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Leclerc ai saluti: "Non può restare così" e la Ferrari si tinge di nero. Perez a Imola come Schumacher

Aumentano le voci di un possibile addio tra la Ferrari e Leclerc, specie dopo le parole di Elkann, l'allarme di un ex pilota di F1. Intanto a Imola la Ferrari gira bardata di nero con Perez per allenare i meccanici Cadillac. Il precedente Schumacher

Ultimo aggiornamento:

Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

La Formula 1 si gode la sua settimana di sosta prima di concludere nel prossimo week end, a Las Vegas la sua lunga tournee tra le Americhe. In casa Ferrari intanto si è solo attenuato il polverone sollevato dalle dichiarazioni di John Elkann contro i piloti. Ad esasperare ancora un po’ gli animi arriva l’allarme sul futuro di Leclerc in rosso. Le parole dell’ex McLaren e Williams, Juan Pablo Montoya suonano come monito per il Cavallino Rampante.

Intanto sul circuito di Imola è stata avvistata una monoposto tutta nera girare e lo farà per due giorni. Si tratta proprio di una Ferrari da F1, la SF-23 “prestata” alla Cadillac, alla guida Sergio Perez, per le prime prove generali in vista del suo ingresso in F1 il prossimo anno. Una “rossa” colorata di nero come in passato è già successo con Schumacher ma non solo.

Clima teso Ferrari: Leclerc può partire

Non si è esaurito l’eco delle parole di John Elkann proprio contro i piloti della Ferrari. Il presidente ha richiamato Hamilton e Leclerc a non lamentarsi e a restare in silenzio proprio nel day after il Gp del Brasile. Parole dure che hanno scatenato un putiferio, sia a Maranello che in rete tra i tifosi del Cavallino Rampante.

Al di là della risposta quasi istantanea, in giornata di entrambi, Hamilton e Leclerc, resta un clima comunque teso nei rapporti coi piloti stessi. Da una parte la stampa inglese ma non solo è sicura che gli strali di Elkann fossero diretti soprattutto all’inglese che in questi mesi aveva messo in dubbio tutto il sistema Ferrari manifestando la volontà di volerlo cambiare dal di dentro.

Dall’altra però c’è la sensazione che le parole di Elkann possano avere effetti anche sullo status di Leclerc che da molti viene dato, sì innamorato della Ferrari, ma anche voglioso di lottare quanto prima per qualcosa di adeguato al suo talento, alla pari dei vari Verstappen, Norris, Piastri e l’Hamilton del passato. Del resto le avvisagli ultimamente ci sono state, una su tutte, un’intervista sia di Charles che del suo agente, Nicolas Todt a margine del Gp di Singapore.

Montoya lancia l’allarme Leclerc

Se fossi al posto di Leclerc, prenderei quel commento di Elkann come un altro punto a favore da aggiungere alla lista dei ‘lascia la Ferrari’”. Parole e musica di uno degli opinionisti di The Race dopo le esternazioni del presidente della SF.

A cui fanno eco le dichiarazioni di Juan Pablo Montoya che al sito PokerStrategy ha parlato della condizione del monegasco: “Non capisco perché tutti ritenessero che la Ferrari potesse essere competitiva quest’anno. Hanno avuto una macchina mediocre in questi anni e non è cambiato niente, il prossimo anno potrebbe essere un anno positivo per la Ferrari, ma se non lo sarà, per quanto tempo ancora possiamo aspettarci che Charles Leclerc possa restare? Come può essere contento di finire sempre 3º?“.

Una Ferrari nera a Imola: c’è Perez

A 35 anni Sergio Perez ha coronato il suo sogno di portare in pista una Ferrari di F1. Anche se tutta bardata di nero. Chissà se ha ricordati i tempi in cui da giovanissimo faceva parte dell’allora nascente Ferrari Driver Academy nel 2010, cullando un sogno per cui fu mandato a fare esperienza in Sauber, all’epoca motorizzata dal cavallino rampante. Ma poi prese altre strade.

Come lo farà adesso. A Imola, in questi due giorni Checo sta togliendo un po’ di ruggine a bordo di una SF23, monoposto di Maranello usata due stagioni fa, come da regole TCT. Il nuovo team di F1 dal prossimo anno, Cadillac, che sarà peraltro spinto da una power unit Ferrari, ha ottenuto in prestito da Maranello la monoposto del 2023 collaudata, martedì a Fiorano da Arthur Leclerc per assicurarsi di consegnare una vettura perfettamente funzionante.

Ferrari nera, il precedente con Michael Schumacher ’97

Una Ferrari nera? Sì, c’è stata. E l’ha guidata Michael Schumacher. Incredibile ma vero. La colorazione della scuderia del Cavallino Rampante è sempre stata rossa sin dagli albori del motorsport, quando le scuderie erano identificate con i colori nazionali, e quindi essendo il blu appannaggio della Francia, le monoposto di Maranello vennero identificate dalla FIA con il rosso che è sempre stato, da lì in poi il colore della Ferrari.

Ma c’è un’eccezione. Non in gara ufficiale però. Il 23 dicembre 1997 a due giorni dal Natale, la scuderia del Cavallino Rampante organizzò un test in una freddissima Fiorano per provare la F300 che avrebbe dovuto cancellare la delusione per la sconfitta nel Mondiale all’ultima gara, in quella maledetta curva Dry Sac, contro la Williams di Jacques Villeneuve in quella maledetta domenica di Jerez.

La fretta di permettere a Schumacher di testare la nuova monoposto fece mettere in pista una monoposto in pure fibra di carbonio, quindi di colore nera, senza sponsor e con il solo cavallino rampante. A scendere in pista anche il tester Nicola Larini, sempre con una scocca tutta nera. Quella fu l’unica volta in cui si vide una Ferrari nera se si eccettuano poi le occasioni di lutto, come dopo l’11 settembre e l’attentato di New York quando la Ferrari al seguente Gp d’Italia a Monza si presentò con un musetto tutto nero e il resto della livrea rossa.

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