E, ora, Damien Comolli e Luciano Spalletti sono in disaccordo anche su Douglas Luiz. Se queste sono le premesse per ripartire dopo la mancata qualificazione in Champions League, che futuro può avere la Juventus? Quali sono le reali ambizioni di John Elkann? Steccare una stagione può capitare, per carità. Ma far finta di nulla, ignorare la distanza che si è creata tra ad e allenatore, continuare a nascondere la testa sotto la sabbia, rischia di compromettere non soltanto la prossima annata, ma anche quelle successive. Domani, o al massimo entro l’inizio della settimana, andrà in scena il summit in cui tutti si ritroveranno per discutere le strategie da adottare sul mercato. Ma su quali basi?
- Juventus, gli effetti sul mercato della mancata Champions
- Comolli e Spalletti in disaccordo anche su Douglas Luiz
- Distanti ma costretti a convivere: la scelta di Elkann
- Elkann apra gli occhi: in ballo c’è il futuro della Juventus
Juventus, gli effetti sul mercato della mancata Champions
I 70 milioni della Champions andati in fumo comportano inevitabilmente una netta inversione di marcia sul mercato. Per trovare nuove risorse e potenziare la rosa sarà necessaria la cessione di almeno un big.
Bremer resta il nome più caldo – attenzione all’Inter – anche perché il difensore brasiliano ha già lasciato intendere di voler vincere trofei importanti. Ma hanno diversi estimatori anche Thuram e Cambiaso, con quest’ultimo finito prepotentemente nel mirino del Como.
Comolli e Spalletti in disaccordo anche su Douglas Luiz
Sarà dunque un mercato molto diverso rispetto a quello immaginato fino a prima del fischio d’inizio della sfida con la Fiorentina, che ha condannato i bianconeri all’Europa League. Meno soldi da investire e la necessità di imboccare strade alternative. Una porta alle occasioni a parametro zero – sfumato Bernardo Silva, resta viva la pista Robertson – l’altra alla possibilità di rivalutare i calciatori di rientro dai prestiti. Su tutti Nico Gonzalez e Douglas Luiz.
Se la Juve spera ancora in un’offerta, anche al ribasso, dell’Atletico Madrid per l’argentino, Spalletti è invece incuriosito dal brasiliano, reduce dalla stagione in prestito tra Nottingham Forest e Aston Villa. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, l’allenatore sarebbe tentato dal rilanciarlo in una posizione diversa, alla Pizarro o alla Lobotka. Secondo il tecnico, infatti, l’ex compagno di Alisha Lehmann – acquistato da Giuntoli per 50 milioni – ha tutte le carte in regola per reinventarsi in cabina di regia. Ma Comolli non la pensa allo stesso modo: per l’ad Douglas Luiz resta un esubero da piazzare il prima possibile. A quali condizioni, però, è tutto da vedere. Progettare insieme il futuro diventa una mission impossible, se manca coesione anche sul sudamericano.
Distanti ma costretti a convivere: la scelta di Elkann
A differenza di Cardinale, John Elkann ha ritenuto che non fossero ancora maturi i tempi per un’altra rivoluzione, dopo quella già attuata la scorsa estate. Del resto, la Juventus di Comolli si è strutturata nel corso di quest’annata con gli innesti di Modesto come direttore tecnico e di Ottolini come direttore sportivo, senza dimenticare lo stesso Spalletti, arrivato alla decima giornata in seguito all’addio di Tudor. Tutto giusto, se non fosse per la distanza siderale che si è venuta a creare tra l’ex Tolosa e il tecnico di Certaldo. Anche le ultime parole dell’ad non sono state particolarmente gradite da Lucio, soprattutto il passaggio relativo alle scelte di mercato condivise a gennaio (Holm e Boga).
Non è andata proprio così. Spalletti, infatti, ha più volte ribadito anche in tv la necessità di ingaggiare una prima punta per sopperire all’infortunio di Vlahovic (e al rendimento insufficiente di David e Openda). Chissà dove sarebbe oggi la Signora se Comolli avesse recepito l’sos lanciato dall’allenatore toscano. Ed è proprio sul mercato che Spalletti vorrebbe avere maggiore voce in capitolo, magari supportato dal possibile ritorno in bianconero di Matteo Tognozzi, attuale ds del Rio Ave. Un profilo, però, già scartato dal dirigente francese, che ha preferito puntare su Modesto e Ottolini.
Elkann apra gli occhi: in ballo c’è il futuro della Juventus
Dal 2019 a oggi la Juventus ha sostenuto aumenti di capitale per un miliardo di euro, con Exor che ha supportato il club per un totale di 638 milioni (191 milioni nel 2020/21, 255 nel 2021/22, 128 nel 2023/24 e 64 nel 2025/26). Dal punto di vista finanziario, l’impegno non è mai venuto meno. I dubbi riguardano piuttosto il progetto tecnico, che Elkann non può più ignorare. Nel vertice in programma nei prossimi giorni, la proprietà farà il punto della situazione insieme a Comolli, Chiellini e Spalletti. E bisognerà trovare un punto d’incontro per il bene della Juventus.
L’allenatore chiede maggiore spazio nelle scelte di mercato e l’ingaggio di un uomo di fiducia per la campagna acquisti – Tognozzi, appunto – ma l’ad sarà disposto a fare un passo indietro? Tornano alla mente le parole del rampollo di casa Agnelli, quando lo scorso dicembre respinse l’assalto di Tether: “La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. La nostra storia, i nostri valori, non sono in vendita. Come famiglia continueremo a sostenere il club per costruire una Juventus vincente”. Ma se già in partenza si registrano frizioni tra chi deve costruire la squadra, tornare a vincere rischia di essere molto più complicato del previsto.
