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F1, Hamilton contro il razzismo: "Io bullizzato e picchiato per la mia pelle"

Anche il grande campione della Formula 1 rompe il silenzio sui suoi drammi giovanili: "Ma ora possiamo e dobbiamo vincere questa battaglia".

Il tema del razzismo è diventato drammaticamente centrale in queste settimane, in cui tutto il mondo si è fermato dopo il terribile caso della morte di George Floyd a Minneapolis. Anche lo sport sta facendo la sua parte, con tantissime manifestazioni di sostegno al movimento 'Black Lives Matter' e anche diverse testimonianze di atleti di colore che hanno raccontato le esperienze che hanno dovuto tollerare nell'arco delle loro vite non solo professionali. Ultimo dei quali è Lewis Hamilton.

Il fuoriclasse della Mercedes, sei volte campione del mondo di Formula 1, ha infatti scelto Instagram per raccontare in un lungo post di essere stato a sua volta vittima di razzismo e di bullismo in gioventù. Un intervento social molto lungo e doloroso, attraverso cui il pilota britannico ha voluto ancora di più sensibilizzare il mondo su questo delicatissimo tema.

"Ho letto ogni giorno il più possibile per cercare di saper il più possibile di quello che è successo nella nostra lotta contro il razzismo, e questo ha riportato alla memoria tante esperienze dolorose della mia gioventù. Memorie vive delle sfide che ho affrontato quando ero bambino, come credo che molti di voi che abbiano sperimentato il razzismo o qualsiasi tipo di discriminazione abbiamo vissuto", ha scritto.

Quindi Hamilton ha lasciato spazio ai ricordi, quelli più dolorosi della sua vita: "Ho parlato così poco delle mie esperienze perché mi è stato insegnato a tenermi le cose dentro, non mostrare debolezze, uccidere gli altri con l'amore e poi batterli in pista".

"Ma lontano dai circuiti – ha rivelato – sono stato bullizzato, picchiato, e il solo modo per rispondere a questo è stato imparare a difendermi, così ho imparato il karate. Ma gli effetti psicologici negativi non possono essere misurati".

Quindi un'importante dedica: "È anche per questo che guido nel modo in cui lo faccio, è molto più profondo di un semplice sport, io sto ancora lottando. Grazie a Dio avevo mio papà, una figura nera molto forte alla quale potevo guardare, che sapevo capiva e sarebbe stato dalla mia parte incondizionatamente".

"Non tutti hanno questa fortuna – ha aggiunto Hamilton -, ma dobbiamo restare uniti con coloro che non hanno quell'eroe al quale affidarsi e che li protegga. Dobbiamo unirci. Mi ero chiesto perché il 2020 sembrasse così sfortunato sin dall'inizio, ma ora sto cominciando a pensare che potrebbe essere l'anno più importante delle nostre vite, dove poter finalmente cominciare a cambiare l'oppressione sistematica e sociale delle minoranze".

"Vogliamo solo vivere, avere le stesse possibilità a livello di istruzione, e non aver paura di passeggiare per strada, andare a scuola o in un negozio. Ce lo meritiamo come chiunque altro. L'uguaglianza è fondamentale per il nostro futuro. Non possiamo smettere di portare avanti questa battaglia e io per primo non mollerò mai", ha concluso il grande campione.

SPORTAL.IT | 07-06-2020 23:43

F1, Hamilton contro il razzismo: "Io bullizzato e picchiato per la mia pelle" Fonte: 123RF

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