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Evenepoel "salva" la presenza al Tour de France con un certificato medico: quante polemiche in Belgio

In Belgio sta facendo discutere la situazione di alcuni corridori: Evenepoel salterà il campionato nazionale, ma eviterà la sanzione di 9 giorni di stop avendo presentato un certificato medico (quanto veritiero?)

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Un certificato medico di solito allunga il periodo di riposo. Nel caso di Remco Evenepoel, un certificato medico è il grimaldello che permetterà al corridore belga di essere regolarmente al via della tappa inaugurale del Tour de France. Un requisito necessario per ovviare al regolamento della Federciclismo belga, che ai corridori che decidono di rinunciare volontariamente alle gare dei campionati nazionali impone uno stop di 9 giorni nel programma di gare internazionale. E se quella regola fosse stata rispettata, Evenepoel non avrebbe potuto correre le tappe iniziali del Tour. Ma un certificato medico ha rimesso tutto (o quasi) a posto.

Remco evita la sanzione con un certificato “ad hoc”

La forma è salva, la sostanza pure. Ma la verità sta da un’altra parte: o la regola prevista dalla Federciclismo belga è da considerare ormai vetusta e superata, oppure trovare il modo per aggirarla è divenuto assai semplice. Remco ha presentato un certificato concordato con la Red Bull Bora Hansgrohe ed è stato accettato, pertanto ogni dubbio sulla liceità dell’operazione è da considerare fuori luogo.

Ma è fin troppo evidente che il campione olimpico abbia trovato un escamotage per evitare la sanzione. Non così ha fatto Tim Wellens, che a sua volta rischiava di dover saltare il Tour decidendo di non correre il campionato nazionale, ma che proprio per evitare la sanzione ha preferito tornare sui propri passi e decidere di correre la corsa belga (dove peraltro si presenterà da campione in carica).

Il dirigente federale belga Massimo Van Lancker ha confermato che “in caso di presentazione di certificato medico, l’assenza è giustificata e qualsiasi sanzione decade, e nel caso di Evenepoel il certificato è arrivato ed è stato accettato”. Caso chiuso, insomma, ma la polemica non s’è ancora del tutto sopita. Anche perché Remco è da considerare in un modo o nell’altro recidivo nel comportamento.

Milan favorito per la prova tricolore (ma occhio al caldo)

Già nel 2024, nell’annata magica del podio al primo Tour corso in carriera e poi proseguita con i trionfi olimpici a cronometro e su strada, Evenepoel aveva saltato “tatticamente” il campionato belga (guarda a caso assieme a Wellens). Van Aert aveva fatto altrettanto nel 2022 e nel 2025, mentre quest’anno sarà assente per via dell’infezione al gomito che lo obbligherà a saltare anche il Tour del France (al suo posto la Visma ha chiamato Davide Piganzoli, che dopo l’ottimo lavoro svolto al Giro d’Italia in appoggio a Jonas Vingegaard proverà ad aiutare il danese anche sulle strade di Francia).

Anche Philipsen nel 2021 saltò il campionato nazionale, salvo poi presentarsi al Tour dove pure non colse alcun successo di tappa. Philipsen che al Tour non si ritroverà contro Jonathan Milan, grande favorito per la prova italiana in programma da Asti a Cuneo, ma che subirà alcune modifiche per via dell’ondata di caldo prevista nella giornata di sabato.

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