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Federica Brignone è tornata, l'avvertimento dopo la discesa. Stasera portabandiera dell'Italia

La Tigre fa il punto dopo la prova discesa femminile e ammette le sue sensazioni e difficoltà al rientro in pista sugli sci per Milano Cortina 2026

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Federica Brignone si concentra, punta e quando il cancelletto si apre, si ha la percezione che quanto accaduto prima della prova di discesa di oggi, 6 febbraio, costituisce un tempo immenso, incalcolabile ma la campionessa – al pari della persona che ha attraversato il dolore e la terapia, l’ipnosi – ha imparato ad acquisire più consapevolezza, più coscienza. La prova di discesa libera sull’Olympia delle Tofane, che tra due giorni ospiterà la gara, è un test come quelli che oggi giorno dall’infortunio deve affrontare.

Prove discesa, il tempo di Brignone

Prima dell’interruzione per nebbia, è riuscita a scendere anche se a metà la visibilità già era molto ridotta. Federica Brignone ha chiuso in 1’40”66, senza forzare come era intuibile e ragionevole su una pista così, fresca e con le insidie che si possono contemplare.

Le dichiarazioni di Federica

Ma è arrivata in fondo integra, dopo la caduta poco prima. “Sulla pista è stato fatto un lavoro incredibile vista la neve degli ultimi giorni. Ovviamente c’è ancora molto da fare: ci sono tanti salti e movimenti del terreno. Io ho cercato di essere morbida e prendere confidenza, fare qualche curva bene. Devo lavorare sulla velocità, ma rispetto a due settimane fa è andata decisamente meglio”.

La condizione fisica non può, non deve essere sovrapposta a quella del pre, sarebbe impensabile vista la gravità dell’infortunio. “A livello di forma fisica sto abbastanza bene, non mi mancano fiato, forza e stabilità. Sono ancora molto lontana come confidenza. Il dolore non aiuta, la gamba mi dà ancora molto fastidio”. L’avvio era catastrofico, come spiegato da sua madre Ninna Quario, la gamba di Federica era staccata.

Essere oggi in pista è un risultato immenso: “Per me è già un regalo essere qui, una cosa speciale. Era una cosa impossibile fino a poco tempo fa”.

La prospettiva SuperG

Una prova che servirà soprattutto per il Super G: “Non ho ancora deciso se fare la discesa, dipenderà anche dalle scelte tecniche, se mi metto a disposizione dovrò comunque giocarmi il posto. Ma farò la prova anche domani, è il miglior allenamento per il Super G”.

Questa sera, Brignone sarà portabandiera con altri tre campioni azzurri: “Il peso della bandiera? Spero la sorregga di più Amos Mosaner…”, scherza Federica prima di riprendere una certa solennità nella voce. “È un onore, un privilegio. Qualcosa che sognavo da tutta la vita”. A Cortina, per la prima volta, saranno lei e Amos a portare la Bandiera tricolore per una cerimonia e l’accensione del braciere in contemporanea a Milano.

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