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Figc, Rivera si candida alla presidenza: no al ritorno di Mancini, che bordate a Gattuso

La leggenda azzurra esce allo scoperto nella corsa alla successione di Gravina: nel suo programma limiti agli stranieri in serie A e il veto al ritorno dell’ex c.t. 

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Fabrizio Napoli

Fabrizio Napoli

Giornalista

Giornalista professionista, per Virgilio Sport segue anche il calcio ma è con la pallanuoto che esalta competenze e passioni. Cura la comunicazione di HaBaWaBa, il più grande festival di waterpolo per bambini al mondo

Gianni Rivera esce allo scoperto, lanciando la sua candidatura a successore di Gabriele Gravina come presidente della Figc: l’82enne pone il veto al ritorno di Roberto Mancini come c.t. e attacca duramente Rino Gattuso.

Figc, Rivera si candida come presidente

Giovani in campo e veterani dietro la scrivania. Questo pare, in sintesi, essere il programma di Gianni Rivera, che in un’intervista a Repubblica ha lanciato la sua candidatura a presidente della Figc dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. L’ex bandiera del Milan e Pallone d’Oro, 82 anni, si dice pronto a rientrare in Federcalcio dopo essere stato a capo del settore tecnico federale negli anni ’10. “Il programma l’ho sviluppato insieme al mio amico Adolfo Sormani, il figlio di Angelo”, ha confessato Rivera.

Formazione dei giovani e limiti agli stranieri

Sul piano programmatico, l’ex campione sposa le tesi di Massimiliano Allegri e Fabio Capello, due allenatori che da tempo hanno individuato le radici della crisi del calcio italiano nella formazione dei giovani. “Vogliamo ripartire dai più piccoli: bisogna curare la tecnica di chi inizia a giocare a calcio – ha dichiarato Rivera – . Concentrarsi su quello, aumentare le strutture e farli stare più tempo possibile in campo”.

In secondo luogo, per Rivera va limitato l’impiego degli stranieri nel massimo campionato. “In Serie A dovrebbero esserci massimo tre giocatori stranieri nei club del nostro campionato. Altrimenti c’è poco materiale per la Nazionale”, ha spiegato l’ex numero 10.

Il veto al ritorno di Mancini

Ma chi dovrebbe essere incaricato di guidare l’Italia? Rivera non fa nomi, ma esclude categoricamente dai possibili candidati a c.t. il nome di Roberto Mancini. “Quando è scappato in Arabia ha preso la sua decisione e ha costretto tutti a non volerlo più come commissario tecnico – ha detto Rivera, attaccando l’allenatore jesino – È questo che, purtroppo, lui non ha ancora capito. Si è reso di nuovo disponibile, ma è stato uno dei primi a fare danni alla Nazionale. Spero non torni sulla nostra panchina”.

Le bordate a Gattuso

Ma Rivera ne ha anche per il c.t. della mancata qualificazione in Bosnia Erzegovina: secondo l’ex campione Rino Gattuso dovrebbe rassegnare le sue dimissioni al più presto. “Mi sembra il minimo che possa fare, tenuto conto della situazione”, ha dichiarato Rivera, facendo capire che, a suo parere, il campione del mondo a Germania 2006 non avrebbe meritato l’incarico di commissario tecnico: “Sono rimasto sorpreso quando è stato chiamato dalla Figc, pur in circostanze difficili”, ha confessato Rivera.

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