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Giampaolo si gioca tutto nel derby, Maldini ricorda le sue stracittadine

Dopo due vittorie poco convincenti, il tecnico rossonero è a un bivio: la dirigenza chiede un gioco migliore e il coinvolgimento dei nuovi acquisti.

Il derby di Milano rappresenta un bivio per il tecnico rossonero Marco Giampaolo: la sua squadra, pur vincendo due partite su tre, soffre una carenza di gioco che ha allarmato la dirigenza rossonera proprio in vista della stracittadina in programma sabato sera alle 20.45. Proprio per evitare il ripetersi di situazioni che alla lunga possano diventare penalizzanti, il dirigente rossonero Zvonimir Boban ha voluto incontrare l'allenatore per discutere su tre questioni principali: il gioco non convincente, il ruolo di Paquetà e il coinvolgimento dei nuovi acquisti.

La discussione su Paquetà non è stata casuale: negli ultimi giorni, infatti, lo stesso Giampaolo aveva dichiarato: "È un po' disordinato. Devo farlo diventare un giocatore completo. Capirà quando è il momento di essere più concreto e quando prendersi libertà. Per me il trequartista deve essere un attaccante, lui può diventare una grande mezzala, dev'essere un po' meno brasiliano e più ordinato tatticamente".

Parole che non erano sfuggite al fantasista, dichiaratosi sui social "orgoglioso di essere brasiliano" proprio in risposta alle critiche di Giampaolo. Una polemica che la dirigenza del Milan, quindi, tiene molto a far rientrare in vista di un appuntamento importante come quello del derby.

Per quanto riguarda i nuovi acquisti, i dubbi della dirigenza riguardano lo scarso impiego di giocatori sui quali il club ha investito molto in estate: solo Bennacer è partito titolare in una delle tre partite di campionato, per Rebic e Leao ci sono stati spezzoni di gara mentre Duarte non è ancora sceso in campo. Anche Theo Hernandez dovrà essere considerato al rientro dall'infortunio.

Il derby di sabato, comunque, non è solo un occasione di confronto tra la dirigenza e lo staff tecnico, ma anche la possibilità, per un campione del recente passato come Paolo Maldini, di ricordare le stracittadine di cui egli stesso è stato protagonista: "Ne ho giocate tante, sono state tutte un po' diverse – ha dichiarato il direttore tecnico rossonero in un'intervista pubblicata sull'app ufficiale del Milan -. Le prime forse giocate non al 100%, perche' la tensione, a 16, 17 e 18 anni, è difficile da gestire. Comunque più difficile rispetto a quelle che ho giocato a 35 o 36 anni".

"E' sempre una grande emozione, ma devo dire che l'importanza di questo derby non è superiore all'importanza di vincere qualcosa nella stagione – ha poi aggiunto l'ex capitano rossonero -. In altre città il derby è ancora più importante perché le due squadre non sono mai arrivate a obiettivi ancora più alti rispetto a una partita singola".

"Forse quelli piu' emozionanti in assoluto sono stati quelli di Champions League: vincere una semifinale giocata in sei giorni, tra andata e ritorno, qualificarsi per la finale e poi vincere la coppa. Alla fine è il risultato che conta, e probabilmente sono stati quelli i più intensi" ha poi concluso parlando dei derby che più gli sono rimasti nel cuore.

SPORTAL.IT | 19-09-2019 16:36

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