Le nazionali balcaniche quando vedono azzurro vedono in realtà le streghe. Perché l’Italia di Velasco non è in vena di fare sconti a nessuno: 3-0 alla Croazia all’esordio, 3-0 al Montenegro nella seconda partita della fase a gironi, con bei sorrisi stampati in volto e la consapevolezza che, almeno contro avversarie di rango inferiore (come loro erano croate e montenegrine), Kate Antropova in posto 4 può fare ancora più male che se fosse stata schierata nel canonico ruolo di opposto. Insomma, serviranno test più attendibili per “testare” (appunto) la giocatrice passata di banda, ma intanto il contachilometri da Goteborg fa segnare altri 13 punti, di cui 6 arrivati al servizio.
- Debutto per Meli, Nervini subito pronta all'uso
- Attacco senza freni, ma solida prova corale
- Velasco compiaciuto: "Tutte si fanno trovare pronte"
Debutto per Meli, Nervini subito pronta all’uso
Insomma, è un’Italia che piace, gioca, vince e diverte quella che è arrivata in Svezia per la fase inaugurale del torneo continentale. E che al netto di un’Antropova che si sta ben disimpegnando nel nuovo ruolo che il CT gli ha cucito su misura dimostra di avere tante valide interpreti. Oggi è toccato a Denise Meli (all’esordio assoluto in una competizione internazionale che non fosse la VNL) e Stella Nervini raccogliere il testimone rispettivamente da Fahr e Sylla: 7 punti (tutti in attacco) per Meli, 10 tondi tondi per una Nervini che quando viene chiamata in causa sa sempre come farsi trovare pronta.
E Paola Egonu? Solita giornata in ufficio, ma senza strafare o forzare chissà quanto: 11 punti, 50% di efficienza offensiva e tanta sostanza. A Velasco (per ora) può andar bene anche così, consapevole che margini di crescita ce ne sono e potranno essere inseguiti nelle giornate a seguire, a partire da quella di domani quando l’incrocio con le padrone di casa della Svezia in qualche modo richiederà di alzare un po’ l’asticella, vista la presenza di un martello che in Italia ben conosciamo come Isabelle Haak.
Attacco senza freni, ma solida prova corale
Il copione di giornata è sembrato molto simile a quello di 24 ore prima contro la Croazia. Con l’Italia partita subito a razzo (8-2) e di fatto in grado di stendersi un tappeto rosso ai piedi nel primo parziale. Le balcaniche poco hanno potuto per opporre resistenza: Orro ha variato interpreti a piacimento, trovando Egonu, Antropova e Nervini sempre pronte all’uso.
Un paio di muri di Cambi nel finale di set mettono il punto esclamativo su un parziale a senso unico (25-13) e nel secondo, dopo un iniziale tentativo di replica delle avversarie (avanti 6-4, è ancora l’Italia a fare la partita, con Danesi (due primi tempi), Orro (ace) ed Egonu che ispirano e confezionano un 6-0 di parziale che le spedisce sul 15-9. Nel finale c’è spazio anche per Nwakalor e Giovannini che si fanno trovare pronte (25-20).
Nel terzo si riparte a tamburo battente con Egonu e Antropova caldissime, poi Paola infila tre punti di fila e spedisce in orbita le compagne (12-6). Il Montenegro ha un ultimo sussulto per riportarsi a contatto sul 13-11, poi le attaccanti azzurre tornano a martellare e non c’è molto altro da aggiungere, con Giovannini che alla seconda palla match trova il mani out del muro (25-19). L’Italia chiude col 56% in attacco: 56% è anche il dato in ricezione positiva di Antropova, che dimostra di crescere di partita in partita in un ruolo col quale comincia a prendere dimestichezza. Ma domani con la Svezia il test sarà molto più attendibile.
Velasco compiaciuto: “Tutte si fanno trovare pronte”
Però a Julio Velasco questa Italia ammirata nelle prime due gare di EuroVolley piace, e pure tanto. “Vedo grande attenzione, tutte quelle che vengono chiamate in causa rispondono presente e questo è un buon viatico per il futuro”, spiega il CT azzurro.
“Volevamo dare riposo a Sarah e Myriam, ma anche dare spazio a Gaia, Stella e Denise, così da dare modo a tutte di entrare in condizione e rodarsi al meglio. Kate sta facendo bene in difesa, ma anche in attacco è presente e questo è un bel segnale. Tutto va nella direzione sperata, ma chiaramente questa sapevamo essere una gara particolare: temevo che il Montenegro la giocasse sottoritmo, essendo poco abituata a questo tipo di palcoscenici, invece l’hanno giocata con intensità e questo ci ha permesso di affrontare meglio l’incontro”.
