La fuga è già cominciata, ma non è quella desiderata. Perché la fuga in questione è quella dal prossimo Giro d’Italia: Jonas Vingegaard, favorito d’obbligo della corsa rosa, si ritrova praticamente con la concorrenza dimezzata prima ancora di attaccare il numero sulla schiena, soprattutto perché i forfait arrivati nelle ultime ore toccano corridori che il Giro lo avrebbero affrontato da capitani delle rispettive squadre, e dunque (sulla carta) tra i pochi che avrebbero potuto dare del filo da torcere al danese della Visma Lease a Bike.
- Almeida si arrende: "Mi serve riposare, annata da riprogrammare"
- Landa ko. dopo la caduta all'Itzulia. Carapaz è fuori forma
- Pellizzari è l'unico vero rivale di Vingegaard?
Almeida si arrende: “Mi serve riposare, annata da riprogrammare”
In assenza di Pogacar, la UAE Team Emirates XRG aveva affidato le chiavi della squadra a Joao Almeida. Ma s’era capito da tempo che il portoghese avrebbe avuto molte difficoltà a presentarsi al Giro in condizioni accettabili per provare a inserirsi nel discorso per la generale. “Purtroppo i problemi di salute degli ultimi mesi hanno influenzato troppo la mia preparazione e hanno fatto sì che non fossi pronto per il Giro”, ha spiegato in una nota apparsa sui propri profili.
“Dopo averne parlato con la squadra, abbiamo deciso che era meglio prenderci un periodo di riposo e riprogrammare la stagione su nuovi obiettivi, da individuare con la dovuta calma nelle prossime settimane. Ora è il momento di riposare e ricostruire lentamente le cose”.
Oltre a Pogacar, l’UAE non avrebbe portato al Giro nemmeno Isaac Del Toro, che proprio sulle strade della corsa rosa lo scorso anno si era rivelato al mondo del grande ciclismo, tanto da relegare lo stesso Almeida al ruolo prima di co-capitano e poi di gregario. Eppure il messicano (assente al Trittico delle Ardenne dopo la caduta all’Itzulia) potrebbe tornare clamorosamente in auge, a meno che la squadra emiratina non decida di procedere con Adam Yates e Jay Vine come co-capitani (ipotesi quest’ultima più probabile).
Landa ko. dopo la caduta all’Itzulia. Carapaz è fuori forma
A stretto giro di posta, un altro forfait ha funestato la marcia di avvicinamento al Giro: è quello di Mikel Landa, anche in questo caso abbastanza scontato, perché la caduta nella prima tappa del Giro dei Paesi Baschi (urtato da un’auto medica dell’organizzazione) che lo aveva costretto ad abbandonare la corsa in realtà gli ha presentato un conto molto più salato, con tanto di frattura pelvica riscontrata in sede di esami.
Landa già lo scorso anno ebbe vita cortissima al Giro, costretto al ritiro nella prima tappa in terra albanese dopo una brutta caduta (con annesse polemiche per le strade sconnesse).
E nelle prossime ore potrebbe arrivare anche la rinuncia di Richard Carapaz, vincitore della corsa rosa nel 2019 davanti a Nibali e Quintana (e terzo lo scorso anno dietro Simon Yates e Del Toro): le condizioni non al top dell’ecuadoregno sarebbero all’origine di una decisione che in casa EF Education EasyPost danno ormai per fatta.
Pellizzari è l’unico vero rivale di Vingegaard?
Chi resta allora tra i papabili candidati a rendere un po’ più dura la vita a Vingegaard? Per quanto detto dalle ultime corse, forse solo Giulio Pellizzari ha qualche velleità di poterlo impensierire nelle tappe di montagna. Ma il giovane marchigiano, fresco vincitore del Tour of the Alps, guarderebbe sicuramente di buon occhio già un piazzamento sul podio, o comunque in top 5. In casa Red Bull Bora Hansgrohe peraltro c’è anche Jai Hindley, vincitore nel 2022 ma mai più tornato a esprimersi su livelli eccelsi.
Enric Mas della Movistar, Felix Gall della Decathlon CMA CGM, Thymen Arensman ed Egan Bernal della Ineos Granadiers e Santiago Buitrago della Bahrain Victorious sono tutti legittimi candidati a giocarsi le prime posizioni, ma da qui a pensare che possano realmente battere Vingo ce ne passa. Con altri outsider “minori” (van Eetvelt, Storer e Ciccone, che andrà a caccia di qualche tappa) comunque destinati a ritagliarsi spazio, ma nulla più.
