È sempre prematuro tirare delle conclusioni dopo il venerdì delle libere, e soprattutto quando si corre su una pista inedita come quella cittadina di Madrid (e dal grip in evoluzione). Le due sessioni di libere ci hanno restituito ancora una volta il duello tra le Mercedes e le Ferrari, con i valori più vicini in particolare nelle FP2.
- Le Ferrari vicine al sempre costante Antonelli: "Ma non ha senso essere primi nelle libere e non andare bene in qualifica"
- Leclerc: "Oggi dovevamo raccogliere molti dati per la qualifica di domani"
Le Ferrari vicine al sempre costante Antonelli: “Ma non ha senso essere primi nelle libere e non andare bene in qualifica”
Parliamo di un distacco di un decimo tra il sempre solido Andrea Kimi Antonelli e le due monoposto di Maranello, nell’ordine di piazzamento sul podio Charles Leclerc (senza gli aggiornamenti del motore ADUO2, per motivi precauzionali dopo l’incidente nel precedente appuntamento) e Lewis Hamilton. Il monegasco, in particolare, prova a mettersi alle spalle il disastro di Monza e a voltare pagina anche con i rapporti con il compagno di squadra,
Ma per il team il punto di svolta vero e proprio sarà domani nelle qualifiche. Frédéric Vasseur ha spiegato a Sky Sport che la squadra è concentrata in particolare sul definire l’assetto migliore per domani, più che nelle prove. E in particolare per il Q3: “Non ha senso essere migliori nelle libere e poi non esserlo in qualifica“, ha ridimensionato il risultato di oggi il team principal.
Vasseur ha proseguito parlando delle difficoltà di un set-up ottimale da trovare, considerando che il Madring presenta un’ampia varietà di curve, “tutte quelle della stagione”. “Sarà difficile poi stimare come possa evolversi il grip dalle FP3 alle qualifiche, e anche durante le stesse qualifiche – ha continuato l’ingegnere -. Sarà importante capire il passo da usare nella Q3″.
Leclerc: “Oggi dovevamo raccogliere molti dati per la qualifica di domani”
Leclerc ha sottolineato, da amante dei circuiti cittadini, di apprezzare anche questo (“È impegnativo ma mi piace molto, incredibile il livello di grip sin dalla prima giornata, segno di un tracciato nuovo e con un asfalto poco gommato”), ma anche lui ha puntualizzato come la qualifica sarà “il momento chiave del nostro fine settimana”.
“Oggi dovevamo fare quanti più giri possibili e raccogliere dati, anche e soprattutto per le qualifiche visto che qui è difficile sorpassare”, ha proseguito il monegasco”. Più pensieroso Hamilton, che ha sostenuto come ci sia “ancora da lavorare e da migliorare” con il set-up dell’auto.
Oggi si è visto in particolare come la SF-26 abbia avuto qualcosa in meno con le gomme soft, sfruttate in particolare nelle simulazioni di long run alla fine delle FP2, laddove le medie hanno dato prova di ottimi riscontri. Domani sarà quindi fondamentale gestire le finestre giuste di utilizzo durante la qualifica, chiave di volta per definire, più che in altri circuiti, chi potrà vincere domenica.
