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L'esultanza con gesto polemico dell'oro olimpico Pietro Sighel, al traguardo di spalle

L'oro della staffetta mista si è girato al traguardo e ha guardato faccia a faccia gli avversari, la cosa non è piaciuta a tutti

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Non si può piacere a tutti, ma esultare con una simile enfasi dopo la finale di short track con mano all’orecchio e l’altra verso il cielo girandosi verso gli avversari non lo si era mai visto prima. Almeno in una finale olimpica. Il traguardo tagliato di spalle e l’esultanza per aggiudicarsi il boato del pubblico di Assago hano costruito la narrazione ideale per Pietro Sighel che, suo malgrado, non ha valutato le conseguenze della sua gioia.

L’esultanza provocatoria che ha diviso

Sighel, con al collo la medaglia d’oro ha illustrato come e perché ha deciso di superare all’indietro il traguardo nella staffetta mista dello short track, faccia a faccia con agli avversari che lo inseguivano, nella gara vinta oggi 10 febbraio con la gioia dell’oro. Apoteosi che, però, non è piaciuta a tutti.

“Era un pensiero che mi era venuto tempo fa e oggi era il momento giusto per mostrarlo. Oggi avevamo questo buco, abbiamo fatto una gara perfetta. Noi non abbiamo sbagliato nulla”, ha spiegato ancora specificando che il voltarsi all’intero non aveva nulla di irriguardoso nei riguardi dei suoi rivali e che, anzi, era un modo per ringraziare il pubblico di casa.

“Non è un gesto fatto in modo irrispettoso verso gli avversari, ma tutto rivolto al pubblico”, si è giustificato.

La medaglia che chiude il cerchio

La medaglia è stata condivisa con Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini. Peccato che questa iperbole sia stata oggetto di una interpretazione distante da quella che l’autore abbia dato.

Per Sighel, questo riconoscimento ha sancito il merito di un progetto incominciato con la Federazione, con una visione di medio periodo perché questo gruppo arrivasse fino a questo punto dell’Olimpiade.

“Ho chiuso un cerchio – dice alla Rai Sighel, giunto al suo quarto podio olimpico – era l’obiettivo della mia Olimpiade vincere la medaglia che mi mancava e l’ho fatto con una squadra incredibile, siamo la squadra più forte. Eravamo in bolla, abbiamo gestito bene i momenti, in finale siamo venuti fuori quasi facilmente sfruttando al meglio la pressione degli altri. Il pubblico è stato la spinta in più”.

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