Avete mai provato a recuperare gli highlights (anche se all’epoca non si chiamavano così) delle partite delle ultime giornate di serie A negli anni 70 e 80? Dagli archivi di 90esimo minuto si possono ancora vedere: una pletora di 0-0 o di 1-0 con mille passaggi all’indietro al portiere, che poteva prenderla con le mani, e le squadre che raramente superavano la metà campo. La sintesi di queste gare, soprattutto quelle impegnate nella lotta salvezza, si riduceva a pochi secondi di gioco (?) e alla tradizionale invasione di campo finale. E’ proprio ricordando quelle gare che Daniele De Rossi si sfoga a due giornate dalla fine del campionato.
La promessa di De Rossi
Il suo Genoa è già salvo mentre il Milan domenica ha necessità assoluta dei tre punti ma De Rossi stoppa subito chi parla di motivazioni diverse: “Non dobbiamo riscattare la partita di andata. Io faccio solo il mio lavoro. Se all’ultima di campionato ci fosse pure Genoa-Roma la devo affrontare con la stessa voglia di vincere- Vengo da un calcio quando ero giovane dove le ultime partite sapevi come finivano, le tue e quelle delle altre e a me faceva schifo sia quando ero giovane e mi fa schifo tutt’ora. Dobbiamo fare una partita seria, è giusto così. Penso che il calcio italiano possa migliorare anche in base a questo atteggiamento ma devo dire che negli ultimi anni ci sono stati passi avanti in questo senso”.
Futuro incerto per De Rossi
Cosa accadrà a De Rossi dopo l’ultima giornata resta un punto interrogativo: “Non è oggettivo che tante squadre mi hanno cercato perché non è vero, non è poi che non parlo di futuro. Penso sia rispettoso per il Genoa però parlarne una volta e poi non continuare su questa cosa sempre. Non mi ha cercato nessuno, poi io devo imparare qualcosa volta a dirvi qualche bugia in più e fare zero a zero, forse questa è una cosa che se fosse successa non vi direi. La mia priorità è il Genoa“.
Il caos delle date
Inevitabile un riferimento al caos degli ultimi giorni sulla contemporaneità delle partite tra cui il derby Roma-Lazio: “Si prepara con un po’ di fastidio che, penso, è lo stesso delle altre squadre appese a questa decisione. Grazie a Dio succede solo una volta ogni tanto, dobbiamo accettarlo. Penso che per tutti gli organi sia stata una decisione difficile con tante pressione, non vogliono aggiungerne altri. Non sapevamo se dare un riposo in più o fare un allenamento in più. E’ stato un fastidio condiviso con i nostri avversarie e le altre squadre coinvolte”.
