Nel giorno del Gran Premio del Belgio a Spa si respira anche aria di finale dei Mondiali di calcio. Carlos Sainz e Franco Colapinto si sono presentati con le maglie rispettivamente della Spagna e dell'Argentina, il pilota Alpine anche con una bandiera con l'effige di Messi e Maradona mentre Fernando Alonso ha scherzato: "Prospettive per la gara? Spero di fare in tempo per la finale"
E' il giorno del Gran Premio del Belgio ma anche della finale dei Mondiali di calcio. Come spesso capita in F1 il race-day, ogni 4 anni coincide con la finalissima della coppa del mondo. E lo si è capito anche dal clima nel paddock di Spa. Carlos Sainz e tutto il suo entourage, Roberto Merhi, Carlos Oñoro (manager) e Borja Prestol (preparatore atletico), si sono presentati al circuito delle Ardenne con la maglia della Spagna con il suo numero di gara, il 55.
Stessa cosa ha fatto Franco Colapinto che già si era presentato con la maglia di Messi giovedì alla vigilia del week end subito dopo la vittoria in rimonta della sua Argentina sull'Inghilterra in semifinale, e oggi ha indossato per l'occasione la maglia numero 9 di Julian Alvarez ma non solo, ha sfoggiato anche una bandiera coi colori dell'Albiceleste e con le immagini di Maradona e Messi.
Anche Fernando Alonso è direttamente coinvolto essendo spagnolo e come al solito con la sua ironia mista a sarcasmo ha commentato così le prestazioni della sua Aston Martin in ottica gran premio: “Il mio obiettivo per la gara di domenica? L’unico che ho è quello di tornare a casa in tempo per guardare la finale dei Mondiali della Spagna”.
Tra le curiosità, nessun pilota di Formula 1 e il suo paese sono mai stati campioni del mondo nello stesso anno. Ci si è andati vicini nel 1966, quando l'Inghilterra vinse la coppa del mondo in casa e a vincere il titolo di F1 fu Jack Brabham che però era australiano ma inglese di adozione.
Fernando Alonso ci andò vicino nel 2010, ma l'imperdonabile errore di strategia della Ferrari nell'ultima gara di Abu Dhabi – quello famigerato in cui rimasero bloccati dietro a Petrov per coprire la sosta di Webber – negò allo spagnolo il suo terzo titolo mondiale andato a Vettel, mentre la Spagna aveva vinto il Mondiale in estate.