Il Gran Premio del Giappone segna la fine di una prima parte di stagione brevissima. Ma potrebbe essere anche una cesura importante per il futuro a breve e medio termine della F1. Dopo le mille polemiche sui nuovi regolamenti acuite dall’incidente di Bearman, la FIA si è presa una pausa di riflessione, che coincide con quella imposta dal calendario monco delle tappe in Bahrain e Arabia. Ma nell’agenda di Stefano Domenicali e compagnia c’è anche un altro tema scottante, l’idea di mollare tutto manifestata apertamente da Max Verstappen. E nelle ultime ore è spuntata anche una clausola sul suo contratto con la Red Bull che fa paura.
- Verstappen vuole mollare tutto
- La clausola sul contratto di Verstappen in Red Bull
- Domenicali, una cena per rabbonire Max
- Polveriera, Red Bull perde i pezzi, macchina da rifare
Verstappen vuole mollare tutto
“Non gioco più, me ne vado, non gioco più, davvero” cantava Mina tanti anni fa. Non è molto lontano da quei versi quanto espresso in diversi modi da Max Verstappen a margine della gara di Suzuka che da una parte ha confermato i limiti della sua Red Bull e dall’altra ha altresì amplificato quelli di un regolamento che non piace a molti, quasi tutti i piloti esclusi quelli Mercedes per ovvi motivi, e che si è scoperto anche pericoloso come nella dinamica del pericoloso incidente di Bearman.
L’inizio della pausa non programmata di aprile in Formula 1 segna l’inizio di un periodo cruciale di alcune settimane e mesi che decideranno il futuro di Max. La possibilità che Verstappen abbandoni la F1, o quantomeno si prenda una o più stagioni sabbatiche è aumentata esponenzialmente nelle ultime ore.
Verstappen ha ammesso più volte, durante il weekend del Gran Premio del Giappone, di dover prendere una decisione a riguardo. A Suzuka un Max già nervoso sin dal giovedì, vedi l’allontanamento di un giornalista a lui sgradito, lo ha detto in modo più esplicito parlando proprio di ritiro: “È proprio quello che sto dicendo. Sto pensando a tutto ciò che accade in questo paddock.”
La clausola sul contratto di Verstappen in Red Bull
Verstappen ha un contratto con la Red Bull fino alla fine del 2028, ma non esiste alcuno scenario in cui possa continuare a correre in F1 fino a quella data se decidesse di non volerlo più fare. Infatti secondo quanto riportato da The Race, Max avrebbe delle clausole di uscita nel suo contratto che gli permetterebbero di svincolarsi in base alla competitività della monoposto.
Se Verstappen non si troverà tra i primi due alla data prevista dal contratto, potrà rescindere. Questa clausola sarebbe stata inserita in base ai nuovi regolamenti per dare all’olandese la possibilità di cercare un posto migliore nel 2027 senza attendere la fine naturale del suo contratto e senza dover pagare indennizi a Milton Keys.
Verstappen è attualmente nono nel campionato piloti con soli 12 punti, a 51 punti di distacco da George Russell, secondo in classifica alle spalle di Antonelli. Inoltre, a quanto pare Verstappen non dovrà comunicare la sua decisione alla Red Bull prima di ottobre. Quindi ha tutto il tempo per valutare i cambiamenti, non solo nella situazione competitiva della Red Bull, ma anche con il nuovo regolamento della Formula 1.
Già l’anno scorso si era parlato di una clausola del genere in merito di un possibile passaggio di Verstappen alla Mercedes i cui contatti sono stati ammessi dallo stesso Toto Wolff. All’epoca si disse che Max avrebbe potuto lasciare la scuderia anglo–austriaca se non si fosse trovato tra i primi tre del campionato piloti entro la pausa estiva.
Domenicali, una cena per rabbonire Max
Secondo quanto riportato dall’analista di ViaPlay – ed ex pilota olandese di Minardi, Midland e Spyker – Christijan Albers, ora collaboratore di Erik van Haren, giornalista vicino alla famiglia Verstappen, presso il De Telegraaf, il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali vorrebbe incontrare prossimamente Max per tranquillizzarlo e togliergli dalla testa queste idee di ritiro, una cena per parlare in tranquillità a tavola e magari rassicurarlo su quelli che saranno i prossimi passi della FIA e della Formula 1 per mettere almeno una pezza a breve e poi cambiare questi regolamenti indigesti per molti.
Polveriera, Red Bull perde i pezzi, macchina da rifare
Intanto la Red Bull deve fare i conti non solo con le bizze di Verstappen. Secondo Ralf Bach di F1insider.com, i numerosi problemi della prima monoposto post Newey con tanto di motore autoprodotto sarebbero davvero gravi e forse irrisolvibili.
Secondo questa fonte, alcuni membri del team credono che l’attuale monoposto dovrebbe essere abbandonata e rifatta daccapo, cosa praticamente impossibile considerando il budget cap. Inoltre sempre secondo F1 Insider, Ole Schack, meccanico storico dai tempi di Sebastian Vettel e pilastro umano di Red Bull, avrebbe rassegnato le dimissioni per diversità di vedute con l’attuale dirigenza di Milton Keys.
