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Antonelli censurato, scoppia il caso "onboard" a Suzuka: cosa è successo, F1 sempre più nella bufera

Scoppia l'ennesima polemica sulla F1 dopo che il video del giro della pole di Antonelli è stato "tagliato" sui social per non mostrare il momento del super clipping. Parole al veleno di Leclerc, Alonso e Verstappen

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

Un braccio di ferro continuo che non si ferma nemmeno davanti alla pole position meritatissima di Kimi Antonelli nel Gran Premio del Giappone. Proprio sul giro da favole del talento italiano della Mercedes in queste ore è montato un caso nato sul web e che rimette al centro delle polemiche la F1 e le nuove regole. Andando a fare il paio con le lamentele dei piloti, da Leclerc a Verstappen passando per Alonso. Ma cerchiamo di capire di che cosa si tratta.

Lo strano video onboard della pole di Antonelli, censura?

Oramai qualsiasi tipo di battaglia si combatte anche e soprattutto in rete e sui social. Proprio dai social è montato questo caso che riguarda indirettamente, giusto dirlo, la pole position di Andrea Kimi Antonelli a Suzuka. Nelle ore successive alla seconda impresa consecutiva in qualifica del 19enne bolognese della Mercedes, i social della F1 hanno pubblicato, come sempre accade, il video del giro che è valso il miglior tempo a Kimi ripreso dall’onboard della sua freccia d’argento.

E sin qui niente di anomalo. Ma vedendo bene il video, nella sua totalità ci si accorge abbastanza facilmente che ad un certo punto le riprese dall’interno dell’abitacolo di Antonelli si interrompono e la parte del finale del giro viene mostrata con le riprese delle telecamere tradizionali lungo il circuito. Cosa non nuova in questo sabato visto che a differenza del venerdì i camera-car delle monoposto non sono stati mostrati quasi mai nel tratto finale del circuito. Ma c’è una spiegazione o meglio ci sarebbe.

Perchè la F1 ha “censurato” la curva 130R: colpa del deployment

Nella giornata di venerdì, durante le due sessioni di prove libere, le varie immagini riprese dagli onboard delle varie monoposto mostravano chiaramente come tutti i piloti dopo la Spoon curve alzassero il piede andando in risparmio energetico, noto come super clipping, affrontando la curva 130R, una delle più rappresentative di Suzuka e iconiche della F1.

La cosa aveva suscitato non poche proteste sui social da parte degli appassionati che ancora non digeriscono, insieme a molti addetti ai lavori, piloti compresi, questa F1 al risparmio in cui per andare più forte devi sollevare il piede in alcuni tratti, anche i più veloci e difficili delle piste per ricaricare la batteria della power unit. Da qui, forse, siamo nel campo delle supposizioni e delle teorie del web, la F1 avrebbe deciso di non mostrare quelle immagini per evitare ulteriori proteste anche e soprattutto nel giro che ha dato la pole ad Antonelli.

In un altro video postato sui social si vede come le immagini dell’onboard di Antonelli quando esce dalla Spoon Curve e percorre la 130R non siano proprio disponibili nel panel a disposizione degli utenti di F1Tv e che compaiono solo all’uscita della chichane finale che immette sul traguardo.

Il dietrofront, le immagini ci sono

Evidentemente le proteste devono essere servite a qualcosa come nel caso del post dove veniva sbandierato il numero si sorpassi avvenuti nel Gp di Australia. Qualche ora dopo, nella serata italiana è comparso tutto il giro di Suzuka ripreso dall’onborad nel classico raffronto tra i primi due, in questo caso Russell e Antonelli in versione ghost car

Le proteste dei piloti: Max, Alonso e Leclerc

Era già noto che il Gran Premio del Giappone sarebbe stata una delle gare più complesse del nuovo calendario di Formula 1 , insieme a Melbourne, Jeddah e Monza , data la presenza di un motore ibrido 50/50 (che combina combustione ed elettricità) e diverse modalità di guida. Già da tempo Verstappen è contrario a questa F1. E Leclerc, uno dei migliori in qualifica, si è unito al coro con una vibrante protesta nel suo team radio alla fine delle qualifiche definendole una “farsa”.

Fernando Alonso è stato uno di quelli più battaglieri, definendo la nuova F1 un Campionato del Mondo a batteria”. Lo spagnolo ha progressivamente espresso preoccupazioni riguardo al nuovo stile di gara e in Giappone ha confermato le sue posizioni: “Suzuka sta un po’ scomparendo, così come la curva veloce in Australia tra le curve 10 e 11. Anche Jeddah, Eau Rouge e tutte le curve del campionato spariranno. È una nuova Formula 1, e le curve veloci sono punti di ricarica. È lì che si ricarica la batteria, e sui rettilinei hai un po’ più di potenza, quindi non spingi in curva, ed è frustrante”.

La deroga FIA non è bastata

I nuovi regolamenti stanno destando preoccupazione e la FIA ha cercato di porvi rimedio modificando il limite massimo di ricarica del carburante per le qualifiche da 8 a 9 megajoule. Ma non ha funzionato quando contava di più: stabilire un tempo sul giro per assicurarsi un posto in griglia. “Si è notato durante tutto il weekend, ma poi è entrato in gioco il superclipping durante le qualifiche e abbiamo faticato parecchio”, ha ammesso Carlos Sainz.

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