Arriva la prima svolta della stagione sul fronte regolamentare. Anche se non si corre fino ai primi di maggio la Ferrari ha riportato un importante successo fuori dalla pista. La furbata utilizzata da Mercedes e Red Bull in qualifica che permetteva di ottenere una spinta extra di potenza elettrica nel tratto finale del giro cronometrato, è stata espressamente vietata dalla FIA a partire dal Gran Premio di Miami. Ma non finisce qui perchè arrivano voci secondo cui Maranello starebbe provando a strappare Hannah Schmitz da Milton Keys.
- Qualifica: trucchetto Mercedes-Red Bull vietato
- Quale vantaggio avevano Red Bull e Mercedes
- I problemi riscontrati da Antonelli e Russell e non solo
- Ferrari, una battaglia vinta
- Ferrari spinge, Red Bull perde i pezzi
- Hannah Schmitz signora in rosso? Provaci Ferrari
Qualifica: trucchetto Mercedes-Red Bull vietato
E’ un Mondiale che si combatte su molti fronti. Non solo in pista, non solo ai box, non solo nelle factory. Dopo le prime tre gare dominate su vasta scala dalla Mercedes, la Ferrari aveva chiesto diversi chiarimenti alla FIA su alcuni sistemi innovativi utilizzati dalle frecce d’argento che vanno oltre il rapporto di compressione tanto citato per quanto riguarda la power unit.
In particolare Mercedes, ma anche la Red Bull, stavano utilizzando la modalità di potenza di emergenza, che fornisce una spinta extra di potenza, pena la disattivazione per 60 secondi. Un treucchetto che, soprattutto in qualifica, consentiva di aggirare una regola relativa alla riduzione della potenza elettrica alla fine dei rettilinei.
Il fatto è che, invece di ridurre gradualmente la potenza a 50 kW al secondo come previsto dal regolamento, Mercedes e Red Bull sono riuscite a mantenerla al massimo il più a lungo possibile. Come? Sfruttando la regola che consente loro di ignorare l’obbligo di riduzione se l’MGU-K viene spento per motivi tecnici al fine di prevenire danni alla power unit. Questo stratagemma ha permesso loro di ottenere un vantaggio da 50 a 100 kW in brevissimo tempo, più centesimi di secondo che decimi.
Quale vantaggio avevano Red Bull e Mercedes
Sebbene un simile vantaggio potesse valere solo una frazione di secondo, nell’ordine dei centesimi anziché dei decimi su alcuni circuiti, era comunque chiaramente un obiettivo da perseguire nella lotta per le posizioni in griglia. Mercedes e Red Bull si sono rese conto che, poiché i piloti non hanno bisogno dell’MGU-K per un giro di rientro ai box dopo una sessione di qualifiche, l’utilizzo di questo stratagemma avrebbe potuto portare a dei vantaggi in quell’ultimo tentativo di accelerazione, senza alcuno svantaggio teorico, dato che la velocità non era importante al rientro ai box.
I problemi riscontrati da Antonelli e Russell e non solo
Durante le prove libere in Giappone, sia il leader del Mondiale, il nostro Kimi Antonelli con la Mercedes che Max Verstappen della Red Bull hanno avuto dei momenti in cui hanno faticato ad affrontare le curve a S di Suzuka a causa della mancanza di potenza. E Alex Albon della Williams è stato costretto a fermarsi completamente in pista durante le prove a causa di complicazioni causate dal problema.
In Giappone, dopo il problema riscontrato da Antonelli durante le prove e le relative discussioni con la FIA, la Mercedes ha scelto di disattivare il proprio sistema. Problemi simili si erano verificati all’apertura della stagione 2026 a Melbourne, quando i piloti avevano rallentato dopo le simulazioni del giro di prova, ma all’epoca non era stato chiaro a tutti che ciò fosse collegato al trucco.
Ferrari, una battaglia vinta
La FIA si è occupata della questione a Suzuka prima della pausa di aprile, ma questo stratagemma era già noto dall’inizio della stagione in Australia. Secondo il sito The Race, la Ferrari si è informata dopo averlo individuato, non solo per verificarne la legalità, ma anche perché stava valutando la possibilità di adottare la soluzione per la propria SF-26 qualora non fosse stata respinta. Tuttavia, viste le circostanze, tale opzione può essere esclusa. Probabilmente saranno Mercedes e Red Bull a dover rispettare i limiti, come tutti gli altri.
A quanto risulta, la FIA ha chiarito che la funzione “offset continuo” del software dovrebbe essere utilizzata solo per il suo scopo originale, ovvero le situazioni di emergenza, e non come mezzo sistematico per migliorare le prestazioni. Il periodo di blocco rimarrà in vigore per fungere da deterrente contro l’utilizzo di questa tecnica di spegnimento durante la maggior parte delle sessioni in pista.
Ferrari spinge, Red Bull perde i pezzi
La Ferrari preme decisamente sull’acceleratore in questo mese e più di sosta. Convinta e determinata a colmare il gap dalla Mercedes. Secondo quando riportato da Franco Nugnes su Motorsport.it da un paio di mesi è arrivato a Maranello un giovane motorista Nissan con esperienza di Formula E, Martinez. Uno specialista nella gestione dell’energia che si aggiunge al gruppo di lavoro di Enrico Gualtieri che sta spingendo nell’evoluzione del 6 cilindri.
Ma c’è di più, secondo l’ex meccanico Red Bull Kenny Handkammer, Hannah Schmitz starebbe per lasciare la Red Bull. Sarebbe solo l’ultimo di una lunghissima serie di addii a Milton Keyes negli ultimi due anni, da Wheatley a Marshall, da Horner a Newey passando per Marko.
Hannah Schmitz signora in rosso? Provaci Ferrari
E mentre Verstappen fa i conti con le sue motivazioni, ci sono rumors nel paddock che vogliono la Ferrari interessata al genio della Schmitz, abile stratega dietro molte delle vittorie di Max dell’ultimo triennio. Il giornalista esperto di F1, Giuliano Duchessa ha stoppato le voci: “Per quel che so non solo non c’è alcun pressing, la Ferrari non ha nei suoi piani di ingaggiare Hannah Schmitz, credo proprio sia una voce del tutto inverosimile”.
La quarantenne è considerata una delle migliori stratege del paddock. Entrata a far parte del team nel 2009, ha scalato le gerarchie fino a diventare responsabile della strategia di gara. Le vittorie più importanti portano la sua firma e Verstappen ne parla con grande ammirazione. Proprio quel Max che magari, con Hannah potrebbe vestirsi di rosso. Ma qui anche noi corriamo troppo, forse pure più della Ferrari.
