La stagione comincia ufficialmente domani per Mattia Furlani. Il 2026 è un anno interlocutorio per il mondo dell’atletica, ci sono gli Europei di Birmingham in estate ma il focus va già sulla prossima stagione quando ci sarà il Mondiale e soprattutto sul 2028 quando ci saranno le Olimpiadi di Los Angeles con il saltatore azzurro che ha un sogno in più: la velocità.
La rivelazione di Furlani
L’idea dei 100 metri frulla nella testa di Mattia Furlani già da diverso tempo. Sin dalla fine dei Mondiali a Tokyo, l’azzurro aveva rivelato di voler provare a cimentarsi anche nella velocità. Un esperimento che sarebbe dovuto andare in scena già in questa stagione ma che il giovane saltatore azzurro ha rimandato, non però cancellato almeno stando a quanto dichiarato nel corso di un’intervista con la Gazzetta dello Sport: “Il progetto non è accantonato, devo solo trovare il momento giusto nel calendario. Ai Giochi del 2028 a Los Angeles, dove Carl Lewis nel 1984 fece quel che fece, potrei inseguire un posto in staffetta”.
Il precedente Jacobs e il rischio velocità
Mattia Furlani non ha mai fatto mistero di avere una grande ammirazione di Marcell Jacobs. Il campione olimpico di Tokyo dopo una carriera nel salto in lungo ha deciso di abbandonare definitivamente la disciplina per concentrarsi solo sui 100 metri, una scelta che ha decisamente pagato. Una decisione dettata anche dai continui infortuni che una disciplina come il lungo può presentare. I risultati di Marcell nel lungo non sono mai stati incredibili, 8,07 di primato indoor e 7,95 all’aperto. Ci sarebbe anche un 8,48 (che sarebbe valso il record italiano) fatto segnare nel giugno del 2016 ma a Bressanone una volata di vento di troppo non permette l’omologazione del suo tempo.
“La sua carriera è di ispirazione”, è tornato a dire Furlani parlando di Jacobs. Il reatino non ha mai voluto rivelare i tempi fatti registrare in allenamento nei 100 metri, il suo record personale ufficiale risale a 4 anni fa quando a Rieti fece segnare 10”64. Il passo tra lungo e velocità spesso può essere molto breve come insegna Carl Lewis ma porta con sé anche dei possibili rischi sotto il profilo degli infortuni. La sensazione però è che se Matteo continui a spingere in questa direzione è che ci possano essere degli elementi interessanti, difficilmente il campione del mondo del salto in lungo scenderebbe in pista per “partecipare” sui 100 metri. Dagli allenamenti il cronometro deve aver rivelato dati promettenti (che però rimangono assolutamente segreti), al punto anche da correre un rischio per aiutare una staffetta 4×100 dell’Italia che ha dimostrato segni di sofferenza nelle ultime uscite.
L’amicizia con Antonelli
Nel corso dell’intervista con la Gazzetta dello Sport non è mancato un passaggio anche su Kimi Antonelli, altro portabandiera di questa giovane Italia dello sport che continua a conquistare risultati di alto livello: “Kimi si conferma campione vero. Gli scrivo, mi risponde. Ha carisma, umiltà ed è fortissimo. I risultati parelono chiaro. Nella sua storia un po’ mi ci rivedo: anche la sua famiglia ha e ha avuto un ruolo importante. Solo che io al massimo mi posso scatenare con il simulatore”.
