Un giorno è il nuovo patron Alpine, l’altro futuro team principal Aston Martin, di mezzo e di tanto in tanto viene accostato alla Ferrari pronto a fare le scarpe a Fred Vasseur. Christian Horner è un nome buono per la F1 in ogni discorso, in ogni tassello mancante, in ogni trattativa da fantaF1. E lui? Si gode il gardening dopo l’addio alla Red Bull guardando la MotoGP dal vivo, a Jerez, accompagnato da Stefano Domenicali, parlando con Tardozzi e gli uomini della Honda. Alla faccia di chi lo rivorrebbe nel circus prima di domani.
- Horner a Jerez, partono le congetture sul futuro in MotoGP
- Horner sulla F1: "Non c'è fretta, Marquez il Max della MotoGP"
- Aston Martin o Alpine: dove andrà Horner
Horner a Jerez, partono le congetture sul futuro in MotoGP
Si sa in un mondo alla ricerca costante di notizie da dare in pasto agli appassionati, vedere aggirarsi Christian Horner tra i box della MotoGP è di per se una notizia degna di nota. Basta poi un po’ di fantasia ma anche qualche ragionamento congetturale per farcire il tutto con l’ipotesi di un futuro come team manager o meglio ancora proprietario di un team in classe regina.
Del resto c’è un esempio recentissimo con Gunther Steiner, ex team principal della Haas che una volta uscito dal circus della F1 è entrato dalla porta principale della MotoGP acquisendo il team satellite KTM Tech3. Per non parlare della tante volte che si è parlato di un interessamento dello stesso Lewis Hamilton, grande appassionato di moto, ad una sponsorizzazione se non proprio l’acquisto di un team tutto suo nella classe regina del Motomondiale.
Horner sulla F1: “Non c’è fretta, Marquez il Max della MotoGP”
E lui ovviamente da buon politico nicchia su tutto, si fa una bella chiacchierata con Davide Tardozzi e Gigi Dall’Igna nel box Ducati e poi coi vertici del Team HRC Honda, giusto per essere bipartizan. Del resto il suo accompagnatore è Stefano Domenicali in persona che in qualità di boss di Liberty Media ha girato in lungo e in largo griglia e box al fianco di Carmelo Ezpleleta, boss di Dorna.
Horner ai microfoni di Sky Sport ha fatto solo complimenti alla MotoGP (e non poteva essere altrimenti essendo ospite di Liberty Media…): “Fantastico venire qui, ho avuto un po’ di tempo per guardare le altre gare, sono sempre stato un appassionato di moto ed è fantastico vedere questa gara da vicino”.
Impossibile per un manager di lungo corso in F1 non fare paragoni, paralleli: “Tifo Marquez, secondo me è il Verstappen della MotoGP“. Poi arriva la fatidica domanda sul ritorno in F1, la risposta è politica: “Ci sono sempre congetture, per il momento sono ancora in pausa, vediamo, non ho fretta e guardo altri sport”.
Aston Martin o Alpine: dove andrà Horner
Effettivamente sul reale futuro e/o ritorno di Christian Horner in F1 ci sono solo voci, teorie, ipotesi, indiscrezioni e come dice lo stesso manager inglese, congetture. Finora l’ex team principal della Red Bull è stato accostato a quasi tutti i team del circus, Mercedes esclusa per ovvi motivi legati alla presenza dell’amico/nemico Toto Wolff.
Anche di Horner in Ferrari si è parlato per lungo tempo, specie lo scorso anno con Fred Vasseur a lungo in bilico dopo il fallimento del progetto tecnico della SF-25. Ad oggi le possibilità di rientro di Horner in F1 si chiamano Aston Martin e Alpine.
Horner in Aston Martin
Lawrence Stroll starebbe considerando l’idea di reclutare l’ex Red Bull per risollevare le sorti della squadra di Enstone. Anche per alleggerire Newey dall’incarico di team principal specie dopo l’inizio non facile del nuovo progetto tecnico, la crisi con Honda da cui le sparate a Melbourne. Il nodo resta, tra le tante cose, la richiesta di partecipazione azionaria di Horner che dopo una vita da “impiegato” vorrebbe avere un team più suo.
Horner in Alpine
Proprio la possibilità di “prendere” un team di F1 nel vero senso della parola potrebbe spingere Horner a considerare Alpine. Anche qui se ne parla da tempo, c’è la possibilità di prendere un’importante fetta della scuderia francese affidata al momento alle mani sapienti di Flavio Briatore ma l’operazione è ovviamente complessa e la presenza di Mercedes come fornitore dei motori, quindi di Toto Wolff, non aiuta di certo.
