Il mattino ha l’oro in bocca, ma a quanto pare pure l’argento e il bronzo. Perché il podio della prova in linea femminile ai Giochi del Mediterraneo s’è colorato tutto di un azzurro intenso: vince Rachele Barbieri davanti a Martina Fidanza e Barbara Guarischi, perfette nell’interpretare nel modo tatticamente migliore possibile un percorso non così selettivo, dove l’unica soluzione possibile era cercare di non sbagliare le mosse in volata. E l’Italia, se possibile, ha rasentato la perfezione.
- Cecchini, regista perfetta: la volata finalizza il lavoro
- Dati, volata imperiale su Antunes. Bronzo Iacomoni
Cecchini, regista perfetta: la volata finalizza il lavoro
Il lavoro della squadra guidata dalla coppia di commissari tecnici composta da Marco Villa e Roberto Amadio è stato semplicemente perfetto. L’unico rammarico è che non c’erano medaglie a sufficienza per premiare anche la quarta italiana in gara, vale a dire Elena Cecchini, che pure ha svolto un lavoro prezioso come regista del quartetto italiano, riuscendo a chiudere sui sporadici tentativi di allungo delle avversarie e tenendo sempre la corsa controllata.
Una gestione fin troppo agevole per una nazionale che si sapeva essere quella più forte, anche se sapendo di arrivare in volata il pericolo di vedersi beffare da qualche rivale era più che mai concreto. Alla fine però, quando si è decisa la corsa sul lungomare di Taranto, tutte le azzurre hanno fatto debitamente il loro: Fidanza ha lanciato per prima lo sprint, mettendosi di fatto al servizio di Barbieri, che con uno spunto irresistibile ha saputo rimontare la compagna e andare a festeggiare a braccia alzate.
Fidanza ha comunque resistito al ritorno di Guarischi, che è partita forse un attimo tardi, ma che è stata comunque capace di cogliere il bronzo senza particolari difficoltà davanti alla slovena Nika Bobnar e alla greca Argiro Milaki. Per l’Italia è la terza affermazione consecutiva nella prova in linea femminile ai Giochi del Mediterraneo: nel 2018 a Tarragona vinse Elisa Longo Borghini, nel 2022 a Orano (Algeria) fu Barbara Guarischi a conquistare medaglia d’oro.
Dati, volata imperiale su Antunes. Bronzo Iacomoni
A completare la festa di giornata c’ha pensato Tommaso Dati: il capitano azzurro ha conquistato l’oro battendo in volata il temibile portoghese Antunes, che aveva già conquistato l’oro nella cronometro di sabato scorso (dove Mirco Maestri e Luca Giaimi avevano chiuso appena fuori dalla zona medaglie).
La tattica azzurra anche nella gara maschile ha funzionato alla perfezione: nel finale un terzetto composto da Dati, Antunes e Federico Iacomoni ha preso il largo e ha praticamente monopolizzato i tre gradini sul podio, di fatto assegnati con largo anticipo. Restava solo da capire l’ordine di arrivo: Iacomoni negli ultimi tre chilometri ha tirato e lavorato per il compagno di nazionale, che ai -250 metri ha saltato di ruota Antunes e ha avuto il tempo anche di voltarsi e alzare le braccia al cielo. Cinque medaglie su sei parlano italiano: una giornata campale.
Il bilancio delle 4 gare del ciclismo è dunque più che favorevole all’Italia, che oltre a 5 medaglie ha raccolto due quarti posti, incluso quello di una generosissima Elena Cecchini nella cronometro femminile, a due soli secondi dalla slovena Bobnar, terza classificata dietro la francese Muller e la spagnola Alonso Dominguez.
