Verstappen se la gioca fino alla fine, in un modo o nell’altro. E’ arrivato fino a qui, ad Abu Dhabi quasi insperatamente. E adesso vuole tutta la torta, perchè l’appetito si sa vien mangiando. Ma vincere, lui che parte in pole, sa che non basterà. Serve altro perchè a Norris basta arrivargli dietro, nelle vicinanze, secondo, anche terzo, non cambierebbe la sostanza: titolo all’inglese. E allora la domanda che circola nel paddock di Yas Marina è la stessa: cosa si inventeranno in Red Bull?
La mente e i ricordi sono tornati al Mondiale di F1 del 2016 quando, all’epoca entrambi sull’astronave Meercedes, Hamilton negli ultimi giri rallentò a proposito per compattare il gruppo sperando che Rosberg, in testa alla classifica, perdesse posizioni. Ma peserà anche il ruolo di Piastri, terzo incomodo nella lotta al titolo le cui chance di vittoria sono poche e che potrebbe anche giocare qualche scherzetto al compagno di McLaren pur di non vederlo fregiarsi dell’iride.
- Verstappen, vincere ma non solo: la strategia perfida
- Il precedente di Hamilton con Rosberg 2016
- Il ruolo di Oscar Piastri: compagno o rivale?
Verstappen, vincere ma non solo: la strategia perfida
Mancano 58 giri alla fine del campionato. La classifica recita: Norris (408 punti), Verstappen (396) e Piastri (392). Le combinazioni per il Mondiale dicono che a SuperMax non basterà vincere la gara di Yas Marina se Lando gli arriverà nelle vicinanze, sul podio per intenderci. Serve qualcosa di più. Un ritiro o un problema per la McLaren dell’inglese, senza augurargli per forza un incidente.
Verstappen che ha incassato l’endorsement di Ecclestone, fa anche il tifo per gli altri. Russell soprattutto che pare quello più in palla e che partirà 4° in griglia a ridosso delle due McLaren. Molto meno possibile che Leclerc sulla sgangherata Ferrari possa ripetere sulle 58 tornate l’impresa fatta ieri nel giro di qualifica che gli è valso la quinta piazza. Altri potenziali “aiuti” non ce ne sono, Antonelli stavolta parte lontano, anche Tsunoda difficilmente potrà dare una mano se non in versione kamikaze, cosa poco auspicabile in termini di puro sport, di Hamilton inutile anche parlarne se non in chiave evocativa…
Il precedente di Hamilton con Rosberg 2016
Già proprio Lewis potrebbe dare a Verstappen un’idea su come almeno provare a far sì che Norris arrivi fuori dal podio. Nove anni fa, era il 2016, Hamilton arrivava ad Abu Dhabi in lotta con il compagno di Mercedes, dominatrice dell’epoca, Nico Rosberg. Il tedesco è davanti nella classifica piloti, come oggi Norris, di 12 punti e gli basta arrivare sul podio per vincere il suo primo mondiale.
All’inglese vincere non sarebbe bastato vincere. La gara conferma gli equilibri del campionato e delle qualifiche. Rosberg resta secondo alle spalle di Hamilton, in sicurezza. E allora negli ultimi giri Lewis prova l’ultimo tentativo: rallenta e compatta il gruppo alle sue spalle ignorando i richiami del suo team in radio. Vettel e Verstappen arrivano dietro Rosberg ma non riescono a passarlo, Nico diventa così campione del mondo ritirandosi subito dopo dalle corse.
Il ruolo di Oscar Piastri: compagno o rivale?
“Non ho niente da perdere. Darò tutto. Cercherò di vincere la gara, difendere e se ho bisogno di attaccare attaccherò. Non vedo l’ora. Ma abbiamo anche bisogno di un po’ di aiuto o fortuna per vincere il titolo. Vediamo come andrà domani”.
Parole e musica di Max Verstappen. Dall’altra parte c’è la sensazione di un team nettamente più forte ma spaccato e con il classico braccino del tennista come dimostrano alcune scelte, specie quella suicida del Qatar. In più c’è il ruolo di Oscar Piastri. L’australiano si è visto sfuggire il mondiale sotto il naso per quei due mesi disastrosi dopo l’Olanda dove sembrava avviato ad una vittoria del titolo a mani basse.
Piastri può essere l’ago della bilancia. Sulla carta ha ancora qualche residua chance di vincere il campionato. Ma i due davanti a lui dovrebbe “eliminarsi” a vicenda, cosa che magari Oscar si augura succeda alla prima curva… Tutti intanto si chiedono se farà il fedele scudiero proteggendo Norris sin dalla prima curva oppure, come qualche malalingua sostiene sarebbe anche pronto a rendere la vita difficile all’inglese pur di non vederlo festeggiare in casa il titolo di campione del mondo.
Ci vogliono ancora 58 giri, da vivere tutti col cuore in gola. Norris, Verstappen o Piastri, uno di loro festeggiare poco dopo le 15…
