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F1, Verstappen e Red Bull ai ferri corti: furia Max a Silverstone, aveva previsto l'incidente e ora medita l'addio

Max Verstappen sembra essere in rotta di collisione con il suo team Red Bull Racing, e viceversa. Lo scorso fine settimana a Silverstone si sono state tensioni per le scelte e l'incidente nel finale

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Luca Fusco

Luca Fusco

Giornalista

Giornalista multimediale. Quando si accendono i motori, lui sgasa, impenna, derapa. E spesso e volentieri finisce sul podio

C’è tensione in casa Red Bull dopo Silverstone. Era la gara di casa ma è finita come peggio non poteva se non fosse per il 5° posto di Hadjar che ha un po’ salvato la carretta. Ma l’incidente di Verstappen a pochi giri dalla fine ha aperto un vaso di Pandora che covava da tempo nella scuderia di Milton Keys. Max è sul piede di guerra, per l’incidente, uguale a quello in Austria, ma non solo. Si sente non ascoltato in un team allo sbando dove anche il suo ingegnere di pista, Lambiase sembra vivere oramai da separato in casa. Non si esclude un addio dell’olandese ma per andare dove?

Verstappen in radio: “Fanc… questa macchina”

L’espressione gridata nel team radio da Max subito dopo essere uscito di pista a pochi giri dalla fine del Gran Premio di Silverstone la dice tutta sulla frustrazione del 4 volte campione del mondo. È stato il colpo di grazia in un weekend amaro per l’olandese, che avrebbe voluto partire dal pit lane a causa di un problema al motore, ma la Red Bull glielo ha impedito.

Dopo una gara di sofferenza in cui era risalito nella top 5 lottando con Russell ed Hamilton per il podio, nel finale a 4 giri alla fine, entrando nella curva di Stowe, Max ha perso il controllo del posteriore dell’auto, ancora una volta con problemi sulla chiusura del drs, finendo nella ghiaia e ritirandosi. Verstappen ha sfogato la sua rabbia: “Sono bloccato, amico. Fan**lo questa macchina, è incredibile”.

Max voleva partire dalla pitlane, no di Red Bull

Dopo aver concluso la Sprint di sabato a Silverstone al sesto posto e peggio, la qualifica per la gara, al settimo, a otto decimi dal poleman Kimi Antonelli perfino dietro il compagno Hadjar, Max ha commentato in radio: “Che disastro. Incredibile”. Verstappen ha chiarito che avrebbe preferito apportare modifiche alla sua RB22 e partire dalla pit lane dopo aver violato le condizioni del parco chiuso, piuttosto che correre con la vettura così com’era in qualifica.

“Se lasciamo la macchina così com’è, correre non ha molto senso – le sue parole sulla griglia di partenza – Preferisco cambiare tutto, perché se non facciamo niente, continueremo a girare in tondo in questo posto. Oppure faremo un passo indietro”. Ma il team non è stato d’accordo e alla fine l’olandese è partito regolarmente dalla sua posizione in griglia.

La rabbia di Verstappen: “Voglio andare a casa”

Max è apparso molto rabbuiato ai microfoni dei media subito dopo la gara: “È doloroso, frustrante. Provi tutto quello che puoi. Per tutto il fine settimana non sono stato contento del bilanciamento della macchina. Se fosse stato per me, sarei partito dalla pit lane. In questo momento sto solo pensando di tornare a casa e non pensare alla Formula 1”.

Sull’incidente ha denunciato: “È lo stesso problema che abbiamo avuto nelle qualifiche di Austria. L’alettone posteriore non si chiude del tutto, perdi molta deportanza e vieni sbalzato fuori pista. Una volta, va bene. Ma due volte… sta diventando qualcosa di pericoloso per me“.

Aria pesante in casa Red Bull

Da settimane si percepisce una certa tensione tra l’entourage di Verstappen e i vertici della Red Bull. Max si sente inascoltato dal suo team, ingegneri compresi. A maggio, ad esempio, dopo una deludente qualifica in Canada, si è lamentato del fatto che le menti brillanti della Red Bull non lo avessero ascoltato riguardo alla scelta dell’assetto per la RB22.

Peraltro a Silverstone c’erano papà Jos Verstappen e il manager dell’olandese, Raymond Vermeulen, anche loro abbastanza scuri in volto dopo la gara, hanno parlato un po’ col team principal della Red Bull, Laurent Mekies.

Il rifiuto di cancellare la clausola di uscita

Max si è finora rifiutato di dichiarare se continuerà a correre per il team il prossimo anno. Secondo quanto riportato sul De Telegraaf, dal giornalista Van Haren, molto vicino alla famiglia Verstappen, il 4 volte campione del mondo si è rifiutato di far rimuovere la clausola di rescissione dal suo contratto, che gli darebbe la possibilità di lasciare il team se la macchina non fosse competitiva.

Lambiase (che andrà in McLaren) separato in casa

L’ingegnere di pista di Verstappen, Giampiero Lambiase lascerà la Red Bull per andare in McLaren nel 2028, e resta da vedere per quanto tempo continuerà a lavorare a Milton Keys. Lambiase non è solo il braccio destro di Verstappen, ma anche il responsabile del settore corse. Secondo Van Haren, il direttore tecnico Pierre Waché non condivide più tutto con il britannico, poiché quest’ultimo potrebbe, ovviamente, divulgare informazioni riservate al suo futuro datore di lavoro.

Lambiase non sarebbe l’unico. Secondo alcune fonti, i meccanici in particolare sono spesso tentati da altre squadre. Soprattutto in Aston Martin e Cadillac, possono guadagnare fino al trenta percento in più, il che naturalmente rende il passaggio allettante. Soprattutto ora che la Red Bull non fa più parte del vertice assoluto.

Dove può andare Max: ipotesi anno sabbatico

Da tempo si specula sul possibile addio di Verstappen alla Red Bull, forse destino segnato di un ricambio generazionale che ha visto negli ultimi anni uscire da Milton Keys tutti gli artefici del periodo d’oro, da Vettel a Max, parliamo di Horner, Marko, Newey, Lambiase appunto.

Altra questione è il dove può andare Verstappen. Posti appetibili non ce ne sono. Ferrari ha rinnovato Leclerc e confermato l’opzione prolungamento per il 2027 per Hamilton; Toto Wolff ha di fatti confermato Russell al fianco di Antonelli. L’unica monoposto buona rimasta nel circus sarebbe la McLaren. Max potrebbe puntare al sedile di Piastri che non sta avendo una prima parte di stagione all’altezza della scorsa. Ma non è da escludersi che l’olandese, come più volte minacciato, si prenda un anno sabbatico, dedicandosi alla famiglia e alle gare sulle ruote coperte che tanto ama.

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