Eccoli lì, i tre attori principali. Tutti riuniti sotto un unico cielo, che le previsioni annunciano grigio come lo è praticamente durante tutto l’anno, con le pietre scivolose che diventano il pretesto per aumentare la fatica e l’incertezza. Ma se il prossimo Giro delle Fiandre dovesse vedere alzare le braccia al cielo a un corridore diverso da Tadej Pogacar, Mathieu van der Poel e Remco Evenepoel, allora significa che qualcosa di grosso dovrà essere successo lungo i 280 chilometri della corsa che attraversa la culla del ciclismo fiammingo. Perché tutti aspettano che sia uno dei tre a conquistare la vittoria, e tutti e tre in qualche modo fanno sapere di aspettarsi altrettanto. Ognuno con le proprie mire e aspirazioni, consapevole della forza altrui, ma anche di quella propria.
- Pogacar sorpreso da Remco... ma neanche troppo
- Van der Poel per la storia: insegue il record di successi
- Remco non si smentisce: "Qui perché so di poter vincere"
Pogacar sorpreso da Remco… ma neanche troppo
La partecipazione di Evenepoel è un po’ il jolly che non t’aspetti, quello che è arrivato a sparigliare le carte quando queste erano già state messe sul tavolo. Tutti lo temono, almeno a parole: “L’annuncio della partecipazione di Remco mi ha sorpreso, ma neanche troppo”, ha spiegato Pogacar.
“Se ne sentiva parlare già da un po’ di tempo, e sinceramente inizialmente ho pensato a uno scherzo perché la conferma è arrivata il 1° aprile… quanto a me, dopo la Sanremo mi sono goduto il momento, ma mi sono allenato anche bene per preparare le prossime corse qui al Nord. Ci sono tanti obiettivi da raggiungere in questa primavera e non voglio pensarne a più di uno alla volta. La Ronde è una gara sempre speciale, quindi spero di potermi regalare un’altra bella domenica”.
Su Evenepoel s’è espresso anche van der Poel, spiegando che “non dovremo affatto sottovalutarlo, perché è un corridore che può essere in grado di battere chiunque, che peraltro potrà avvalersi della collaborazione di Gianni Veermesch che conosce queste strade come le sue tasche. Certo, Remco non è il solo da tenere d’occhio: ci sono Pogacar, Pedersen, un Van Aert che è tornato molto competitivo dopo i problemi accusati in inverno. Sono contento perché mi aspetto una gara bella e competitiva”.
Van der Poel per la storia: insegue il record di successi
Van der Poel è già a tre successi nella Ronde, e vincendo la quarta diventerebbe il primatista all time. Una motivazione che spiega perché abbia deciso di puntare ancora una volta così tanto forte sulla corsa fiamminga. “Credo di aver fatto tutta la preparazione giusta per arrivare preparato come si deve ai prossimi due appuntamenti (il secondo è la Roubaix…).
La squadra mi darà tutto il supporto necessario e io dovrò solo cercare di ripagare la fiducia che mi verrà data. Vincere la quarta Ronde sarebbe davvero speciale: ne sono consapevole, e per questo non ci penso prima di cominciare a correre. Alla fine si parte sempre con l’obiettivo di vincere, e se arriverà il record lo apprezzerò tanto. C’è stato un tempo in cui vincere la Ronde anche solo una volta mi sembrava impossibile: se dovessi farlo per la quarta volta sarebbe il massimo, ma prima facciamolo e poi ne parliamo”.
Remco non si smentisce: “Qui perché so di poter vincere”
Anche Evenepoel ha parlato a 48 ore dalla corsa, e ha fatto capire di non voler passare dalle parti di Oudenaard solo per fare bella figura. “Se non pensassi di poter vincere nemmeno aggancerei il piede al pedale”, ha spiegato il belga.
“Questa corsa mi è sempre stata “negata” in passato, perché il team mi faceva scegliere di correre altre gare. Quest’anno, libero da certi schemi legati al mio periodo alla Soudal, alla Red Bull ho detto chiaramente: se devo scegliere tra Giro d’Italia e Giro delle Fiandre scelgo il secondo, e così è stato. In realtà il Giro non è mai stato un’opzione, dunque la scelta di partecipare alla Ronde è venuta da sé. So che troverò avversari fortissimi: Mathieu, Tadej e Wout hanno già dimostrato a sufficienza di poter vincere questa corsa, per me invece sarà la prima volta e dovrò imparare tante cose”.
La scelta di annunciare la sua presenza solo all’ultimo è stata studiata a puntino. “Mi sono tenuto alla larga dai social per evitare di alzare troppa polvere. Mi sono preparato bene e sono pronto a vedere cosa potrà accadere. Io unico in grado di tenere le ruote di Pogacar sull’Oude Kwaremont? Vediamo, tutto dipenderà da come mi sentirò in corsa. Ma la cosa migliore da fare è attaccare, non giocare di rimessa. E alla fine la differenza, come sempre, la faranno le gambe”.
