Si chiamano mind games, letteralmente giochi mentali. E Verstappen se la gioca fino alla fine, non solo in pista ma anche fuori. La sua calma è la prima arma ma sa che per scalfire le sicurezze dei due piloti McLaren ci vuole poco in questo momento in cui, soprattutto per Norris ma anche per Piastri è la prima volta in una volata mondiale.
La conferenza stampa del Gran Premio di Abu Dhabi è stata anche questo con le papaya rules al centro del dibattito con un leggero imbarazzo da parte di Lando e Oscar mentre Max è sembrato tranquillo e senza nulla da perdere come da un paio di mesi a questa parte, il punto forte della sua straordinaria rimonta.
- Vertstappen sogna un Abu Dhabi 2021 bis
- La forza di Max: "Nulla da perdere"
- Norris e Piastri si incartano sugli ordini di scuderia
Vertstappen sogna un Abu Dhabi 2021 bis
Raro che un media day di Formula 1 produca momenti davvero memorabili. Ma il GP di Abu Dhabi, ultima gara della stagione, ha riunito insieme i tre piloti che si sfideranno fino al traguardo di Yas Marina che incoronerà un campione dopo i 58 giri finali del campionato.
Lando Norris (408 punti), Max Verstappen (396) e Oscar Piastri (392) si sono presentati in sala stampa prima dell’ultima gara della stagione. La volata per il Mondiale è iniziata e il campione uscente è sembrato deciso e rilassato dopo una stagione che sembrava finita ed invece lo può ancora incoronare per la quinta volta campione del mondo, un recordissimo.
“Sono molto rilassato, non ho nulla da perdere”, ha detto Max che durante la conferenza stampa, ha appena degnato di uno sguardo i suoi due rivali. Verstappen spera di rivivere la stessa situazione del 2021 quando la spuntò con Lewis Hamilton. L’olandese è in rimonta da tre mesi ma ancora bisogno di un pasticcio di Norris, che deve arrivare giù dal podio in caso di sua vittoria, per completare la rimonta dei 104 punti sotto alla fine Gran Premio d’Olanda a fine estate.
La forza di Max: “Nulla da perdere”
Dopo aver chiesto alla Red Bull di chiedere scusa ad Antonelli, Max arriva con il vantaggio della forma mentale, l’ottimismo dato dagli ultimi risultati e sfracelli della McLaren: “Mi piace essere qui, e non solo: mi è piaciuto lavorare con la squadra e riuscire a risalire in classifica. In molte riunioni sono stato frustrato dalla prestazione, e ora ne sono contento; è un bonus”, ha sottolineato il quattro volte campione. Non ha detto nulla sul suo livello ad Abu Dhabi. “Voglio fare un buon weekend e cercherò solo di godermela perché non posso controllarlo”, ha aggiunto.
“Ho trascorso del tempo con mio figlio, ho lavorato con il mio team GT3 e al simulatore. Ho fatto solo le cose di tutti i giorni”, ha confessato prima dei preparativi. Tanto che nemmeno i suoi genitori sono partiti. “Mio padre ha un rally in Africa, e mia madre non l’ha programmato. Accenderà una candela, anche se sanno che do il massimo. Non ho bisogno di motivazioni”, ha aggiunto.
La battaglia psicologica ora è diversa. Max si divertirà e basta; sono le McLaren che devono vincere. “Ho quattro trofei iridati; la mia firma fa bella figura. E forse un quinto sarebbe bello. Ma lo vedo solo come un bonus; ho già ottenuto tutto ciò che volevo in Formula 1″, ha concluso.
Norris e Piastri si incartano sugli ordini di scuderia
Il leader del Mondiale è avvantaggiato ma sottolinea “non cambia il mio approccio ai weekend”. A giocargli a sfavore sono i recenti sfortunati gp della McLaren, come la doppia squalifica a Las Vegas e la mancata chiamata ai box in Qatar dopo la collisione tra Gasly e Hulkenberg.
In casa McLaren non si parla di ordini di scuderia. Norris così come Piastri posso vincere e vincere il mondiale. E l’imbarazzo in conferenza è palese quando ai due papaya boys viene chiesto cosa farebbero in caso uno avesse bisogno dell’aiuto dell’altro: “No, non ne abbiamo parlato – ha esordito Norris – Mi piacerebbe, ma non lo chiederei. Non lo so, non lo so, chiedete a Oscar se mi lascerebbe passare e viceversa, se sarei disposta a lasciarlo passare o no. Personalmente, la penso così, perché sento che sono fatta così. Ma non dipende da me, non lo chiederò, non voglio chiederlo, perché non credo sia una domanda necessariamente giusta”.
Imbarazzo che genere un piccolo siparietto fatto di sorrisi nervosi: “Oscar, hai considerato questo scenario?” dice il giornalista che poi si rivolge all’australiano che ribatte sorridendo: “No… no, la domanda era per Lando” ma una risposta poi arriva: “Aspettiamo un po’ finché non ne avremo discusso. Finché non saprò cosa si aspetta da me (la squadra), non ho una risposta per te”.
Alla fine della fiera in attesa di vincere il titolo, Norris vince il premio Pierre de Coubertin: “Se Max vince, congratulazioni a Max, non cambia nulla, non cambia la mia vita. Se l’è meritato lui, e se non ce la faccio, tornerò a riprovarci l’anno prossimo.”
