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Fiorentina-Crystal Palace, l'illusione nasconde la crisi del calcio italiano: e adesso è allarme ranking

La rimonta non riesce ed è lo specchio di una situazione critica: stadi brutti, idee vecchie e prospettive fosche. Ora si rischia pure di perdere la quarta squadra in Champions.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

L’illusione è durata una quarantina di minuti, anche meno. Il tempo trascorso dal 2-1 di Ndour alla conclusione della partita che ha certificato la definitiva uscita di scena della Fiorentina dalla Conference League e più in generale del calcio italiano dall’Europa. La missione impossibile contro il Crystal Palace non è riuscita e l’eliminazione dei viola, che fa il paio con quella rimediata dal Bologna contro un’altra inglese, l’Aston Villa, fa calare una volta per tutte il sipario sulle italiane in campo internazionale. Il finale di stagione sarà malinconico, con le squadre di Serie A fuori dalle coppe e con la Nazionale azzurra fuori dal Mondiale.

Le italiane già tutte fuori dall’Europa e il peggio deve ancora venire

La speranza in una proibitiva rimonta s’è rivelata fatua, un’illusione capace di nascondere sotto il tappeto la polvere di un calcio italiano che francamente è ridotto proprio male. Basta vedere dove si è giocato il match tra i viola e i londinesi: in un Franchi ridotto a un cantiere, simbolo degli stadi brutti e obsoleti di una Serie A incapace di rinnovarsi. Che viaggia a ritmi lenti, perde tifosi e spettatori anno dopo anno, vale sempre meno in termini di appeal. Un calcio che attira ormai solo campioni sul viale del tramonto: gli altri ambiscono a sfondare nella Premier League o nella Liga. Servirebbero idee nuove, invece per la presidenza FIGC è corsa tra due dinosauri – Malagò e Abete – e per la panchina dell’Italia è sprint Conte-Allegri.

Fiorentina-Crystal Palace 2-1: non bastano Gudmundsson e Ndour

In questo contesto, il tentativo di ribaltone della Fiorentina – peraltro orfana di Kean, il nervosissimo attaccante coinvolto alla vigilia in un clamoroso alterco con l’influencer Pengwin – ha fatto quasi tenerezza. Dopo il 3-0 dell’andata, la formazione di Vanoli avrebbe dovuto vincere largamente per allungare il match ai supplementari: dopo 17′ era già sotto, quando Sarr ha fatto centro di testa su cross di Munoz. Mandragora s’è procurato un rigore – fallo di Canvot – che Gudmundsson ha trasformato, poi a inizio ripresa Ndour con un destraccio da fuori ha riacceso qualche speranza. Ma la “remuntada” s’è fermata qui, col Palace che ha attuato – beffa finale – un saggio catenaccio all’italiana, infarcito di perdite di tempo, per limitare i danni.

Allarme ranking per l’Italia: si rischia di perdere un posto Champions

Fiorentina e Bologna fuori, dunque, e a piangere è tutto il calcio italiano visto che adesso è allarme ranking. Altro che quinta squadra, che sarebbe arrivata in caso di migliore o secondo miglior ranking stagionale: l’Italia chiuderà l’anno in quinta posizione, forse addirittura sesta se la Francia – grazie soprattutto al Paris Saint-Germain, ma anche allo Strasburgo – riuscirà a completare il sorpasso in extremis. Oltre a Inghilterra, Spagna e Germania, il Portogallo è già davanti e va ricordato come solo ai primi quattro paesi, considerati i risultati in un quinquennio, siano garantite quattro squadre in Champions e sette posti complessivi in Europa. Nel 2030 l’Italia potrebbe retrocedere: bisogna fare in fretta a cambiare.

Questo il ranking stagionale UEFA:

  1. Inghilterra 26.569
  2. Spagna 21.406
  3. Germania 21.214
  4. Portogallo 20.100
  5. Italia 18.714
  6. Francia 17.535

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