Quarantadue punti, la metà di tutti quelli messi a segno dalla sua Nazionale. Luka Doncic si conferma un alieno a Eurobasket e il soprannome cucito su di lui sui social da qualche appassionato sembra assolutamente azzeccato: MaraDoncic. Proprio come faceva Diego nel calcio, la stella dei Lakers ha fatto la differenza praticamente da solo, trascinando una squadra di onesti comprimari nei quarti di finale della kermesse continentale. Si è chiusa già gli ottavi, invece, l’avventura dell’Italia di Gianmarco Pozzecco, a cui non è bastato vincere quattro partite su cinque nel girone, chiuso al secondo posto, per guadagnare un accoppiamento abbordabile. Pensare che ai quarti ci sarebbe stata la Germania campione del mondo.
- Italia-Slovenia, Doncic immarcabile in avvio
- Basket, la rimonta azzurra si ferma sul più bello
- Italbasket ko, l'amarezza di Gallinari e Fontecchio
- Azzurri fuori agli ottavi, il web si spacca su Pozzecco
- Annuncio a sorpresa del Ct: "È stata la mia ultima partita"
Italia-Slovenia, Doncic immarcabile in avvio
Il proposito del Poz era chiaro: ingabbiare Doncic e provare a limitare gli “altri”. Quintetto iniziale da battaglia con Pajola, Spagnolo, Fontecchio, Diouf e Melli. In panca Thompson, Gallinari, Spissu e Niang. Ma la missione di contenere l’asso di Los Angeles falliva ben presto. Doncic s’è rivelato letteralmente immarcabile, con gli Azzurri sotto di 18 in un attimo (11-29 al 20′). La reazione nel secondo periodo, complice la momentanea uscita del fenomenale Luka, ha consentito di ridurre un po’ il passivo, ma il pallino è rimasto saldamente in mano agli sloveni, arrivati all’intervallo lungo a +10: 40-50.
Basket, la rimonta azzurra si ferma sul più bello
Trenta punti per Doncic nei primi due quarti, poi la stanchezza s’è fatta sentire e l’alieno sloveno ha iniziato ad avere percentuali quasi umane. Sarebbe stato il momento di insistere, ma gli Azzurri si sono persi gli altri, subendo qualche canestro di troppo dai vari Prepelic (11 punti) e Muric (6). Alla fine del terzo quarto i punti da recuperare sono 16 (56-72), che diventano 17 nel corso dell’ultimo periodo. La mossa della disperazione del Poz si chiama Gallinari e l’ingresso del “Gallo” dà effettivamente una scossa (10 punti), coinvolgendo anche Fontecchio (22). L’Italia arriva a -1, a un passo dalla rimonta. Poi però si ferma sul più bello e perde di 7 (77-84). Addio Europei.
Italbasket ko, l’amarezza di Gallinari e Fontecchio
Omaggi a fine partita da parte della FIBA per Danilo Gallinari, all’ultima in maglia azzurra. “Non abbiamo mai mollato, sappiamo che per vincere le partite bisogna giocare 40 minuti”, le parole dell’ex Olimpia Milano. “Siamo partiti così così, ce l’abbiamo messa tutta nel secondo tempo con una bella reazione. Peccato. Abbiamo subito qualche canestro di troppo dai loro lunghi e abbiamo commesso troppi errori. Questa squadra comunque ha un futuro, sarà emozionante per me continuare a vederli in televisione. Emozionato? Ringrazio tutti. Ci ho provato, il mio è stato un bellissimo percorso, che consiglio a tutti i giovani”. Polemico, invece, Simone Fontecchio: “Doncic? Bravo, ma come lo tocchi è fallo”.
Azzurri fuori agli ottavi, il web si spacca su Pozzecco
Sul web tanta amarezza per l’eliminazione degli Azzurri e sul banco degli imputati ci finisce, ovviamente, il Ct. “Dopo questa ennesima figura barbina direi che sarebbe il caso di pensare a un allenatore per questa Nazionale”. Oppure: “Oggi niente fallo tecnico ed espulsione? Sembrava rassegnato sin dall’inizio”. E ancora: “Ha funzionato la gabbia su Doncic, complimenti”. Un altro commento: “Di solito perdiamo ai quarti, stavolta manco ci siamo arrivati”. Ma c’è anche chi difende Pozzecco: “Andatevi a guardare le statistiche su partite vinte e perse sotto la sua gestione, incompetenti”. O anche: “Sempre con Pozzecco, ovunque e comunque”.
Annuncio a sorpresa del Ct: “È stata la mia ultima partita”
Nel dibattito è entrato a gamba tesa lo stesso Pozzecco, con un annuncio choc: “Questa è la mia ultima gara con la Nazionale. Voglio ringraziare Petrucci che mi ha dato l’onore di diventare allenatore della Nazionale. Dal profondo del mio cuore, è stato il miglior momento della mia vita”. Dopo i ringraziamenti di rito, i sassolini tirati fuori dalle scarpe: “Non me ne frega di che tipo di coach sono, non mi frega di quello che pensate di me. Nella mia vita sono concentrato solo sui miei giocatori. Oggi sono triste non perché abbiamo perso, ma li ho visti sofferenti. Nessuno ha il rispetto che ho dai giocatori italiani. E gli ho detto che nessuno li amerà più di me. Forse troveranno un coach che avrà lo stesso livello di amore per loro, ma non più di me”.
