Quindicesima tappa del Giro d’Italia contraddistinta da vibranti polemiche in seguito alla vittoria di Fredrik Lavik, che l’ha spuntata tra i quattro fuggitivi mai raggiunti dal gruppo. Una vittoria secondo molti altri corridori però facilitata dalla scia delle moto, che hanno permesso al gruppetto di fuga di tenere velocità elevate e non venire ripresi. Non convince nemmeno la decisione di neutralizzare gli ultimi 16km per motivi di sicurezza, una scelta che ha fatto infuriare in diretta Riccardo Magrini.
- Quante polemiche sulla vittoria di Lavik
- Le lacrime di Mirko Maestri
- Magrini furioso per la neutralizzazione a 16km
- Squalificato Zanoncello per una testata
Quante polemiche sulla vittoria di Lavik
Quindicesima tappa beffarda per i velocisti, che non sono riusciti a ricucire il distacco che li separava dal gruppetto dei quattro corridori in fuga che alla fine ha visto trionfare Lavik. Il mancato aggancio del gruppo secondo molti sarebbe però dovuto anche alla scia delle moto e delle macchine che si trovavano davanti e che hanno permesso al corridore dell’Uno-X Mobility di mantenere una velocità altissima.
Un dettaglio che ha fatto subito scatenare una bufera sull’organizzazione al termine della tappa, con Elmar Reinders di Unibet Rose Rockets, molto polemico ai microfoni di Eurosport: “Difficile dire cos’è successo. Non c’erano chance di rientrare. Com’è stato possibile? Credo che tutti abbiano la spiegazione, ma è difficile da dire in televisione…avevano una buona moto davanti”. Pensiero condiviso anche da Tim Torn Teutenberg di Lidl-Trek: “Se volevamo dare un brutto esempio dal punto dell’organizzazione con le moto e le macchine oggi è andata così. Siamo andati quasi sempre oltre i 50 km/h. Impossibile, le squadre hanno speso anche tre, quattro o cinque corridori, ma non siamo mai riusciti a recuperare, mi sembra qualcosa di impossibile”.
Non si è voluto invece esporre più di tanto il suo compagno Jonhathan Milan, all’ennesima beffa di questo giro, che comunque ha lasciato intendere di essere rimasto sorpreso dalla velocità del gruppo di fuga: “Cosa devo dire, la squadra ha fatto un super lavoro. Era abbastanza incredibile la velocità a cui andavano. È stato impossibile chiudere il gap, tutti della squadra abbiamo collaborato bene e cercato di chiudere sulla fuga”.
Le lacrime di Mirko Maestri
Nel gruppo di fuga era presente anche Mirko Maestri, che ha visto svanire la vittoria proprio nel finale. Una conclusione di tappa difficile da digerire per l’azzurro, scoppiato in lacrime durante l’intervista a Eurosport: “Bais mi ha praticamente messo in condizione di vincere forse ho aspettato un po’ troppo per partire, è l’unico rammarico che ho. Ce l’abbiamo messa tutta, mi sono portato tutta la squadra e gli sponsor sulle spalle e…(scoppia in lacrime, ndr). Oggi ho avuto un grande compagno di squadra e sento di aver fallito: quando lavorano così per te e non raggiungo l’obiettivo è pesante”.
Magrini furioso per la neutralizzazione a 16km
Le polemiche non hanno riguardato però solamente la vittoria di Lavik, ma anche la scelta – presa dopo che Vingegaard si era lamentato chiedendo di anticipare l’interruzione – degli organizzatori di neutralizzare gli ultimi 16km della tappa per motivi di sicurezza dopo che inizialmente si era scelto di non far valere solamente gli ultimi 5km. Una decisione che ha scatenato l’ira di Magrini, che non si è trattenuto durante la telecronaca su Eurosport:
“Va bene tutto, se c’è la pioggia sono d’accordo, il pavé ci sta, ma dai oggi, anche per rispetto al pubblico che c’è oggi mi sembra veramente una s*******a. Loro possono avere tutti i motivi che vogliono, ma oggi non ci sono i motivi per fare questo. Proprio per rispetto nei confronti della gente che è venuta a vedere il passaggio dei corridori, perché non va bene. 3km va bene, 5km ok, fallo prima della mezza deviazione, pero dai. Così non va bene. Il problema è che si staccano, è quello che è brutto”.
Squalificato Zanoncello per una testata
Come se non bastasse, oltre a tutte le polemiche di giornata c’è stato anche il terribile gesto di cui si è reso protagonista durante la volata di una testata a Donaldson. Un gesto che non poteva rimanere impunito e che è costato al corridore de La Bardiani la squalifica dal Giro d’Italia e una multa da 500 franchi svizzeri, oltre a un -13 in classifica che peserà anche sulla squadra, che non farà ricorso.
