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Follia Moutet: ad Amburgo perde uno scambio con Davidovich e si abbassa i pantaloncini. Pubblico indignato

Scena decisamente evitabile in Germania: il francese Corentin Moutet s'è tirato giù i calzoncini come gesto di frustrazione dopo aver perso un lungo scambio con lo spagnolo.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Succede di tutto nel mondo del tennis, anche assistere a gesti di disperazione per uno scambio non andato a buon fine che danno adito a un comportamento un tantino… osé. È quanto fatto da Corentin Moutet nel corso del match contro lo spagnolo Davidovich-Fokina, perso con un doppio 6-4 ma consegnato già agli annali per una delle reazioni più controverse e (forse) meno appropriate viste su un campo di gioco nel corso degli ultimi tempi. Perché quanto fatto da Moutet non può passare inosservato, né tantomeno essere bollato come gesto goliardico.

Lo scambio perso, il gesto non convenzionale, i fischi del pubblico

Nel primo set, sul punteggio di 3-2 per lo spagnolo, al servizio nel primo scambio del sesto gioco (aveva già operato un break), Moutet ha giocato con coraggio e grande resilienza uno scambio piuttosto spettacolare tra smorzate, pallonetti e risposte in controtempo.

Quando il più sembrava fatto, l’ennesimo recupero di Davidovich-Fokina ha mandato in tilt il francese, che una volta perso il 15 non ha trovato di meglio da fare che tirarsi giù i pantaloncini. È rimasto letteralmente in mutande: il pubblico sulle prime è rimasto stupito di un comportamento tanto anomalo, poi ha però fischiato il giocatore, ritenendo quello strip fuori luogo e offensivo del pubblico pudore.

Va da sé che Moutet, una volta tirati giù i pantaloncini, dopo un attimo di disperazione se li è tirati di nuovo su, ma le immagini hanno tradito nel suo sguardo un po’ di smarrimento, quasi come se avesse capito di aver superato il limite della decenza. Il giudice di sedia, da regolamento, lo ha punito con un punto di penalità, con lo spagnolo che anziché sul 15-0 s’è ritrovato a condurre il game per 30-0.

Moutet, un genio ribelle della racchetta (senza filtri)

Moutet è da sempre uno dei giocatori più indisciplinati del circuito, noto per le sue intemperanze e i suoi comportamenti talvolta un po’ al di sopra delle righe. Soprattutto è uno che dice sempre quello che pensa e che non si fa troppi problemi se c’è da bisticciare, anche sottorete.

Celebre lo scorso anno un dialogo piuttosto concitato con Pavel Kotov, ammirato nel corso del Challenger di Aix-en-Provence: i toni si surriscaldarono talmente tanto che Kotov avrebbe minacciato di “uccidere Moutet” se fosse sceso ancora a rete, rincarando poi la dose nel post partita con un tweet al veleno (“Prima o poi qualcuno ti ucciderà”). In quel caso però il francese polemizzò con l’ATP dicendo che l’organizzazione non faceva nulla per impedire a certi giocatori di dire determinante cose.

Gli appassionati però perdonano tutto a Moutet, considerato un vero e proprio genio ribelle della racchetta: mancino, con le rotazioni che tanto ricordano quelle di Marcelo Rios è una delle principali attrazioni quando ci sono partite sul rosso. Ad Amburgo però il suo percorso è durato lo spazio di una partita, a suo modo destinata però a passare la storia. Non sarà un fenomeno (anche se da Juniores prometteva bene), ma di talento extra ce n’è in abbondanza.

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