E meno male che c’è Pippo. Che di cronometro ne sbaglia veramente poche, figurarsi quelle che sembrano voler riportare indietro le lancette di una trentina d’anni. Perché la Viareggio-Massa, con i suoi 42 chilometri tutti al vento lungo il litorale tirrenico (quasi come una maratona… ma in bici, non a piedi), era una tappa troppo perfetta per poterla lasciare lì e non curarsene. Ganna alla fine l’ha dominata da cima a fondo, ribadendo di essere ben più di un semplice specialista. Se poi si volessero cercare altri vincitori tra gli “umani” di giornata, non servirebbe fare neppure tanta strada, perché sempre in casa Netcompany Ineos si dovrebbe andare a scrutare.
- Vingegaard stravolto ma felice: "Una crono terribile per me..."
- Eulalio sempre in rosa, Ganna sempre più veloce
- Arensman scavalca Gall, Pellizzari si difende come può
Vingegaard stravolto ma felice: “Una crono terribile per me…”
È la prima vittoria di Ganna nella nuova veste grafica del team britannico, che grazie ai soldi del munifico nuovo sponsor danese s’è detta pronta a tornare a essere imperante come lo fu nel decennio passato. E da qualche parte si doveva pur ripartire, appunto dalla crono in terra di toscana, quella che ha aperto la seconda settimana di un Giro che continua a regalare sorprese e prestazioni (forse) al di sotto delle aspettative da parte di chi dovrebbe avere gioco facile.
È il caso di Jonas Vingegaard, che tutti credevano potesse indossare finalmente la maglia rosa, ma che invece domani ripartirà con addosso sempre quella azzurra di leader della classifica della montagna. “È stata una cronometro terribile, tutta piatta e senza un attimo di pausa, lunga come poche altre di così lunghe ne ho viste in tutta la mia vita.
Chiaramente su un terreno così piatto non sono riuscito a far valere le mie qualità, ma alla fine posso dire di essermela cavata anche bene. Penso altresì di essere in una buona posizione di classifica, pensando a quello che ha detto questa prima metà di Giro. Mi sarebbe piaciuto prendere la maglia rosa, ma conterà averla sulle spalle a fine mese, adesso non è necessario”.
Eulalio sempre in rosa, Ganna sempre più veloce
Insomma, tutti aspettavano il cambio della guardia, e invece Afonso Eulalio è ancora (sorprendentemente) il leader della classifica generale, seppur ormai accreditato di soli 27 secondi di vantaggio sul danese. E il primo a essere sorpreso della cosa è proprio il lusitano: “Ci speravo, ma se dicessi che credevo di poter tenere la maglia prima di partire mentirei a me stesso. Insomma, non ero molto fiducioso, invece ho tirato fuori una prova notevole e sono felice di poter proseguire la corsa in maglia rosa. Me la godrò tutto il tempo che continuerò a tenerla, senza star lì a fare alcun tipo di calcolo”.
Il sorriso di Eulalio è (se possibile) ancora più largo di quello mostrato da Ganna, che sapeva di essere il favorito (anzi, il “condannato” alla vittoria) e che alla fine ha tenuto fede alle attese. “Abbiamo fatto un gran lavoro di squadra, perché anche Arensman è andato forte e questo ci infonde fiducia per le prossime tappe”, ha spiegato il verbanese a fine giornata.
“La crono è stata intensa, lunga e per questo difficile da gestire a livello mentale. Avevamo anche qualche altro asso nella manica a livello di posizione sulla sella, ma c’è stato poco tempo per fare dei test e allora vediamo se riusciremo a riprovarci verso l’ultima parte di stagione, provando a limare ancora qualche secondo. Adesso sono più sereno, ma vorrei puntare ad altre tappe: quella di Verbania di venerdì sarebbe perfetta…”. Intanto è a quota 7 crono vinte al Giro, come Merckx, con il record di percorrenza per una cronometro in un grande giro sopra i 40 chilometri (54,921 km/h).
Arensman scavalca Gall, Pellizzari si difende come può
La crono ha detto che Arensman è probabilmente il rivale più temibile per Vingegaard: l’olandese ha recuperato più di un minuto sul danese e adesso insegue a un minuto e mezzo. Soprattutto però Arensman s’è messo alle spalle uno dei grandi sconfitti di giornata, vale a dire Felix Gall, che ha pagato dazio a una specialità che da sempre lo ha visto fare fatica, scivolando un po’ più indietro nella generale.
Chi si è difeso come ha potuto è stato Giulio Pellizzari: il giorno di riposo in qualche modo lo ha aiutato dopo la crisi di stomaco di Corno alle Scale e l’aver limitato i danni (appena 18 i secondi persi da Vingegaard, ma quasi un minuto e mezzo da Arensman) gli consentirà di poter andare a caccia di quella top 5 (o del podio) che sente di avere nelle corde, se solo però la condizione lo assisterà.
Un paio di minuti dietro al marchigiano c’è pure Davide Piganzoli, che invece a cronometro ha fatto un po’ più fatica. Domani intanto si riparte: da Porcari a Chiavari occhio ai ventagli e occhio ai cacciatori di tappe, perché è una frazione che potrebbe anche risolversi con una fuga, e non necessariamente in volata.
