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ESCLUSIVA – Bagni: “Il Palermo riuscirà a spuntarla. Monza in A senza spareggi. Sampdoria ancora in corsa per il play-off”

Dal campo con Diego Armando Maradona all’ultimo valzer ad Avellino: Salvatore Bagni c’ha raccontato, in esclusiva, l’anno in cadetteria, parlando anche della B attuale e delle diverse corse in essere in categoria

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Federico Maria Santangelo

Federico Maria Santangelo

Giornalista

Lucano, classe 1995 e giornalista pubblicista. Unisce la passione per il mondo umanistico a quella per il calcio, osservandolo da ogni sua angolazione.

ESCLUSIVA – Bagni: “Il Palermo riuscirà a spuntarla. Monza in A senza spareggi. Sampdoria ancora in corsa per il play-off” Ansa

Un solo anno tra i cadetti per Salvatore Bagni – tra i grandi protagonisti dello storico Napoli di Maradona, del Perugia di Castagner e dell’Inter dei primi anni Ottanta – vissuto nel finale di carriera, nella stagione 1988/1989, con la maglia dell’Avellino, ancora oggi protagonista della Serie B. Con la casacca biancoverde, l’ex centrocampista di Correggio ha raccolto 23 presenze e messo a segno due reti, realizzate rispettivamente contro Ancona e Sambenedettese, nell’amaro campionato che vede i Lupi lasciarsi sfuggire la promozione in massima serie per soli tre punti.

In esclusiva ai nostri microfoni, Bagni ha tracciato un bilancio sull’attuale campionato cadetto, partendo dall’avvincente lotta per alla Serie A diretta e raccontando aneddoti legati alla sua esperienza con gli irpini, squadra alla quale è rimasto profondamente legato.

Bagni: “Ad Avellino esperienza bellissima, ma la Serie B non faceva per me”

Che ricordo ha del suo anno ad Avellino?

Ad Avellino stetti benissimo. L’esperienza durò soltanto sette mesi, ma ebbi la possibilità di conoscere molti amici. Mi dispiacque molto perché cercammo, non riuscendoci per poco, di conquistare la promozione in Serie A, che ci sfuggì a causa di un pareggio contro la Cremonese, partita in cui eravamo in vantaggio per 2-0. Tuttavia, l’anno successivo, poiché ero di proprietà del Napoli, decisi di smettere per tornare a giocare con i miei amici d’infanzia.”

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Che sensazione ha avuto ad andare in una piazza storicamente rivale di Napoli?

In Campania ho giocato per il Napoli, lavorandoci come dirigente, e ad Avellino, ho svolto il ruolo di consulente nella Salernitana con Aliberti: ad oggi posso dire che l’intera regione è casa mia. In realtà avevo già firmato con Torino e Bologna, ma il Napoli, avendo due anni di contratto, non volle farmi andare in una squadra di Serie A e decise, visto che c’era anche Pierpaolo Marino, di mandarmi ad Avellino. Non feci molta fatica ad accettare”.

Ha qualche aneddoto particolare di quella stagione?

“No, purtroppo non andò benissimo. Nonostante la partenza in rincorsa, andammo molto vicini alla promozione. Peccato, soprattutto per Avellino e per la sua piazza. È sempre stato un campo difficile, nel quale però ho segnato spesso: sia con la maglia del Napoli che con quelle dell’Inter e del Perugia, con cui vinsi una partita proprio grazie a una mia rete. Credo sia stata la squadra contro la quale ho segnato di più in carriera in Serie A. La mia esperienza in Irpinia è stata positiva, serena e tranquilla. Ricordo i pomeriggi passati con i compagni e le partite a calcio-tennis. Eravamo una squadra unita, composta da ragazzi veramente perbene.”

E della Serie B che ricordo ha?

Prima di allora non avevo mai militato in Serie B e, a essere onesto, non mi divertii molto, motivo per cui decisi di non giocarci più. In quel campionato ho visto troppi palloni volare sopra la mia testa: era un modo di fare calcio opposto alla mia filosofia. La ragione per cui andai via non riguardava Avellino come piazza, ma proprio la categoria. Era un torneo complesso, dove si optava spesso per i lanci lunghi; io, al contrario, amavo giocare palla a terra: è sempre stato questo il mio modo di intendere il calcio.”

Bagni: “Ballardini? L’obiettivo era mantenere la catagoria. Avellino e Sampdoria ancora in corsa per i play-off”

Cosa pensa dell’Avellino attuale?

Ha cambiato, è arrivato un mio amico, Davide Ballardini, che sta facendo molto bene. È stato chiamato per sostituire Biancolino, che l’anno precedente aveva ottenuto un’ottima promozione, e si è ambientato tranquillamente. Siamo a quattro giornate dal termine, ha cinque punti di vantaggio dalla zona play-out, ma ha anche quattro di distanza dal Cesena in zona play-off. Può ancora giocarsela. Tuttavia, l’obiettivo principale era mantenere la categoria e disputare un buon campionato; qualora dovesse riuscire nell’impresa di raggiungere gli spareggi per la promozione, sarebbe un traguardo straordinario, considerato l’andamento complessivo della stagione.”

A Genova, invece, c’è un suo avversario di vecchia data sulla panchina blucerchiata: Attilio Lombardo, che sembra aver tirato fuori da un momento complicato la squadra.

“Sì, sì, direi di sì. Lo scorso anno è andata molto bene nello spareggio contro la Salernitana, che non doveva esserci vista la retrocessione arrivata contro la Juve Stabia. La classifica attuale non è quella che i tifosi blucerchiati vorrebbero, ma sono lì a giocarsela. Quattro gare sono tante, quattro punti non sono eccessivi; vedremo quello che accadrà”.

Bagni: “Il Palermo riuscirà a spuntarla. Venezia e Monza andranno in A”

Nella bagarre della parte alta di classifica, invece, chi vede favorito?

“Le candidate iniziali erano Venezia e Palermo. Il Monza è una corazzata; il Frosinone si è intromesso, ma nello scorso turno ha gettato via una grande occasione. Per me saliranno direttamente lagunari e brianzoli. Ai play-off, invece, la spunteranno i rosanero. È ovvio che vorranno arrivare in A senza spareggi, ma quello è un altro discorso. In qualche modo dovranno salire. In caso di play-off dovranno affrontare squadre complesse, ma alla fine riusciranno a portare a casa il risultato. Nessuno ha a disposizione il loro budget e, qualora dovessero salire, la possibilità di mantenere la categoria”.

Si aspettava un Frosinone così forte?

“No no, assolutamente. Ho visto che direttore, c’è un mio amico, c’è Renzo Castagnini. Sono contento per lui, sta facendo cose straordinarie. Non me l’aspettavo, ma per meriti sono lì a giocarsela. In B, come in A, c’è sempre qualche sorpresa che si intrufola”.

Bagni: “Cesena ha un grande settore giovanile. Spezia sorpresa negativa”

Il Cesena ha fatto questo cambio in panchina, con Cole, cosa si aspetta dal tecnico e dai bianconeri?

A Cole è stato chiesto di arrivare ai play-off e meritarsi la riconferma. Ci sono delle dinamiche societarie dietro la sua scelta, vedremo cosa accadrà il prossimo anno. Adesso ha due punti di vantaggio dalla Carrarese e dovrà resistere. Cesena è una piazza importante, con un grande settore giovanile alle spalle – mio figlio segue una decina di loro – , nei primi posti di classifica del campionato per merito. È tutto costruito su ragazzi locali, provenienti dalla Romagna. È una realtà che guarda alla propria terra per formare giocatori. Tutti hanno l’ambizione di passare in Prima Squadra e di vestire la maglia bianconera. Tanti dei titolari attuali hanno seguito la trafila nella scuola del club”.

C’è una sorpresa, per lei, nella parte bassa di classifica?

“Lo Spezia, lo Spezia. I bianconeri, abituati a giocare in A, stanno facendo molta fatica ad uscire da quella posizione. La Reggiana sapeva di dover lottare, ora è arrivato Bisoli e spero riesca a salvarla. Sarà dura, ma con la vittoria nell’ultima giornata ha fatto un passo in avanti superando le altre due. Il Bari del mio amico Luigi (De Laurentiis, ndr), invece, che qualche anno fa aveva sfiorato la promozione, è una piazza enorme e mi auguro riesca a restare in B”.

Quanto è importante una categoria come la Serie B come tappa e per la Nazionale?

Fondamentale, tanto quanto la C. Uscire dalle giovanili e trovarsi in queste categorie non è semplice. Le cose vanno fatte gradualmente, poi dipende dal valore del singolo. Della Nazionale è troppo semplice parlare oggi. Quando si arriva lì le cose cambiano e la maglia pesa”.

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