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Gattuso: Non mi diverto a mettere Cutrone in panchina, ma...

L'allenatore rossonero dribbla il tema-Ibrahimovic e sprona Calhanoglu a far meglio

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Gattuso: Non mi diverto a mettere Cutrone in panchina, ma... Fonte: 123RF

Farà di testa sua. Anche se lo bombardano di consigli, anche se gli elencano tutti i pregi del mettere insieme Higuain e Cutrone. Gennaro Gattuso ascolta tutti ma decide lui. E per lui il Milan gioca meglio con un altro modulo, che consenta di poter sfruttare la forza degli esterni e gli inserimenti delle mezzeali. La P2, Pipita+Patrick si può anche, ma dipende, e comunque non dall’inizio e comunque non ora. Però ammette: “Mi mette in difficoltà con le scelte, non mi diverto a mettere in panchina Cutrone. Riesce sempre a buttarla dentro e cambia le partite con l’entusiasmo e il dinamismo. Deve essere orgoglioso della chiamata dell’Italia, è un dato di fatto che non sta bene perchè la caviglia gli fa male. Sono orgoglioso della sua convocazione”. Che non giocherà dall’inizio col Chievo però appare chiaro dalle parole successive: “Negli ultimi venti minuti le partite si cambiano, Patrick ha questa dote, quando entra può spaccare le partite in due, ha dentro questa caratteristiche. Ha giocato anche titolare dimostrando le sue caratteristiche, ma quando entra determina sempre”. E sul modulo chiarisce: “Non sono fissato col 4-3-3, ma quando leggo le partite metto un altro attaccante dentro, so fare anche altri moduli ma dobbiamo farlo bene”.

IBRA, GENNAIO E’ LONTANO – Inevitabile riparlare del tormentone Ibra: “Dovete parlare con Leonardo di Ibra. Non posso parlare di chi non fa parte della rosa. Lui è un leader e se non sei forte con lui mentalmente ti distrugge perchè vuole sempre vincere ed è esigente con i compagni. Non mi va di parlare perchè fa parte della mia squadra, poi se un giorno con la società parliamo di qualcosa vedremo. Al momento è aria fritta. Non posso perdere energie e pensare a cosa succederà a gennaio. Poi parleremo con la società di cosa si può fare a gennaio, ora è riduttivo parlarne”.

LEADER LONTANI E VICINI – A proposito di leader, Ringho riconosce che nello spogliatoio c’è l’apporto di Reina e Higuain, due leader veri: “Sono figure importanti, sono figure che esprimano qualità e professionalità. Sono un valore aggiunto. Quando vedi personaggi così bisogna fare copia/incolla, è quello che succedeva in passato a Milanello”. Il tecnico del Milan difende anche Calhanoglu: “Con la Roma ha fatto una grande prestazione, dopo ci sta che un calciatore abbia delle difficoltà. Deve andare alla ricerca della precisione, non è una questione fisica. Con Empoli e Atalanta non era veloce per imbucare i compagni. Pensa troppo e non deve farlo, ha dieci gol nei piedi, perchè è uno che butta giù le porte. Ha avuto occasioni per farlo e deve stare tranquillo, ha vissuto dei momenti difficili a livello familiare, ma sente l’affetto del gruppo”. Sul mancato inserimento di Bakayoko invece ritiene sia colpa sua: “Le responsabilità sono tutte mie, a livello tattico non gli sono entrato ancora in testa, dobbiamo essere bravi io e lo staff. Abbiamo il dovere di farlo migliorare, ha delle buone qualità e ci deve dare una grossa mano. La lingua? No, perché lo staff parla perfettamente la lingua, non lo sto mettendo in condizione di farlo esprimere al massimo”.

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