Tre promozioni in Serie A – di cui una con vittoria del campionato nella stagione 2000/2001 a Torino – di cui due vissute nella ragione natia con le maglie di Lecce – seppur intervallata da un prestito alla Reggina – e Bari per Luigi Garzya, celebre capitano della compagine dei galletti allenata da Eugenio Fascetti a cavallo tra fine anni Novanta e i primi del Duemila.
L’ex difensore salentino non ha dimenticato la sua permanenza in biancorosso e ha parlato, in esclusiva ai nostri microfoni, della stagione della squadra del capoluogo pugliese, porgendo uno sguardo in avanti verso il futuro del club, impegnato nel play-out per la permanenza in categoria, e non solo.
- Garzya: "La Serie B dei miei anni era altra cosa"
- Garzya: "Bari: la proprietà ha rotto il legame con la tifoseria. Longo? Non è facile allenare in quelle condizioni"
- Garzya: "Ho saputo che i calciatori non volevano l'esonero di Mignani"
- Garzya: "Monza e Palermo sono un po' le delusioni di questo campionato regolare"
- Garzya: "La Sampdoria non può permettersi un altro anno di transizione"
- Garzya: "Abate e Aquilani hanno fatto benissimo. Cacciamani è un grande calciatore, Petrachi lo riporterà a Torino"
Garzya: “La Serie B dei miei anni era altra cosa”
Durante il periodo a Bari ha vissuto una promozione – nella stagione 1996/1997 – che ricordo ha di quella annata, senza considerare la restante parte di esperienza, dove ha raggiunto anche il ruolo di capitano?
“Vincere un campionato è sempre bello, ma vincerlo in una città come Bari, in uno stadio così grande, considerando anche l’esperienza della retrocessione dell’anno precedente – con un ritorno in B abbastanza atipico, vista la presenza del capocannoniere del campionato di Serie A Igor Protti – fu stato straordinario. Tuttavia, non fu per niente semplice; la vera svolta, con il cambio di passo, arrivò soltanto nel girone di ritorno. Sicuramente la cadetteria di quegli anni era altra cosa, c’erano squadra molte forti con cui competere”.
Ha vissuto altre due promozioni, una a Torino, con vittoria del campionato, e una nella città della terra natale, ovvero Lecce. Cosa si porta da queste due stagioni?
“A Lecce fu una promozione particolare. Feci due presenze in B prima di passare in prestito alla Reggina in Serie C, dove vinsi il campionato, e riuscì ad ottenere in un anno due salti di categoria. Fu sicuramente una cosa strana. A Torino, invece, fu una bellissima esperienza, in una società storica, con una grande pubblico. Quella fu una vittoria quasi doverosa per certi versi”.
Degli anni in Serie B che ricordo ha?
“Era un campionato con diversi giocatori di livello, soprattutto italiani, più forti di quelli attuali. Questa mia affermazione non nasce per sminuire, ma per mostrare un dato di fatto: erano altri anni”.
Garzya: “Bari: la proprietà ha rotto il legame con la tifoseria. Longo? Non è facile allenare in quelle condizioni”
l Bari ha raggiunto i play-out, disputando una stagione complicata. Qual è il suo punto di vista sul campionato dei biancorossi?
“Dare un giudizio, ad oggi, con un play-out da giocare non è corretto. Sulla stagione regolare posso dire che mi aspettavo qualcosa di più. Hanno deluso. Pensavo potessero fare un campionato, non dico di vertice, ma quantomeno tranquillo. Così non è stato”.
Come si può riprogrammare il futuro del club, considerando le due opzioni a disposizione, ovvero la permanenza in categoria e la retrocessione?
“Sono due futuri diversi. A mio parere la prima cosa da fare è, anche in caso di salvezza, cercare una nuova proprietà. Ad oggi la multiproprietà non funziona più. A Bari si è rotto il legame tra la tifoseria e la dirigenza e, dunque, ci si augura che si arrivi ad un cambio. Non riesco ad immaginare un altro campionato con le stesse figure, al di là del risultato sportivo della permanenza in categoria”.
Un suo giudizio sulla gestione De Laurentiis di questi anni.
“Tenendo conto degli anni precedenti – in cui sono arrivate le promozioni e la quasi Serie A – è stata, tutto sommato, positiva. Quest’anno c’è stata tanta sofferenza. Nessuno si aspettava qualcosa di più della permanenza in categoria, le multiproprietà sono fatte per quello e agiscono così. Tuttavia, bisogna considerare che la loro idea si scontra con le ambizioni di una piazza e una tifoseria come Bari, che merita sicuramente la Serie A. Per questa serie di motivi elencati tutti vogliono che vada via. Il filo si è spezzato del tutto”.
Un giudizio sul ritorno di Moreno Longo e se può essere lui, qualora dovesse sopraggiungere la salvezza, l’uomo giusto sul quale costruire il Bari del futuro.
“Conosco bene Longo ed è un vincente, come dimostra il palmarès. Quest’anno sarebbe stata dura per chiunque. Chiaramente lui conosce bene l’ambiente. Dipenderà molto dal futuro della proprietà. Per un tecnico non è facile una condizione come quella attuale con stadio vuoto e critiche continue alla società”.
Chi è il favorito di questo play-out?
“Conta molto la testa e la condizione fisica. Non mi aspettavo un tracollo simile del Südtirol. C’è da considerare che squadra di Castori è stata la grande delusione del girone di ritorno e non vince una partita da marzo”.
Garzya: “Ho saputo che i calciatori non volevano l’esonero di Mignani”
Si aspettava l’uscita del Cesena dai play-off, soprattutto dopo l’arrivo di Cole?
“Bisognava continuare con Mignani. I cambi non sono mai facili, soprattutto quando si presentano tecnici con idee differenti da quelle del precedente. Ho saputo che i giocatori non volevano il cambio di allenatore. Questo vuol dire tanto: l’errore è stato proprio qui”.
Garzya: “Monza e Palermo sono un po’ le delusioni di questo campionato regolare”
Sul Frosinone, ti aspettavi una promozione da parte dei ciociari?
“Non me lo aspettavo. Sicuramente dal girone di andata si era intuita una prima candidatura, per i tanti giovani, per il modo di giocare, per i tanti gol realizzati. Si era già capito in quel punto che potesse diventare una mina vagante e potesse raggiungere il salto senza passare dai play-off, e così è stato. Hanno fatto un bel calcio”.
Per quanto riguarda i play-off, Palermo e Monza in primis, come giudica la prima stagione?
“Sono state le delusioni di questo campionato, perché erano entrambe favorite alla promozione diretta e ora si trovano lì a giocarsi lo spareggio. Va considerato che il torneo è sempre pieno di insidie, ma oggettivamente la rosa di queste due squadre, insieme a quella del Venezia, è superiore alle altre”.
Proprio riguardo al Venezia, si aspettava una vittoria così da parte loro?
“Sì. Me lo aspettavo. Conosco l’allenatore. Stroppa è un vincente e la squadra è ottima. Ha sempre dominato e anche lì dove ha perso qualche punto ha sempre giocando bene. Non è stata una sorpresa”.
L’Avellino di Ballardini ha raggiunto i play-off, se lo aspettava?
“Una sorpresa. Tutti dimenticano che l’Avellino nella scorsa stagione ha militato in Serie C. L’arrivo di Ballardini è stata una svolta importante. Come primo anno di B nessuno si aspettava una cosa simile”.
Chi è la favorita per questi play-off?
“Una tra Monza e Palermo, senza ombra di dubbio”.
Garzya: “La Sampdoria non può permettersi un altro anno di transizione”
Si aspettava i fischi ad Insigne al termine di Pescara-Spezia?
“Credo sia nato tutto da quel rigore mai calciato che avrebbe potuto cambiare la stagione del Pescara. Hanno fatto un campionato in affanno, ma alla fine ha avuto uno scatto importante, anche se illusorio a due giornate dal termine. La delusione per un risultato ha portato a cose fuori dal campo che non dovrebbero accadere, che vanno al di là dello sport”.
Passiamo ad una squadra che la salvezza l’ha ottenuta, la Sampdoria. Può essere Lombardo, visto la stagione fatta, l’uomo giusto per il futuro dei blucerchiati?
“Questo non lo so. La Sampdoria ha fatto un campionato mediocre. Ha deluso. Non so se la società possa puntare nuovamente con Lombardo. Non ci può essere un altro anno di transizione. I blucerchiati nei prossimi campionati devono provare a vincere il campionato e a tornare in Serie A, vista anche la condizione della controparte cittadina, il Genoa, da diversi anni avanti. A Genova c’è un derby sentitissimo. Giocare a Marassi è una sensazione unica, è troppo bello”.
Garzya: “Abate e Aquilani hanno fatto benissimo. Cacciamani è un grande calciatore, Petrachi lo riporterà a Torino”
In questo campionato hanno stupito due giovani tecnici: Ignazio Abate da una parte, a Castellammare, e Alberto Aquilani dall’altra, a Catanzaro.
“Abate non ha fatto bene, di più. In un anno così difficile per la Juve Stabia ha compiuto una vera e propria impresa. Non hanno mai mollato e giocano bene. Questo vale anche per il Catanzaro, che fa un bellissimo calcio. Tra l’altro i calabresi hanno due giocatori fortissimi: Alphadjo Cisse e Mattia Liberali. Diversamente, la Juve Stabia ha un grandissimo giocatore, in prestito dal Torino, che è Alessio Cacciamani. Conoscendo Petrachi lo riporterà sicuramente in granata”.
Quanto sono importanti queste squadre per la Nazionale?
“Sono fondamentali perché danno la possibilità di giocare, di esprimersi e di mostrare il proprio valore. I giovani ci sono, ma hanno bisogno di farsi vedere. Sono convinto che il passaggio in Serie B, o anche C, per tanti, sia fondamentale. Questi campionati sono il primo grande momento di confronto, molto più valido della Primavera”.
