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Gino Paoli è morto, 90 anni d'amore per il Genoa e Coppi e quella filosofia sulla Samp che non fu compresa

Il cantatutore genovese, noto per i suoi capolavori che hanno segnato un'epoca, si è spento a 91 anni: il calcio, il ciclismo e lo sport nella sua esistenza

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

Personaggio sui generis, capace di scrivere versi dedicati allo sport di fatica per definizione, l’amato ciclismo ispirato da Fausto Coppi, dichiararsi genoano ma poi celebrare la Samp. L’artista era ricco di migliaia di sfaccettature che evitavano le definizioni, le semplificazioni. E a tentare di chiuderlo in qualche parola, ecco che subentrava subito l’opposto. Gino Paoli è morto oggi, 24 marzo, a 91 anni sofferente dopo aver perso il figlio Giovanni e Ornella Vanoni, pieno ancora di voglia di vivere. e forse di scrivere.

L’amore per il Genoa di Paoli

Paoli è stato un noto tifoso del Genoa, pur essendo nato a Monfalcone si sentiva a casa solo a Genova e anche l’amore e passione calcistica lo testimoniavano. La sua fede era il Grifone, pur mantenendo una visione sportiva aperta che lo porta a gioire anche per i successi dell’altra squadra cittadina, la Sampdoria. Ma non deve stupirci, anzi. Tutto torna anche in questo dualismo.

In un’intervista a Primocanale disse: “Io ho sempre sostenuto un paradosso quello che a Genova ci vorrebbe una squadra sola perché così tutti i genovesi andrebbero d’accordo. Invece quella tra Genoa e Sampdoria è una storia che andrà avanti così per sempre, è una saga paesana. Personalmente io sono contento quando la Samp vince perché è una squadra di Genova, ma lo sono ancora di più quando vince il Genoa perché io sono genoano. La cosa più importante è essere contenti per quello che fa Genova”.

Una filosofia non sempre apprezzata dai tifosi più puristi che, nel corso degli anni, hanno contestato questa lettura dell’ambivalenza calcistica della città e del sostegno a entrambe le squadre.

Il tributo del Genoa

Non ci è voluto tanto, però, perché il Genoa ricordasse Gino Paoli. Dai suoi account ufficiali, la società ha dato il proprio tributo al cantautore e al tifoso, cercando di sancire un legame struggente, romantico. Ecco quanto pubblicato dal loro account:

“𝑭𝒊𝒏𝒊𝒕𝒐 𝒊𝒍 𝒕𝒆𝒎𝒑𝒐 𝒅𝒊 𝒄𝒂𝒏𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆.

Ciao Gino ❤️”

La canzone per Coppi

Sulla sua passione per il ciclismo si era espresso a modo suo, con una canzone la sua genesi è assai celebre. Paoli ha dedicato al campionissimo, che amava allenarsi e soggiornare a Varazze, la celebre “Coppi”, pubblicata nel 1988 nell’album L’ufficio delle cose perdute.

Il brano descrive Fausto Coppi come un eroe sportivo, ma uomo del suo tempo. Un “omino con le ruote” dalla grande umanità, nato per la bicicletta e capace di solitudine, mito nato dai racconti e dalle immagini dell’infanzia del cantautore che visse l’epoca delle grandi vittorie, la rivalità con Gino Bartali, la Dama Bianca e il cambiamento sociale e culturale in atto in quell’Italia.

Passione motori

Un Paese denso di contraddizioni, istanze nuove e che Coppi seppe rappresentare con ogni sua contraddizione. Proprio come Paoli, per via della sua scrittura vibrante e ardita, che proiettava nella musica, negli amori e nello sport che amò molto. Anche per i motori aveva interesse, ma non si dilettò mai davvero rimanendo un appassionato di grandi ambizioni e una certa spregiudicatezza.

Gino Paoli è morto, 90 anni d'amore per il Genoa e Coppi e quella filosofia sulla Samp che non fu compresa ANSA

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