Virgilio Sport

Giro d’Italia, Milan e Lidl-Trek: incubo Bulgaria. Stuyven polemico con la direzione gara: “Come un cane spaventato”

Il velocista italiano fallisce anche la seconda chance di conquistare una vittoria. Magnier lo beffa per la seconda volta, e la Lidl-Trek finisce nel mirino. Accuse alla direzione dopo la caduta nella seconda tappa.

Pubblicato:

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Ultima giornata in Bulgaria per il Giro d’Italia. La corsa rosa torna nel Belpaese con un trasferimento e soprattutto con una giornata di riposo per provare a recuperare dopo le prime fatiche ma anche per provare a fare i conti con le prime delusioni come nel caso di Jonathan Milan. Ma non mancano neanche le polemiche dopo la rovinosa caduta della seconda tappa.

Milan deludente la Lidl-Trek di più

La terza tappa del Giro d’Italia va in archivio con la seconda volata vincente di Magnier. Il corridore francese, che indossa la maglia ciclamino, dimostra di essere lo sprinter più in forma in questo momento. A differenza della prima frazione che gli ha messo sulle spalle anche la maglia rosa, a Sofia deve lottare fino all’ultimo centimetro per avere la meglio. A masticare amaro è Jonathan Milan che commette l’errore di partire con un leggerissimo anticipo ed è anche sfortunato perché negli ultimi 100 metri rischia anche di scivolare sui ciottoli presenti al posto dell’asfalto. Un secondo posto che brucia.

Il velocista azzurro sperava di mettere addosso la prima rosa della sua carriera in Bulgaria, invece torna in Italia con un carico di delusioni. Ma le colpe vanno divise anche con il resto della sua squadra. La Lidl-Trek ancora una volta è sembrata impreparata, grande lavoro in fase preparatoria per poi evaporare nell’ultimo chilometro con Milan costretto a cercare la ruota giusta per lanciare la sua volata.

Giro d’Italia: tutte le emozioni della terza tappa

Il Giro perde pezzi: via Vine, Soler e Yates

La pioggia che complica i piani, una discesa con un asfalto decisamente pericoloso e per tanti il Giro d’Italia 2026 si è già concluso. In un tratto di discesa della seconda tappa, quella con arrivo a Plovdiv, una caduta a 70 km/h ha spaccato a metà il gruppo ma soprattutto ha messo fine elle ambizioni di tanti corridori. A pagarne il prezzo più alto è stata la UAE che in un solo colpo ha perso il suo capitano Adam Yates (che ha rinunciato alla partenza questa mattina) allo scalatore Jay Vine e a un altro gregario di grande livello come Marco Soler. E’ finita anche la corsa del colombiano Santiago Buitrago e dell’italiano Andrea Vendrame, ancora loro coinvolti nell’incidente di ieri con l’azzurro che ha riportato la frattura di tre processi traversi della colonna lombare.

Giro d’Italia: la quarta frazione, tutto quello che c’è da sapere

L’attacco di Stuyven

Subito dopo la caduta, la direzione gara è stata costretta a neutralizzare la seconda tappa per qualche chilometro, il tempo necessario perché arrivassero le ambulanze nella zona in cui era avvenuto l’incidente. La corsa è ripresa solo dopo qualche chilometro ma evidentemente nel gruppo non tutti erano d’accordo sulle scelte prese da Marco Velo. In particolare arriva un duro attacco da parte di Jasper Stuyven della Soudal: “Non c’erano più ambulanze ma dovevamo affrontare un’altra discesa potenzialmente pericolosa. Dopo la caduta abbiamo chiuso la neutralizzazione dei tempi per la generale in modo che i più coraggiosi potessero lottare per la vittoria di tappa ma senza prendere inutili rischi in discesa. Il direttore di gara (Marco Velo, ndr) ha detto che stavano valutando la possibilità ma subito dopo ha tirato fuori la testa come un cane spaventato e sventolando la bandiera ha gridato corsa”.

Leggi anche:

Lenergy

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

So. Co. Ecologica

Caricamento contenuti...