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EuroBasket, l'Italia operaia ribalta la Spagna (67-63): super Ricci, Diouf e Niang, Pozzecco ipoteca il primo posto

Vittoria pesantissima contro la Spagna, campione d'Europa in carica: l'Italia riemerge da un avvio shock (sotto 13-0!) e la vince nel finale tenendo i nervi saldi. Niang però rischia lo stop

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Col cuore, con la follia, a tratti anche con un pizzico di magia. Quella che l’Italia di Pozzecco diffonde nella notte di Limassol, dove la Spagna campione d’Europa in carica è costretta a cedere al termine di 40’ intensi come non mai, in un concentrato di puro agonismo e atletismo che alla fine ha premiato l’ardore dei ragazzi di bianco vestiti. Che vincono grazie alla benzina che arriva dalla panchina, ipotecando il primo posto nel girone e regalandosi una notte bellissima che li rimette sulla cartina geografica del basket continentale passando dalla porta principale.

Partenza shock (13-0), poi Niang lancia la riscossa

Il 67-63 finale è figlio di un copione ondivago come pochi, dove dentro ci finisce un po’ di tutto tra errori, parziali e contro parziali, ma anche la forza di sapersi rialzare quando la marea sembrava essersi portata via la spiaggia. L’Italia è stata resiliente, che a questi livelli è una virtù mica da poco: ha saputo reagire dopo un avvio desolante, con la Spagna di Scariolo scappata sul 13-0 e il primo canestro azzurro di serata segnato da Niang dopo 7 minuti e mezzo di partita.

Un incipit che pareva aver compromesso prima ancora di provare a giocare ogni carta relativa alla vittoria del girone, che pure passerà adesso per un successo degli spagnoli contro la Grecia nell’ultima partita della prima fase (i greci, orfani di Antetokounmpo, hanno perso di 3 punti contro la Bosnia, destinata ora a giocarsi il quarto posto con la Georgia).

In casi del genere, una partenza tanto falsa avrebbe potuto abbattere chiunque, ma non questa Italia, che una volta scongelate le pedine giuste dalla panchina (Niang su tutti, ma anche Ricci, Thompson e Spissu) ha risalito la corrente, arrivando a costruirsi una rimonta da paura.

Fontecchio e Melli in apnea? Ci pensano Diouf e Niang

Pur litigando col canestro per lunghi tratti, specialmente dalla lunga distanza, gli azzurri sono riusciti a limitare le perdite già alla prima sirena, con la Spagna avanti 18-10. Le difficoltà al tiro di Fontecchio, tornato a faticare come nelle prime due uscite (2/11 lo score serale), e la scarsa consistenza offensiva di Melli (0/8 dal campo, 0/2 ai liberi e l’uscita anticipata per falli a 2’ dalla fine) non hanno inciso nell’economia di una rimonta che l’Italia ha affidato intanto ai due volti nuovi sotto canestro, con Diouf che l’ha cavalcata mirabilmente nel terzo quarto, letteralmente portando a spasso i difensori spagnoli.

Ma è stato soprattutto Niang a dare la scossa: 6 punti nel solo primo quarto per riaccendere la luce, poi un’infinità di cose buone sparse nei soli 15 minuti e 35 secondi in cui è rimasto sul parquet. Minutaggio limitato in virtù di una scavigliata rimediata nei quarto periodo che ha fatto tremare tutta la panchina azzurra: nel tentativo di prendere un rimbalzo difensivo il futuro giocatore della Virtus è ricaduto male sulla caviglia destra, fasciata con ghiaccio d’ordinanza. Così la doppia doppia da 10+10 ha un retrogusto amaro.

Procida, ghiaccio nelle vene: entra e segna subito una tripla

L’Italia è andata al riposo sotto di 6 lunghezze, vanificando nell’ultimo minuto del primo tempo quanto di buono fatto nei minuti precedenti, quando a quota 25 aveva trovato anche la parità (in mezzo anche uno scampolo di partita prezioso di Gallinari).

Nella ripresa la Spagna ha faticato a trovare ritmo e Pozzecco ha cavalcato con successo il quintetto piccolo, scongelando dalla panchina anche Gabriele Procida, che alla prima azione del suo EuroBasket ha pensato bene di infilare una tripla di capitale importanza.

L’energia degli azzurri ha messo alla berlina la Spagna che a fil di sirena s’è ritrovata per la prima volta a inseguire dopo un clamoroso rimbalzone offensivo di Niang con annesso canestro del 49-47, nonostante la serataccia di Fontecchio e Melli. Solo a pensarci prima della palla a due sarebbe stata pura utopia.

Aldama tiene a galla la Spagna, Spissu la spegne dalla lunetta

La partita chiaramente resta in bilico: Saint-Supery nel quarto periodo ci fa male dall’arco, ma la Spagna nel finale perde lucidità e il solo Aldama non basta per tenerla davanti. L’Italia prima scappa sul +5 (57-52) grazie a un’invenzione di Thompson, più discontinuo rispetto alle precedenti gare, ma ugualmente prezioso. Anche Ricci trova canestri pesanti e a 2’ dalla fine i ragazzi del Poz sanno di essere padroni del loro destino (62-57).

Aldama però riporta tutti sulla terra con 5 punti in fila che spostano l’inerzia della parte di nuovo dalla parte della Spagna. De Larrea fa 1/2 dalla lunetta, Spissu dalla parte opposta mette la freccia, poi si prende un fallo antisportivo da Parra che decide la contesa, segnando altri due liberi prima di consegnare a Ricci quelli della staffa.

Pozzecco è visibilmente emozionato: i 14 punti di un Diouf solidissimo, gli 11 di un Pippo Ricci chirurgico quando serve e i 10 di un Niang che non può essere più derubricato a mera rivelazione consegnano all’Italia almeno il secondo posto nel girone. E indipendentemente da chi potrà essere l’avversaria agli ottavi (adesso sarebbe la Francia, ma Israele, Polonia e Slovenia si giocheranno tutto in un fazzoletto) questa squadra ha dimostrato di avere più che un’anima.

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