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ESCLUSIVA – Mazzantini: "Il Venezia è una corazzata. La salvezza della Sampdoria è un mezzo miracolo"

Una vita passata tra i pali di Serie A e Serie B, Andrea Mazzantini - storico portiere di Venezia e Spezia, due delle protagoniste dell'attuale campionato - ha parlato di cadetteria in esclusiva in nostri microfoni

Pubblicato:

Federico Maria Santangelo

Federico Maria Santangelo

Giornalista

Lucano, classe 1995 e giornalista pubblicista. Unisce la passione per il mondo umanistico a quella per il calcio, osservandolo da ogni sua angolazione.

ESCLUSIVA – Mazzantini: "Il Venezia è una corazzata. La salvezza della Sampdoria è un mezzo miracolo" Getty Images

Una vita passata tra i pali, in piazze importanti come Perugia – dove ancora oggi è una vera e propria icona – Inter, Venezia e Spezia. Andrea Mazzantini ha vissuto diversi campionati cadetti, disputandoli da protagonista, soprattutto con la formazione lagunare, con il quale, come ci racconta in esclusiva, ha sfiorato più volte la promozione.

E proprio di promozione della squadra veneta e dell’attuale Serie B, con rimandi alla lunga carriera, abbiamo parlato in questa intervista con l’ex numero 1 di La Spezia, senza tralasciare la complicata condizione della squadra della propria città natale.

Mazzantini: “A Venezia ho trovato la mia dimensione. Un errore ci costò la promozione”

Che ricordo ha della sua esperienza a Venezia e La Spezia?

“Sono due bei ricordi. È stato bellissimo giocare nella mia città natale, La Spezia, dove ho vissuto un periodo molto positivo prima del passaggio ai lagunari. Riuscimmo a salvarci in un campionato complesso e, al termine della stagione, la società decise di cedermi a una tra Fiorentina e Venezia. Alla fine scelsi il Venezia, poiché l’offerta era migliore per il club. A Venezia ho trascorso quattro anni, disputando buone stagioni. Al quarto anno arrivò l’offerta dell’Inter, dove avrei dovuto fare il secondo portiere. Esitai, perché a Venezia avevo trovato la mia dimensione e mi sentivo importante. Tuttavia, molti dei miei compagni mi spinsero ad accettare quella grande opportunità e così decisi di passare in nerazzurro”.

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Che ricordo ha, invece, del campionato di Serie B?

La Serie B è un campionato molto lungo e faticoso. A Venezia sfiorammo la promozione, ma ci sfuggì a causa di un errore che ci costò due punti di penalizzazione, a vantaggio del Padova. Ricordo che arrivò da noi un ragazzo della Primavera dell’Inter, il quale avrebbe dovuto scontare un turno di squalifica l’anno successivo in campionato. Nessuno se ne accorse e, se non erro, giocò contro l’Acireale. Per questo motivo ci vennero inflitti due punti di penalizzazione, determinanti per la classifica. Tuttavia, arrivammo a compiere una grande impresa arrivando alle semifinali di Coppa Italia – dopo aver eliminato squadre blasonate come Fiorentina e Juventus –, che rappresenta un traguardo enorme per un club di Serie B”.

Mazzantini: “Venezia e Monza favorite. Play-off? Occhio alle outsider”

Come giudica il Venezia di questa stagione?

Il Venezia – che seguo – è una corazzata in questo campionato di B. Ha un ottimo allenatore, che è Stroppa, e altrettanto importanti individualità – come Adorante, Doumbia, Busio e il portiere, Stanković. Questi quattro giocatori sono quelli che mi hanno colpito maggiormente. La squadra gioca bene, verticalizza subito. Il collettivo funziona: Stroppa ha fatto un gran lavoro”.

Chi vede favorito per la promozione diretta in Serie A?

“A parer mio, e non vorrei portar male a qualcuno, direi Venezia e Monza, per quello che hanno fatto vedere durante la stagione. Poi c’è sempre la componente outsider – come il Frosinone in campionato, ancora pienamente in corso per la promozione diretta – che può apparire anche nei play-off. Gli spareggi, infatti, sono un torneo a parte, dove può sempre spuntare qualche sorpresa: tutte possono salire, trascinate dall’entusiasmo del momento. Poi c’è il Palermo, che ha un uomo di esperienza come Inzaghi, il quale ha già vinto diversi campionati”.

Mazzantini: “La Sampdoria ha fatto un mezzo miracolo. A La Spezia è mancata la programmazione”

Come giudica, invece, l’annata della Sampdoria?

“Da come era partita, da tutte le vicissitudini ad essa legata, la salvezza della Sampdoria posso definirla un mezzo miracolo. Vedere i blucerchiati retrocessi in C è improponibile. Fino a qualche mese fa erano spacciati, poi si sono tirati fuori bene. La Sampdoria, per una serie di fattori come stadio e blasone, aveva la necessità di salvarsi”.

Diversamente, cosa pensa della stagione difficilissima vissuta dallo Spezia?

“Lo Spezia è stata una delle prime società importanti della mia carriera. Giocare per la squadra della mia città è stato difficile: mi conoscevano tutti e mi ricordavano sempre come il figlio del verduraio. Ho disputato un ottimo campionato da titolare prima di andare via. Vedere lo Spezia in questo stato fa male. Tuttavia, rivedo la stessa squadra dello scorso anno, che ha quasi sfiorato la promozione in Serie A, pur senza alcuni elementi — tra cui Pio Esposito — ma con la stessa ossatura. Penso che, a livello emotivo, abbiano pagato la batosta della passata stagione e credo che, proprio in virtù di questa, fosse necessario effettuare un cambio radicale. È qualcosa di forte, quasi al pari di una retrocessione. A questo vanno aggiunti i cambi di allenatore. È stato preso Donadoni, fermo da tempo, per poi sostituirlo. È mancata anche una programmazione adeguata dietro la squadra.”

Si aspettava squadre come il Bari e l’Empoli a giocarsi la retrocessione?

“No, assolutamente no, soprattutto l’Empoli, una società forte, che ha fatto sempre molto bene a livello di giovanile. Il Bari, invece, è una squadra ambiziosa, con una gran pubblico. Entrambe hanno deluso”.

Mazzantini: “Io e Cosmi come Sandra e Raimondo. Serse l’uomo giusto per riportare la Salernitana in B”

Parliamo di Serie C e di due elementi, legati alla sua storia, il Perugia e Serse Cosmi, attuale tecnico della Salernitana, ora impegnato nei play-off.

Io e Serse siamo sempre stati come Sandra e Raimondo. Quando giocavo abbiamo fatto numerose scenette, ma oggi siamo ottimi amici: il rancore non si porta verso nessuno. Ha sicuramente il carattere e le capacità per far ritornare la Salernitana dove merita. È un uomo di esperienza, di spogliatoio, se lo squadra lo segue può ottenere grandi risultati. Il mio Perugia sono contento che si sia salvato. Perugia è la città in cui sono diventato importante, dove ho fatto degli ottimi campionati. È una città importante per me, spero che possa tornare in altre categorie”.

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