La nuova era della Formula 1 ha creato una spaccatura e un dibattito aperto. Con gli addetti ai lavori in prima linea. Il partito degli scontenti è guidato da Max Verstappen. L’olandese 4 volte campione del mondo ha più volte anche minacciato di ritirarsi da questa F1 al risparmio energetico. A rispondere al pilota della Red Bull è stato il boss in persona, Stefano Domenicali. Parole che hanno lasciato traccia e se possibile scoperchiato ancora di più il Vaso di Panndora intorno a un circus che piace a tanti ma che ha un indice di gradimento in flessione. In tutto questo la Ferrari prova a tornare grande come sottolineato dal presidente John Elkann all’assemblea degli azionisti.
- Perchè questa F1 non piace agli appassionati
- Verstappen guida il partito degli scontenti
- Domenicali risponde a Verstappen
- La difesa dei nuovi regolamenti di Domenicali
- Definire sorpasso: lo scivolone di Domenicali
- Elkann spinge la Ferrari
Perchè questa F1 non piace agli appassionati
Tante le lamentele, le critiche, nei confronti specialmente delle power unit del nuovo corso in cui il rapporto 50/50 tra parte elettrica e termica finisce col condizionare l’erogazione della potenza costringendo i piloti a fare quello che viene chiamato deployment, cioè la gestione dell’erogazione e la distribuzione della potenza elettrica durante il giro da cui deriva il rischio di superclipping vale a dire improvviso calo di potenza sui rettilinei dovuto all’esaurimento della batteria.
Una F1 che sembra una FE compresa di overbust, quello che Leclerc ha chiamato “funghetto” di Mario Kart memoria. Ed è proprio questo il punto. Tutto questo crea, almeno secondo i puristi della F1 una sorta di competizione surreale in cui i piloti spesso e volentieri più che sorpassarsi si scambiano di posizione perchè magari chi passa ha maggiore batteria e chi viene passato è in “risparmio”.
Verstappen guida il partito degli scontenti
Il nuovo format della Formula 1, ha suscitato critiche da parte di molti piloti, tifosi e team, ma è destinato a rimanere. Ci saranno poche modifiche al regolamento, principalmente per perfezionare alcuni dettagli, soprattutto nelle qualifiche ma è ovviamente impossibile intervenire sulle power unit in così poco tempo.
Tra i più scontenti è sicuramente Max Verstappen che ha più volte sottolineato come questa F1 sia noiosa, forse anche perchè la sua Red Bull nata sotto una cattiva stella come dimostra l’inizio di stagione in salita dell’olandese, sempre fuori dal podio e addirittura finito dietro l’Alpine di Gasly in Giappone.
Di contro il 4 volte campione del mondo non ha mai nascosto, anzi accentuato la sua voglia di sperimentare altro nel mondo delle corse. La sua iscrizione al campionato del Nordschleife dice di una grande passione che parte da lontano ma è emblematica della volontà dell’olandese di andare avanti nella sua battaglia contro i nuovi regolamenti che non permettono al pilota di spingere al massimo per tutto il giro.
Domenicali risponde a Verstappen
La Formula 1 è ben consapevole delle controversie che circondano i nuovi regolamenti e, sebbene chi ha preso la decisione sia convinto che sia la strada giusta da percorrere, con alcuni necessari aggiustamenti (su cui stanno attualmente lavorando in incontri con la FIA e i team), è preoccupato per le critiche. Soprattutto, è preoccupato per i tifosi, che sono la linfa vitale di questo sport, ma anche, ovviamente, per i piloti stessi.
Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, ha parlato con Motorsport di questo argomento, in particolare delle pesanti critiche rivolte da Max Verstappen: “Abbiamo parlato molte volte e capisco i suoi commenti. Capisce la situazione ed è molto disponibile a offrire suggerimenti. Non voglio cadere nella trappola di creare antagonismo; non è il mio stile, né l’immagine che vogliamo proiettare, quindi lavoreremo insieme”.
La difesa dei nuovi regolamenti di Domenicali
Il capo della Formula 1 ha un messaggio per coloro che si chiedono perché le vetture, e in particolare i motori, siano stati modificati. “Credo sia molto importante ricordare perché abbiamo cambiato i regolamenti, considerando l’intero ecosistema. Cinque anni fa, i costruttori ritenevano che l’unico modo per incrementare il loro coinvolgimento nel motorsport fosse quello di puntare a una divisione 50-50 o cercare di trovare il giusto equilibrio tra motori a combustione interna ed elettrificazione . Questo è stato il punto di partenza”.
L’amministratore delegato afferma che stanno ascoltando le parti interessate riguardo a questioni come l’incidente di Bearman. “Speriamo che, prima di Miami, la FIA ci informi su quali modifiche verranno apportate, tenendo conto di due aspetti. Il primo riguarda le qualifiche: cercare di massimizzare la potenza o la frenata, qualunque cosa sia . E, d’altra parte, ovviamente, garantire che alcune preoccupazioni sollevate dai piloti vengano affrontate in modo appropriato”, conferma.
Definire sorpasso: lo scivolone di Domenicali
Domenicali continua a essere convinto della bontà del rinnovamento e come già fatto in altre occasioni porta i dati di una F1 che sta incrementando il proprio bacino di fan: “Se guardo il sondaggio su ciò che sta accadendo in tutto il mondo tra i nuovi fan della Formula 1, il risultato è magnifico. Tutti chiedono: ‘Cosa sta succedendo?’ C’è molta azione, ed è questo che la gente vuole vedere”.
E sta proprio qui la spaccatura che sta vivendo il mondo della F1. Sempre più orientato al business, all’aumentare il nuomero dei fan, del telespettatori, degli introiti, degli sponsor, curandosi poco dello zoccolo duro degli appasionati, dei puristi, di quelli che vivono il motrosport da vicino finalizzato alla competizione e non come evento e show a 360°.
Non a caso subito dopo, Domenicali si avventura in un’altra frase che lascia interdetti e che ha sollevato ancor più polemiche tra i tifosi sui social: “Un sorpasso è un sorpasso. La gente ha la memoria corta, perché nell’era del turbo degli anni ’80 bisognava risparmiare carburante durante la gara perché il serbatoio era troppo piccolo. E questo fa parte del gioco. Quindi, come ho detto, bisogna tenere conto di tutto , ma avere una chiara visione di ciò che si vuole fare in futuro”.
Elkann spinge la Ferrari
Che sia F1 di ieri o di oggi, che piaccia o meno, c’è un leitmotiv che non cambia mei, almeno negli ultimi anni. La Ferrari costretta a inseguire. Decisamente meglio l’inizio di questo 2026 rispetto al catastrofico 2025. Ma la Mercedes è là davanti. In attesa degli aggiornamenti da Miami e dell’ADUO in estate, a caricare un po’ l’ambiente di Maranello ci ha pensato il presidente John Elkann all’assemblea degli azionisti:
“Ferrari sa che correre significa anche imparare e progredire. Dopo una stagione di F1 al di sotto delle nostre aspettative, nel 2026 siamo entrati in un nuovo campionato con nuovi regolamenti. Lo facciamo con unità e determinazione, pienamente concentrati sul lavoro che ci aspetta per tornare più forti“.
