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Gandini sta con Messina, Sardara lo attacca

Reazioni diverse alla lettera del coach dell'Olimpia, che caldeggia l'interruzione dell'Eurolega a causa della pandemia di Coronavirus.

03-11-2020 13:10

Gandini sta con Messina, Sardara lo attacca Fonte: Getty Images

La lettera inviata da Ettore Messina ai vertici del basket europeo, nella quale il coach di Milano ha invocato una restrizione della stagione nei prossimi quattro mesi e un’interruzione dell’Eurolega, ha provocato diverse reazioni.

Dopo il “messaggio” mandato dalla stessa Eurolega a prendere la parola è stato Umberto Gandini, presidente di Legabasket, che in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha sposato la tesi di Messina;

“La forza della lettera di Messina sta soprattutto nell’invito, a tutti i leader europei della nostra pallacanestro, a sedersi attorno a un tavolo, superando le differenze di vedute, per pianificare un progetto comune di cui mai come in questo momento abbiamo bisogno. Quella di Ettore è la proposta di chi sente l’esigenza di trovare soluzioni a una situazione complicata. Ripeto, come presidente di Lega ho l’obbligo di tutelare il campionato nazionale, ma non vivo su Marte e quindi, in un momento come questo, non posso essere legato a certezze granitiche”. 

“Ci sono punti fermi da rispettare, ma in casi eccezionali come questi la formula del torneo non può essere un dogma. Davanti a tale incertezza le parole più importanti sono flessibilità e dialogo. Per poter varare soluzioni condivise”.

Di parere opposto il presidente della Dinamo Sassari Stefano Sardara che, sempre dalle colonne de ‘La Gazzetta dello Sport’, ha criticato la visione di Messina: “Della lettera di Messina condivido l’idea di un tavolo comune tra tutte le anime del basket e il fatto che girare per l’Europa stia diventando sempre più complicato. Sul resto, sono molto perplesso, perché penso che prima di fare delle proposte dovremmo parlarne tra noi. Milano non comprende che all’interno del nostro mondo non tutti hanno le stesse possibilità dell’Olimpia. Per tradizione e possibilità economiche dovrebbero essere Milano a guidare il movimento, ma non lo sta facendo”.

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