lui tecnicamente il giocatore. Sicuramente l’ex dirigente bianconero sarà un tassello in più che aiuterà l’Inter a crescere dal punto di vista dirigenziale, in una struttura che già negli ultimi anni aveva fatto dei passi da gigante.

SPORTEVAI | 05-12-2018 09:32

Ecco perché Marotta non sarà a Torino per Juve-Inter Fonte: Ansa

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