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Figuraccia Juve, Spalletti trova il limite dei suoi: ironia sul rigore per l'Atalanta e Bremer chiede scusa

Fine del sogno Coppa Italia per i bianconeri, travolti dai nerazzurri a Bergamo. Per il tecnico decisivi gli errori nei momenti determinanti. Mea culpa del brasiliano.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Il 3-0 sul groppone, la possibilità di lottare per un titolo – quello più alla portata – che sfuma, le tante occasioni fallite. Ne avrebbe di motivi per essere corrucciato Luciano Spalletti, che invece si presenta sereno e sorridente ai microfoni di Italia 1. Ad accoglierlo trova uno studio che anziché incalzarlo, pensa soprattutto a rincuorarlo. Monica Bertini, la conduttrice, sottolinea che il risultato è troppo pesante per i bianconeri. Alessio Tacchinardi, doppio ex, è d’accordo e parla di errore arbitrale a proposito del rigore. Anche Graziano Cesari si accoda, denunciando la svista di Fabbri e del Var Abisso. Per trovare qualche difetto alla Juve, insomma, Spalletti deve quasi impegnarsi.

Atalanta-Juventus, l’analisi di Spalletti

E l’autocritica del tecnico è lucida, condivisibile. “Sono stati più bravi di noi nei momenti determinanti. Quando si va a commentare un 3-0 è inutile andare a rincorrere le situazioni. Gli si fanno i complimenti alla squadra, a Palladino: l’Atalanta gioca un buon calcio ed è costruita bene. Gli si dice bravi e si va a casa”. Quanto ai limiti della Juve, per l’ex Ct sono stati soprattutto nelle “scelte determinanti quando la partita si è fatta vera. Ci sono momenti per le statistiche e momenti di partita vera, in questi momenti – l’osservazione di Spalletti – noi abbiamo preso tutte le decisioni sbagliate e loro le giuste”.

Juventus eliminata: troppi errori sotto porta

Per l’allenatore della Juventus “dobbiamo riconoscere i momenti determinanti ed essere più precisi. Se si fa la conta delle situazioni è tutto falsato. Non mi è piaciuto quando ci siamo sbaragliati per il campo nel finale. Siamo andati a giro per tentare di rimettere le cose a posto, senza avere la ricerca di andare a ritagliarsi qualcosa in uno spazio. Abbiamo perso ordine, ci siamo un po’ disuniti“. Gli errori in zona gol sono quelli più evidenti: “Quando sull’1-0 ti capitano quelle palle lì e non le sfrutti… Sei solo davanti al portiere e vai verso la bandierina, siamo due contro uno e ci si incasina. Si arriva lì e si tira fuori di un centimetro, si prende la traversa, il palo, si tira addosso al portiere. Non si riesce ad avere la lucidità di fare la scelta determinante“.

Rigore: ironia Spalletti e mea culpa Bremer

Ironico, infine, il commento sul rigore del vantaggio atalantino: “La tocca con la mano, è rigore. Ma a me interessano altre cose, il mio è un lavoro differente”. Diversa era stata la reazione in tempo reale, con tanto di risatina a indirizzo di Fabbri. Quanto al diretto interessato, Bremer, “dico che non era rigore ma l’arbitro l’ha fischiato e ha cambiato la partita. Spiace perché ci è successa la stessa cosa del Lecce, dominiamo ma non riusciamo a far gol e poi lo subiamo. Dobbiamo migliorare in questo”. Quindi il mea culpa del brasiliano: “Chiediamo scusa ai tifosi, sappiamo che una partita del genere non deve succedere. Dobbiamo ripartire subito”.

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