Gabriele Gravina alla fine ha ceduto: il presidente della Figc ha presentato le sue dimissioni davanti al Consiglio Federale ancora in corso a Roma, nella sede della Federcalcio. Già fissata la data delle prossime elezioni. Nel comunicato pubblicato dalla Figc anche le scuse agli sport dilettantistici per le parole pronunciate da Gravina dopo la disfatta di Zenica.
- Figc, le dimissioni di Gravina
- Fissata la data delle elezioni
- I possibili successori di Gravina: Malagò in pole
- Le scuse agli sport dilettantistici
- In carica dal 2018
Figc, le dimissioni di Gravina
Gabriele Gravina non è più il presidente della Figc. Durante il Consiglio Federale svolto oggi pomeriggio a Roma, nella sede della Federcalcio, il massimo dirigente ha presentato le sue dimissioni, cedendo così alla pressione esercitata dai tifosi e dalla politica dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026.
Il comunicato ufficiale della Figc spiega che all’atto delle dimissioni di Gravina erano presenti Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Calcio Serie A, Paolo Bedin della Lega B, Matteo Marani della Lega Pro, Giancarlo Abete della Lega Dilettanti, Umberto Calcagno dell’Associazione Italiana Calciatori e Renzo Ulivieri dell’Associazione Italiana Allenatori.
Fissata la data delle elezioni
Dopo le dimissioni di Gravina il Consiglio Federale ha fissato la data delle elezioni da cui verrà fuori il nome del suo successore alla presidenza: si terranno il 22 giugno, data scelta “per garantire alla nuova governance l’espletamento della procedura d’iscrizione ai prossimi campionati professionistici.”, si legge nella nota della Figc. Nel comunicato si legge anche che, prima di uscire del tutto dalla Federcalcio, Gravina assolverà ad un ultimo compito: l’8 aprile sarà ascoltato dalla Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera per presentare una relazione sullo stato di salute del calcio italiano.
I possibili successori di Gravina: Malagò in pole
Quali saranno i candidati alle elezioni? In attesa delle candidature ufficiali, al momento il nome più forte pare essere quello dell’ex presidente del Coni Giovanni Malagò, sostenuto da diversi club di serie A. Tra i suoi concorrenti potrebbero rientrare Abete, di cui si era parlato due anni fa dopo il fallimento dell’Italia agli Europei 2024, e Marani.
Le scuse agli sport dilettantistici
Il comunicato della Figc si chiude infine con un paragrafo dedicato alla polemica sollevatasi dopo le parole pronunciate da Gravina a Zenica, nella conferenza stampa successiva alla disfatta della Nazionale di Rino Gattuso, sulla differenza tra il calcio e gli sport dilettantistici. Le parole dell’ormai ex presidente, si legge nella nota, “non volevano assolutamente essere offensive nei confronti di alcuna disciplina sportiva”. Gravina, continua ancora il comunicato, faceva riferimento “alle differenti normative e regolamentazioni interne (ad esempio, la presenza nella governance di alcune Federazioni di Leghe con le relative autonomie) ed esterne (con espresso riferimento alla natura societaria dei Club professionistici calcistici che devono sottostare a una legislazione nazionale e internazionale diversa dai Club dilettantistici)”. Una precisazione, quella di Gravina, che sa di scuse.
In carica dal 2018
Gravina era in carica al vertice della Figc dall’ottobre 2018, dopo le dimissioni del suo predecessore Carlo Tavecchio a causa della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 e gli 8 mesi di gestione da parte del commissario straordinario Roberto Fabbricini. Gravina è stato poi rieletto alla carica nel febbraio 2021 e nel febbraio 2025.
Negli 8 anni della sua presidenza l’Italia ha vinto gli Europei 2021 e centrato due terzi posti in Nations League (nel 2021 e nel 2023). Ma per i tifosi della Nazionale Gravina sarà inevitabilmente ricordato come il presidente delle mancate qualificazioni ai Mondiali del 2022 e del 2026.
