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Fece infuriare Donnarumma e Gattuso, Tiziana Alla sarà prima telecronista donna ai Mondiali

Dalle polemiche con Gigio e Ringhio alla consacrazione mondiale: il percorso di una pioniera. Tiziana Alla apre la strada a una nuova generazione di telecroniste

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

Dalle polemiche in diretta alla consacrazione internazionale, il passo non è stato breve. Tiziana Alla è pronta a scrivere una pagina storica, seppur per certi versi anche tardiva, del giornalismo sportivo. Sarà infatti la prima telecronista donna italiana a commentare partite maschili ai Mondiali. Un traguardo che arriva dopo anni di lavoro, critiche e momenti ad alta tensione. E che oggi assume un valore simbolico, oltre che professionale.

Tiziana Alla: tra orgoglio e realismo

Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alla ha raccontato con lucidità il significato di questo traguardo. “È un’opportunità pazzesca ma non sono di certo una suffragetta“, ha chiarito subito, sottolineando come il suo percorso non sia una battaglia solitaria.
La giornalista ha poi aggiunto: “Vivremo in un mondo normale solo quando ciò che mi sta succedendo non farà più notizia“. Parole che fotografano perfettamente la situazione attuale del giornalismo sportivo.

Nonostante i progressi, infatti, i pregiudizi non sono ancora scomparsi. Come ha ricordato la diretta interessata, non sono mancano infatti mail di protesta secondo le quali non si può ascoltare una voce femminile sul calcio. Come se venisse minata la credibilità di un sistema che conserva ancora una spiccata vocazione maschilista. Eppure, con determinazione, Alla ha continuato per la sua strada, fino a raggiungere questo storico risultato.

Il caso Donnarumma e le polemiche mediatiche

Tra gli episodi più noti della sua carriera resta il confronto con Gianluigi Donnarumma nel 2022. Dopo la sconfitta contro la Germania, Alla fece notare un errore del portiere, sottolineando che “non era la prima volta“. La risposta del capitano azzurro fu immediata e piuttosto dura, dando vita a un acceso botta e risposta. La vicenda scatenò un’ondata mediatica importante, dividendo opinione pubblica e addetti ai lavori. Col tempo, però, la stessa giornalista ha ridimensionato l’episodio: “La sua replica fu normale, avrebbe risposto così anche a un uomo“. Un chiarimento che evidenzia il rispetto per le emozioni degli atleti e la consapevolezza del contesto. E che fa anche comprendere come non si possa ridurre tutto a una battaglia tra sessi.

Lo scontro con Gattuso e il lavoro sul campo

Non è stato l’unico momento delicato: anche con Gennaro Gattuso si è verificato uno scontro acceso. Dopo una prestazione non brillante dell’Italia, Alla fece una domanda critica, ricevendo una risposta infastidita dall’ormai ex CT. Situazioni che fanno parte del mestiere, soprattutto quando si lavora a bordo campo, a stretto contatto con tensioni e adrenalina. La stessa giornalista ha più volte ribadito di non cercare polemiche, ma di voler semplicemente raccontare i fatti. E proprio questa attitudine, unita alla capacità di gestire momenti complessi, ha rafforzato la sua credibilità.

Dalla gavetta ai Mondiali: una carriera costruita passo dopo passo

Entrata in Rai nei primi anni 2000, Alla ha costruito il suo percorso con costanza. Dalle prime esperienze fino alle telecronache, passando per Rai International e la Nazionale. “La mia prima telecronaca? Un Piacenza-Juventus di Serie B nel 2006“, ha raccontato. Un inizio segnato già da critiche, ma anche da grande determinazione. Nel tempo è diventata un punto di riferimento, anche grazie alla fiducia della dirigenza Rai e del direttore Marco Lollobrigida. Il suo stile? “Non mi piace riempire di parole tutti gli spazi“, ha spiegato, rivendicando un approccio più sobrio e tradizionale. Un’identità precisa che oggi la porta sul palcoscenico più importante.

Un traguardo simbolico per tutto il movimento

L’approdo ai Mondiali non è solo una vittoria personale, ma un segnale forte per tutto il settore. Tiziana Alla rappresenta un cambiamento culturale che sta lentamente prendendo forma. “Ho sempre accettato le critiche, ma non ci deve essere pregiudizio“, ha detto, evidenziando uno dei nodi centrali del tema. La speranza è chiara: “Che dopo di me di telecroniste ce ne siano tante“. Parole che guardano al futuro e a una normalità evidentemente ancora da costruire. Perché il calcio, oggi più che mai, passa anche da chi lo racconta.

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