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Il valore diverso della finale degli Internazionali di Roma per Svitolina e Gauff, due mondi dalla parte opposta

Due stili e due tenniste a confronto: una finale a Roma che riflette lo stato delle cose, fuori e dentro il rettangolo di terra battuta

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

A Roma qualcosa si è interrotto, nulla è più prevedibile e anche la statistica fondata sui precedenti può insegnarci che le variabili indipendenti pesano più delle altre note. Se Elina Svitolina è di nuovo in finale a Roma otto anni dopo con la terza in carriera agli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico, nella tennista ucraina alberga una forza di convinzione in grado di superare anche l’avversaria più quotata. In semifinale la 31enne di Odessa, n.10 WTA e settima testa di serie ha superato in tre set Iga Swiatek, con il punteggio di 6-4, 2-6, 6-2, dopo oltre due ore e un quarto di lotta. Per lei si tratta della seconda Top10 battuta a Roma, a dimostrazione che su questa terra battuta si trova a suo agito, molto.

La finale per Elina Svitolina dopo l’impresa Swiatek

“È una sensazione incredibile ritrovarmi di nuovo in finale dopo tanti anni, ed è fantastico esserci riuscita in questo modo”, ha commentato a caldo Elina che contro Swiatek ha firmato la 27esima vittoria stagionale, evidenza che segna la volontà della tennista ucraina di risalire. Personaggio spesso al centro di gesti e dichiarazioni nette, dopo la guerra russo-ucraina ancora di più è una figura presente, centrale nel mantenere alto, inevitabilmente, il livello di attenzione sulla regione.

Svitolina si giocherà il titolo – per lei sarebbe il terzo a Roma – con la statunitense Coco Gauff, n.4 del ranking e 3 del seeding che ieri ha fatto la sua parte contro la rumena Sorana Cirstea, autentica rivelazione del torneo. L’americana dalla sua ha la freschezza e notevoli margini di miglioramento tecnici, nel dettaglio sul servizio e il gioco a rete.

Donna della sua generazione, ha denunciato apertamente di aver subito violenza verbale e razziale sui social da parte di quanti si celano dietro a una tastiera. Ha preso posizioni altrettanto esplicite e dirette anche sull’operato dell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

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I precedenti tra le due finaliste

Elina è in vantaggio per 3-2 nel bilancio dei confronti diretti con l’americana ed ha vinto gli ultimi due, il più recente in semifinale a Dubai lo scorso febbraio ma lo scontro su queta superficie è totalmente inedito. E Coco detiene il titolo, aspetto di no poco conto nell’economica dei punti in classifica.

Gauff più solida al servizio, arma in più

La statunitense non intende cedere nulla, consapevole dei miglioramenti al servizio – colpo che fa la differenza a studiare le statistiche anche sulla terra – come ha sottolineato la stessa Gauff a fine match.

“Credo che quello al servizio sia un miglioramento reale. Penso che sia la prima volta in carriera in cui mi sento davvero stabile con questo colpo. È stato un processo fatto di alti e bassi, ovviamente non voglio portarmi sfortuna, però credo che abbiamo trovato la ricetta per renderlo più consistente. Adesso il focus è capire come trasformarlo ancora di più in un’arma, come servire in maniera più intelligente”.

Incursione in classifica

L’incursione nella classifica live WTA risulta inevitabile, a questo punto, per comprendere la portata della questione Roma diventi o meno, prossimamente con le infrastruttura giusta a partire dal tetto, uno Slam. L’americana occupa attualmente la posizione numero 4 del ranking e, con i punti che deve scartare al Masters 1000, andrebbe incontro ad una situazione migliorativa anno su anno ma non a un vero scatto di posizione.

Insomma, massima cautela. Cresce ancora virtualmente e fino a questo momento Svitolina, tornata di prepotenza nella Top 10 per rimanerci: un concetto arrivato forte e chiaro da inizio stagione e rafforzato qui agli Internazionali. Per la tennista ucraina, così, sono +435 punti che la proiettano verso un posto al sole. Quello occupato dalla nostra Jasmine Paolini prima della battuta d’arresto subita e l’infortunio accusato a Roma.

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