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Giovanelli: "Ho portato l’Italia al Sei Nazioni, ora bisogna vincerlo"

"L’Italia si è seduta sulla sua partecipazione, non ci mettiamo in discussione e non ci rendiamo conto che stiamo mancando della parola data".

Massimo Giovanelli ha fatto il punto sulla situazione sul rugby italiano ai microfoni di Virgilio Sport: “La nostra Nazionale è in pieno rinnovamento ma il vero tema è quello di un movimento che da 20 anni non sta portando ai risultati che dovrebbe avere”.

“Ai miei tempi – ricorda lo storico capitano degli Azzurri – c’era molta passione e sentivamo una grande responsabilità, c’era un obiettivo da raggiungere ed è stata una corsa contro il tempo per strappare un posto al Sei Nazioni. Mi aspettavo che, dopo 10 anni per posizionarsi a metà classifica, dopo 20 saremmo riusciti a vincere. Purtroppo oggi siamo quattordicesimi nel ranking mondiale, mentre allora eravamo tra il nono e il decimo posto”.

“L’Italia si è seduta sulla sua partecipazione, non ci mettiamo in discussione e non ci rendiamo conto che stiamo mancando della parola data. Ci hanno fatto entrare sapendo che non eravamo pronti ma con gli investimenti e 50 milioni di abitanti i numeri erano dalla nostra parte. Il sistema si è inaridito. Arriverà un altro ‘cucchiaio di legno’ o no? E’ dura…”.

“Saremmo dovuti essere competitivi già ‘ieri’. Nel rugby ora c’è una politica aggressiva, all’Est stanno investendo tanto e io ho paura che se un giorno la Russia deciderà di farsi avanti sarà difficile per noi senza risultati sostenere questo diritto eterno di partecipazione al Sei Nazioni”, aggiunge Giovanelli, a margine del talk show sportivo-teatrale ‘Il re è nudo’ organizzato da Raffaele Geminiani per il Municipio 7 di Milano.

Capitolo Parisse: £E’ un grandissimo rugbista ma fatica a incastrarsi nel gioco della squadra. Non perderà mai il pallone con il suo strapotere fisico ma ha difficoltà nei passaggi”.

Chiosa ancora sul movimento italiano: “Non siamo pronti per ospitare un mondiale, siamo tornati al rugby dei villaggi e le grandi città sono completamente assenti dal campionato. Bisogna riconquistarle, l’obiettivo dev’essere quello di diventare il secondo sport dopo il calcio, come in Francia. Le franchigie sono due satelliti completamente avulsi dal sistema e drenano risorse economiche importanti per arrivare poi ultima e penultima. Se avessimo investito quei soldi nei campionato oggi avremmo giocatori, allenatori e dirigenti di qualità”.

SPORTAL.IT | 17-12-2017 08:35

Giovanelli: "Ho portato l’Italia al Sei Nazioni, ora bisogna vincerlo" Fonte: ANSA

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