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Giro d’Italia, Vingegaard e Kuss: la Visma avverte Pogacar. Doppia beffa per Ciccone, prima litiga poi sbaglia tutto

Ad Alleghe vince lo statunitense della Visma con Vingegaard che controlla i suoi avversari. Ciccone criticato per la tattica di gara, lascia Gee da solo e non riesce a vincere la tappa

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

La Visma allunga il suo dominio sul Giro d’Italia. In maglia rosa c’è comodamente Jonas Vingegaard che nella tappa regina della corsa rosa si è limitato a controllare i suoi avversarie. Ma la squadra in giallo dimostra di avere tante frecce al proprio arco con Sepp Kuss che conquista una bellissima vittoria di tappa e Piganzoli che prova a strappare la maglia bianca di miglior giovane a Eulalio. Una dimostrazione di forza anche in vista del Tour de France e un avvertimento a Pogacar. Dopo una tappa così ricca di spunti non possono mancare le polemiche. L’Italia è ancora una volta protagonista con Ciccone, Pellizzari e Caruso ma non porta a casa il successo sperato.

Ciccone, Gee e la doppia lite con Rubio

La tappa regina del Giro non ha disatteso le aspettative, gran bagarre lungo tutto il percorso che ha visto coinvolti sia gli attaccanti di giornata che gli uomini di classifica. Tappa movimenta e anche nervosa e quando si parla di nervosismo sembra esserci sempre spazio per Giulio Ciccone. A dare per primo in escandescenze è però Rubio, il corridore della Movistar è sicuro di assicurarsi il traguardo Red Bull e quando viene scavalcato da Derek Gee e da Storer ci rimane malissimo. I due lo hanno però beffato per assicurarsi gli abbuoni in classifica ma il colombiano non vuole sentire ragioni. E si vendica sul successivo Gran Premio della Montagna quando sorprende Ciccone e si prende il primo posto. Stavolta è l’abruzzese a non prenderla bene e scatta via in discesa, lanciandosi nell’azione che sembra quella vincente ma che alla fine non paga i dividendi sperati.

Dopo la tappa le scintille sono continuate ai microfoni con Ciccone che ha attaccato Rubio senza mezzi termini: “Rubio non ha avuto rispetto. Si è arrabbiato con me per l’abbuono del chilometro Red Bull ma non c’entravo nulla, riguardava gli uomini di classifica. Sul GPM ho sbagliato io ma Rubio ha fatto una mossa da piccolo corridore”.

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Lidl: la gestione della gara è da rivedere

La Lidl sta provando in tutti a centrare qualcosa di importante in questo Giro d’Italia ma tutti i tentativi di provare a conquistare una vittoria di tappa con Jonathan Milan e con Giulio Ciccone fino a questo momento si sono dimostrati completamente fallimentari. L’unica cosa che sta riuscendo è la “tattica della formichina” di Derek Gee con il canadese che dopo una partenza ad handicap è riuscito a risalire posizioni in classifica generale e dopo il secondo posto nella tappa di Alleghe è ora in quinta posizione con un vantaggio che diventa importante rispetto agli inseguitori. A finire nel mirino della critica è però il comportamento di Ciccone che ha deciso, per un colpo di testa, di abbandonare la fuga con il suo capitano per cercare gloria personale. Forse con il suo aiuto in discesa la fuga avrebbe potuto mantenere più alto il vantaggio nei confronti del gruppo maglia rosa e avrebbe dato al canadese anche la possibilità di provare a scalzare l’olandese Arensman apparso in grande difficoltà nell’ultima ascesa. La parziale consolazione per l’abruzzese è che ha messo le mani sulla maglia azzurra riservata al miglior scalatore e domani dovrà solo difenderla da un improbabile attacco di Vingegaard.

Pellizzari ritrovato, Piganzoli punta la bianca

Qualche buona notizia per l’Italia arriva dai giovani. E’ stato un Giro molto complicato per Giulio Pellizzari, partito con l’aspettativa di salire sul podio prima di naufragare tra virus e una condizione non perfetta. Il talento c’è, ora bisogna mettere a punto la tenuta sulle tre settimane che in un grande Giro tende a essere importante. Ad Alleghe ha dato la sensazione di poter puntare alla vittoria prima di mettersi al servizio del compagno di squadra Jay Hindley, un’iniezione di fiducia dopo due settimane complicate. E continua a offrire buone prestazioni anche Davide Piganzoli che sembra diventato l’uomo di fiducia di Vingegaard, anche nella tappa regina arriva insieme ai migliori e recupera oltre un minuto su Eulalio, la maglia bianca di miglior giovane non è un miraggio.

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