Dal mare di Posillipo e la vista sul Vesuvio alle cime imbiancate delle Dolomiti il passo è stato relativamente breve. Di più: una “catapulta” nella quale Giada D’Antonio s’è ritrovata dalla testa ai piedi, consapevole che la vita gli ha chiesto di fare in fretta e di andare incontro a un destino che non poteva apparire tanto scontato. “Prima nei week-end andavo a Roccaraso, oggi mi sono trasferita in Trentino, nella val di Fiemme, a Predazzo, per inseguire il mio sogno”. Che poi è quello di una nazione intera, perché l’Italia dello sci (persa Lara Colturi) a qualche “santa” deve pure votarsi.
- Fiera delle sue origini: "Nessuno mi ha mai discriminato"
- Il mito Tomba, "cittadino" come lei: "Vonn, che esempio..."
- Dal talento al... lavoro: "Adesso si fa davvero sul serio"
- Il sogno olimpico, la voglia di andare avanti per gradi
Fiera delle sue origini: “Nessuno mi ha mai discriminato”
Diversa in tutto, Giada. Nella città d’origine scritta sulla carta d’identità, tanto per cominciare: Napoli non è la patria dello sci, eppure lei fa sembrare tutto normale. Di più: il papà è partenopeo, la mamma colombiana. Ergo, una così nel circo bianco rappresenta ben più di una prima assoluta. “Spero che la mia storia possa essere fonte d’ispirazione per molte altre ragazze”, ha confidato al CorSera.
“Molti dovrebbero ricredersi: anche una ragazza del Sud può diventare qualcuno nel mondo del circo bianco. Personalmente provo orgoglio e grande fierezza nel rappresentare la mia gente, anche se le difficoltà non mancheranno e già adesso i sacrifici sono enormi, dato che a 16 anni mi sono dovuta trasferire in montagna per inseguire il sogno di diventare una sciatrice professionista. La cosa che mi spaventa di più? Imparare a gestire le pressioni. Ma sin qui tutti mi stanno dando una grossa mano, senza pregiudizi”. Anche se quando parla qualcuno potrebbe faticare a capirla.
Il mito Tomba, “cittadino” come lei: “Vonn, che esempio…”
Fa parte di un copione non scritto: non sempre in montagna vanno forte quelli che ci sono nati. “A volte capita di parlare in dialetto, ma non me ne faccio un problema. E comunque c’è stato già chi mi ha preceduto in questa storia: Alberto Tomba è nato a Bologna, che non è una città di montagna… lui è da sempre un mio modello di riferimento tanto quanto lo sono oggi Vonn e Colturi.
Lindsey a 41 anni sta facendo così clamorose, e contro il parere di chi le diceva di non tornare. Lara scia sempre libera, nonostante in molti l’abbiano criticata per le scelte fatte in passato e la decisione di gareggiare per l’Albania. Abbiamo gareggiato in categorie diverse, ma quando la vedevo scendere cercavo sempre di rubarle qualche segreto. Il mio idolo però è Shiffrin: l’ho incontrata a Ushuaia, che emozione…”.
Dal talento al… lavoro: “Adesso si fa davvero sul serio”
La storia di Giada sorprende per semplicità e direzione. “Prima andavo a sciare nei week-end a Roccaraso, oggi è tutto cambiato perché mi alleno quotidianamente. Mettiamola così: prima seguivo il mio talento, adesso mi sto preparando per provare a entrare nel mondo dei grandi. So che non sarà facile, ma a piccoli passi spero di ritagliarmi un posto. E comunque io odio il freddo: questa cosa è bene ribadirla subito”.
A Semmering, dopo Natale, debutterà in Coppa dbel Mondo senza nemmeno essere passata per la Coppa Europa, limitandosi a gareggiare nel circuito NorAm dopo aver vinto le prime due gare FIS (la prima partendo col pettorale 82!). Di lei hanno colpito la capacità di essere performante su ogni terreno, tanto che è capitato di vederla rifilare anche 8 secondi alle avversarie. Dopotutto, mai un po’ di sana genuina “cazzimma” napoletana s’era vista su una pista da sci.
“Ma io cerco soltanto di essere me stessa. Ho 16 anni, cerco di vivere la vita in modo semplice. Come tutte le ragazze della mia età, ho le mie passioni: il ballo, la salsa, il rap americano contemporaneo… e poi mi piace da morire la parmigiana di melanzane. E certo, qui in Trentino senza gli aperitivi con le amiche non è la stessa cosa, così senza le passeggiate in via Toledo, però so che devo farlo. A scuola studio Finanza e Marketing, quindi non ho molto tempo per distrarmi”.
Il sogno olimpico, la voglia di andare avanti per gradi
Giada s’è lanciata verso orizzonti sconosciuti, accompagnata dalla mamma Sandra (papà Fabio è rimasto a Napoli: di mestiere fa il dentista) e dalla prospettiva di poter essere il nuovo faro dello sci azzurro. “Sono una ragazza precisa che vuol essere sempre impeccabile. Con me non esistono manche perfette: troverò sempre un difetto a una mia discesa. Sono abituata a fare tutto di testa mia, non guardo agli altri ma corro solo contro me stessa.
Adesso devo fare esperienza: vedere gente come Vonn e Brignone competitiva oltre i 35 anni mi spinge a credere di avere tanto tempo davanti, e non a caso in tanti parlano di me senza sapere che cosa provo. Ma non mi curo di ciò che dicono gli altri: mi volete vedere alle Olimpiadi a febbraio? Ci sono tante ragazze infortunate, è solo per questo che mi hanno promosso così presto. Andiamoci cauti, poi vedremo…”.
