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F1 Giappone, perché la Ferrari ha fatto flop nelle libere: cosa manca secondo Leclerc e Hamilton

Facciamo il punto sul venerdì deludente delle Ferrari a Suzuka: le SF-26 sulla pista in Giappone sono sembrate un passo indietro rispetto non solo alla Mercedes ma anche a McLaren, ecco perché

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Luca Santoro

Luca Santoro

Giornalista

Esperto di Motorsport ma, più in generale, appassionato di tutto ciò che sia Sport, anche senza il Motor. Dà il meglio di sé quando la strada fa largo alle due o alle quattro ruote

Il venerdì del GP di Suzuka ha confermato ancora una volta lo status di Mercedes scuderia che, ad oggi, è quella che svetta ed è da battere. Ma il ruolo di diretta inseguitrice non appartiene più – sempre per ora – alla Ferrari, bensì alla McLaren, risorta dalle ceneri di un inizio 2026 in cui è parsa molto in sordina e distante dalla corrazzata che negli ultimi due anni ha vinto il titolo Costruttori e uno Piloti.

Il distacco delle Ferrari da McLaren e Mercedes: cosa è andato storto

La SF-26 sul tracciato del Giappone ha dato prova di avere delle difficoltà di bilanciamento, dei problemi di sovrasterzo, una certa mancanza di passo. L’ala Macarena per ora non è stata tirata fuori perché sono necessarie ulteriori limature prima di farla debuttare nella versione definitiva, e la monoposto soffre in termini di potenza rispetto a McLaren, con Oscar Piastri che nelle FP2 ha rifilato a Charles Leclerc 7 decimi e a Lewis Hamilton 8 (in mezzo le Mercedes e l’altra McLaren di Lando Norris).

C’è quindi anche una distanza in termini di potenza rispetto ai rivali, oltre al fatto che su gomma morbida le prestazioni sono state molto deludenti rispetto a quelle con le medie montate. Non c’è costanza inoltre nei tre settori, altro dato messo in luce dalle libere dei due piloti. E le lamentele di Hamilton via radio sono una doccia fredda rispetto alle lodi riservate dal britannico alla SF-26 nei precedenti appuntamenti di quest’anno.

Per il direttore sportivo della Ferrari Diego Ioverno comunque questi distacchi era abbastanza preventivabili, pure in linea con le due gare che hanno aperto questa stagione “in particolare nel giro secco”. Ma questo non significa che non verranno “analizzati i dati” per risolvere i problemi e gestire al meglio l’assetto. Anche alla luce di un asfalto che a Suzuka è stato rifatto, con tutte le conseguenze sul grip per le vetture.

Ma per Leclerc il passo gara è buono

Leclerc comunque ha promosso il suo passo gara rispetto al giro secco, motivo per cui bisogna lavorare su quest’ultimo aspetto in vista della qualifica di domani. Oltre al fatto, va detto, che non bisogna trascurare il dettaglio fondamentale della gestione dell’energia, soprattutto sul fronte della distribuzione e dell’erogazione su una pista come quella di Suzuka che mette a prova il deployment più che nei circuiti che l’hanno preceduta quest’anno.

I problemi della Ferrari secondo Hamilton

Nelle dichiarazioni post libere Hamilton ha corretto il tiro rispetto agli sfoghi via team radio, parlando di una vettura capace di dargli delle “buone sensazioni”, ma che manca di prestazione pura (con decimi persi nei rettilinei, e qui c’entra anche la distribuzione di energia su cui invece Mercedes eccelle ancora una volta, ma in Giappone anche McLaren) e di bilanciamento.

Sulla pista di Suzuka, mancando un numero sufficiente di staccate per il recupero dell’energia, si pone poi il problema del super clipping, ovvero una riduzione della potenza in rettilineo. “Questo è probabilmente l’aspetto meno piacevole del nuovo ciclo di regolamenti”, ha aggiunto Hamilton, che comunque ha sottolineato come il circuito giapponese, teatro di non pochi suoi successi nell’era Mercedes, sia davvero bello da guidare in ogni suo settore.

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