Continua a impressionare Joao Fonseca, che dopo la vittoria in rimonta al quinto contro Novak Djokovic ha battuto in quattro set Casper Ruud al termine di un match duro e giocato magistralmente dal brasiliano, bravo a mantenere sempre alta la concentrazione per approdare per la prima volta ai quarti di uno slam. Un match contraddistinto però anche da una pesante svista della giudice di sedia, che inevitabilmente riaprirà il dibattito sulla necessità di introdurre o meno la chiamata elettronica anche al Roland Garros, che contrariamente ai 1000 ATP e WTA si è sempre rifiutato di affidarsi a Howk-Eye.
- Fonseca batte Ruud
- Fonseca impressiona sotto lo sguardo di Kuerten, ora la sfida a Mensik
- L’assenza di tecnologia diventa un caso a Parigi
Fonseca batte Ruud
Ci si attendeva che dopo la maratona di cinque set contro Djokovic Fonseca potesse accusare un po’ di stanchezza, non solo fisica ma anche mentale. Contrariamente alle aspettative il giovane brasiliano contro Ruud non ha dato alcun segnale di fatica, impressionando anzi per la sua incredibile capacità di rimanere concentrato fino all’ultimo di una battaglia durata quasi quattro ore e durissima fin dall’inizio.
I primi due set infatti sono durati esattamente due ore e un quarto (praticamente quanto una partita intera), con Fonseca abile nel primo a piazzare la zampata decisiva nel dodicesimo game e nel secondo ad annullare ben tre set point al tie-break per aggiudicarsi un parziale spartiacque. Nel terzo, dopo essere stato l’unico a procurarsi una palla break, Joao accusa l’unico vero e proprio passaggio a vuoto dell’incontro cedendo la battuta nel dodicesimo e decisivo game. Arrivati al quarto set però Ruud cala il proprio rendimento, mentre Fonseca sembra trovare improvvisamente nuove energie che gli permettono di dilagare e strappare due volte il servizio al suo avversario per chiudere l’incontro sul risultato di 7-5 7-6 5-7 6-2.
Fonseca impressiona sotto lo sguardo di Kuerten, ora la sfida a Mensik
Una vittoria impressionante sotto gli occhi della leggenda del tennis brasiliano Guga Kuerten – vincitore del Roland Garros nel 1997, nel 2000 e nel 2001 – e che rende a questo punto Fonseca uno dei principali favoriti alla vittoria finale del torneo insieme all’altro classe 2006 Rafael Jodar e ad Alexander Zverev (i quali si sfideranno nel prossimo turno). Per poter sperare nel titolo prima però Joao dovrà superare l’ostacolo Jakub Mensik, che ha battuto Andrey Rublev al quinto col risultato di 6-3 7-6 4-6 2-6 6-3, nei quarti di finale in quello che sarà il loro secondo incontro in carriera dopo quello ai gironi delle Next Gen Finals del 2024 e che vide il brasiliano trionfare.
L’assenza di tecnologia diventa un caso a Parigi
Protagonista dell’intenso ottavo di finale insieme a Fonseca e Ruud è stata anche la giudice di sedia, tornata al Roland Garros ad avere un peso decisivo vista la decisione del torneo di non affidarsi alle chiamate elettroniche. Purtroppo però l’arbitra ha commesso un pesante errore in occasione del tie-break del secondo set, correggendo una chiamata della giudice di linea e giudicando dentro un dritto di Fonseca su set point di Ruud, almeno stando all’Hawk-Eye visibile in diretta tv il quale ha mostrato come in realtà il colpo del brasiliano fosse lungo di circa un centimetro. Un errore che ha sfavorito parecchio il norvegese e che avrebbe potuto magari anche cambiare le sorti dell’incontro, con Casper che avrebbe potuto ritrovarsi avanti di un set.
Inevitabili le accuse social al Roland Garros per l’assenza di tecnologia e le discussioni da parte degli appassionati sulla necessità di introdurla a partire dalla prossima edizione, anche se – come abbiamo visto nel corso degli altri tornei – le chiamate elettroniche certamente non cancellano le polemiche sulle chiamate.
